14 anni, ginnasta, Milano. Giorgia Greco è il nostro esempio di come non ci si debba mai arrendere davanti alle difficoltà, e di come impegno e determinazione possono portare a grandi risultati. Giorgia ha perso una gamba da bambina, amputata per combattere contro un osteosarcoma, un tumore maligno delle ossa.

L’amputazione e la chemioterapia sono sfide difficilissime da affrontare,soprattutto per una bambina, ma Giorgia ha trovato nel ballo e nella ginnastica ritmica lo stimolo per reagire e ritrovare la sua felicità. Un esempio per grandi e picini.  

La prima verticale dopo l’amputazione l’ha fatta proprio mentre faceva la chemioterapia: un piccolo esercizio che per Giorgia rappresenta l'epifania. E' così che ha capito che poteva farcela, che poteva ricominciare.

Giorgia ha iniziato ad allenarsi duramente ed è arrivata come concorrente e finalista a Italia’s Got Talent.

Giorgia Greco: l’intervista 

Un semplice gesto è solo il punto di partenza di un grande viaggio per la nostra Giorgia:

“Lo chignon per me è una delle cose più importanti, perché se devi iniziare un buon allenamento, devi iniziare già bene la preparazione. Dopo aver fatto lo chignon mi sento pronta per iniziare un nuovo allenamento, bella e forte”

Affrontare la malattia non è stato facile, ma avere un obiettivo è l'ha aiutata a trovare una nuova forza: 

“Durante e dopo la malattia io ho sempre avuto come obiettivo quello di tornare in palestra, secondo me la ritmica è comunque arte pura, è bellissima perché è proprio libera, leggera, si riesce a trasmettere benissimo comunque anche l’emozione”. 

Nonostante lo sconforto, la passione guida le decisioni della nostra giovanissima Giorgia:

“Quando mi avevano fatto l’intervento diciamo decisivo, mi ero un po’ sconfortata, infatti mia mamma mi aveva fatto vedere tutti gli altri sport, però io ero per la ginnastica ritmica. Poi ho fatto la verticale con la chemio attaccata, ho detto allora si può fare qualcosa”.  

Un momento magico, che diventa pura ispirazione per lei, e per tutti noi:

“Io mi ricordo che ero nella palestrina, era una delle giornate no, che in realtà in quel periodo erano tutte giornate no, il fisioterapista insieme alla compagna mi hanno detto prova a fare la verticale e io l’ho provata a fare, e hanno chiamato mia mamma e mio padre. 

Quella foto di me che faccio la verticale ha girato tutto l’ospedale, secondo me questa foto la usano un po’ per invogliare i ragazzi che stanno male a dire, guarda che lei ce l’ha fatta, ce la puoi fare anche te” 

E il desiderio di costruire un futuro:

“Vorrei essere riconosciuta sicuramente per delle cose belle e non brutte, magari anche per la sofferenza iniziale che poi diventa un po’ più una felicità”.

Giorgia è futuro.

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