26 anni, artista, Milano. Ahmed Malis è nato a Milano nell’ottobre del 1996. Figlio di genitori egiziani, Ahmed inizia a disegnare fin da piccolo, trovando nel foglio bianco una via di fuga da un mondo che gli sembrava spesso scomodo e problematico.

Mentre disegnava riusciva a trovare quella pace interiore che tanto anelava e che gli permetteva di allontanarsi dai problemi economici di cui soffriva.

Si applica quotidianamente al disegno e migliora sempre più da autodidatta, fino a quando viene notato da un educatore del Giambellino, che fa arrivare i suoi disegni sul sito del Corriere.

Gli viene offerta una borsa di studio che gli permetterà di laurearsi alla NABA a pieni voti, creando un progetto che ha coinvolto i ragazzi del suo quartiere.

Ahmed Malis: l’intervista

Per Ahmed ogni disegno parte da una sfida con sé stesso:

“Spesso magari vedo il foglio bianco davanti a me e vedo già quello che ci sarà sopra ancora prima di averlo iniziato.

Quindi diventa anche una sfida tra me e me per vedere se riesco ad arrivare a quello che ho immaginato, no?”

Le linee sul foglio nascono dalla grafite, ma sono intrise della volontà del nostro artista:

“Fin da piccolo ho sempre avuto una forte passione per l’arte, ho iniziato a disegnare fin dall’asilo quindi la creatività dentro di me iniziava sempre a crescere e il foglio bianco mi ha sempre accompagnato in questo percorso.

Imprimevo una parte di me su questi fogli e questa è stata un po’ la mia culla, che mi ha permesso di crescere in un contesto molto difficile, però con una garanzia di pace interiore”.

Il segno è la parola chiave che spinge Ahmed a lavorare duro per migliorare sempre di più:

“È una responsabilità per me l’arte perché magari ho la possibilità di cambiare delle situazioni, a partire dalla mia familiare a quella collettiva, lasciando il segno.

Mi piace usare questo termine perché il segno è quello che mi identifica. La vita mi ha dato un dono fortissimo che io ho sviluppato nel tempo perché, comunque, ci vuole dedizione e sacrificio perché se no il talento non cresce.

Quello che ha salvato me è aver avuto un sogno, aver creduto in qualcosa e nelle persone”.

Ahmed ha un messaggio da dare, un messaggio importante per tutti noi:

“Il messaggio che voglio trasmettere con l’arte al mondo è che questa realtà digitale ti permette di arrivare in pochissimi secondi a possibilmente migliaia di persone.

Noi viviamo il presente però bisogna sempre avere uno sguardo sul futuro; quindi, uno sguardo al futuro è importantissimo ora come ora. Perché ci serve per capire dove andremo”.

La consapevolezza e l’indipendenza sono essenziali:

“Uno dei miei obiettivi è essere padrone del mio destino, riuscire a cambiare le cose e mostrarmi al mondo per quello che faccio ed essere magari forza e voce un giorno per tante persone.

Il futuro per me è la voce delle persone”.

Ahmed è futuro.

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb