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Quali sono i lavori del futuro?

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Il mondo del lavoro cambia velocemente giorno dopo giorno: ecco quali saranno i lavori del futuro e come non farsi trovare impreparati

lavori del futuro

Il mondo del lavoro si modifica costantemente e sempre più velocemente. Se in passato ci voleva tempo per poter assistere a dei cambiamenti, oggi questi avvengono in maniera rapida, anche nel giro di pochi anni o, addirittura, mesi.

Nuovi ambiti e nuove figure professionali sono sempre pronte a sorgere e, di conseguenza, vengono creati anche nuovi percorsi universitari e formativi.

A determinare tale sviluppo è la nascita di bisogni ed esigenze mai esistite in campo politico, sociale e ambientale, che portano alla necessità di trovare nuove soluzioni e di sviluppare nuove competenze.

Un forte esempio di come la realtà che ci circonda può determinare la nascita di nuovi lavori o la crescita di richieste di risorse umane in determinati settori è quanto accaduto con la pandemia da Covid-19, che ha avuto un forte impatto nel mondo del lavoro in più di un campo.

Innanzitutto, è cresciuto l’interesse per le professioni sanitarie, farmaceutiche e della ricerca e ha fatto sentire forte e chiaro il bisogno di aumentare le risorse disponibili.

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A modificare velocemente il mondo del lavoro è, inoltre, lo sviluppo di nuove tecnologie, che richiedono professionisti altamente specializzati e pronti a cogliere nuove sfide, cambiamenti sociali, politici e ambientali.

Ciò porta alla nascita costante di nuove professioni e, contemporaneamente, alcuni ruoli diventano obsoleti e tendono a scomparire per essere completamente sostituiti da altri. Si determina così anche la necessità di attivare percorsi di formazione e di adattamento che permettano alle figure già esistenze di aggiornarsi per restare nel mondo del lavoro.

  • 0. I nuovi lavori del futuro: soft skills per essere competitivi

    giovani lavoratori in ufficio

    Entrare in un mondo del lavoro così dinamico può apparire estremamente complesso. Coloro che vorranno farvi accesso dovranno possedere competenze elevatissime, non solo dal punto di vista tecnico e pratico (hard skills), ma soprattutto quelle trasversali (soft skills).

    Le soft skill sono, senza ombra di dubbio, quelle più difficili di acquisire.

    Per quanto la scuola e l’università cerchi di sostenerne lo sviluppo favorendo momenti di socialità e di crescita, si formano soprattutto grazie alle esperienze personali e al proprio background culturale.

    Per questo motivo, gli esperti di risorse umane cercano lavoratori che ne siano già in possesso. Se quelle tecniche, infatti, possono essere trasmesse facilmente con percorsi di formazione, per le competenze trasversali ci vuole tempo.

    Per essere competitivi nel mondo del lavoro, quindi, oltre a dimostrare le proprie abilità con titoli di studio e l’esperienza professionale, bisogna riuscire a mostrare anche di possedere delle qualità personali e caratteriali che rendono adatti a poter affrontare con il giusto spirito le proprie mansioni, gli imprevisti, i problemi e a rappresentare l’azienda per cui si opera. 

    Bisogna avere un forte spirito di adattamento, capacità di comunicazione, la propensione a migliorarsi costantemente, al problem solving, al time management e al lavoro di gruppo.

    Il mercato del lavoro del futuro richiede una flessibilità sempre maggiore e l’attitudine a svolgere più compiti diversi senza perdere la concentrazione e mantenendo alta la produttività.

    Non deve mai mancare una buona dose di intelligenza emotiva, intesa come la capacità di comprendere le emozioni proprie e altrui. È una soft skills che permette di recepire prontamente i segnali dall’esterno e rispondere in maniera adeguata. Inoltre, è necessaria per consolidare i rapporti umani, favorire la collaborazione e la fiducia tra colleghi e creare un ambiente positivo sul posto di lavoro.

  • 1. Lavoro e futuro: quali sono i settori con più fabbisogno

    persone in attesa di un colloquio di lavoro
     

    Stando al report stilato da Unioncamere e dall’ANPAL, una delle maggiori fonti informative in Italia per ciò che concerne il mercato del lavoro, nei prossimi anni assisteremo a dei forti cambiamenti in molti settori lavorativi.

    Tra questi vi è quello del turismo, che proprio a causa della pandemia da Covid 19 ha subito un forte shock. La riduzione degli spostamenti, infatti, ha messo in crisi l’intera filiera, causando gravi problemi a molti lavoratori e alle loro famiglie. Nel prossimo futuro si stima, però, che la domanda occupazionale in questo campo tornerà a crescere velocemente.

    Tra gli altri settori che esprimeranno ampi bisogni occupazionali ci sono i servizi pubblici e privati, la formazione e la cultura, la finanza e la consulenza (soprattutto grazie alla nascita di nuovi servizi di supporto alle imprese), la salute e la costruzione di infrastrutture.

    Ad essere maggiormente richieste saranno le professioni specializzate e tecniche.

    La domanda di profili intermedi coprirà circa un terzo del fabbisogno complessivo e, nei prossimi 5 anni, ci sarà una richiesta di 400-450mila professioni non qualificate.

  • 2. Lavoro: i settori dove servono nuovi profili

    lavoro del futuro

    Stando al report di Unioncamere e dall’ANPAL, nel prossimo futuro si assisterà ad una svolta green, soprattutto grazie a importanti programmi di investimento volti ad incrementare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili. Ciò porterà anche ad un’evoluzione del mercato del lavoro e la necessità di competenze nuove nei lavoratori che dovranno essere in grado di combinare competenze multidisciplinari tecniche, scientifiche ed umanistiche.

    Questa svolta green, insieme ad altri sviluppi che interverranno, porterà alla nascita, allo sviluppo e al rafforzamento di specifiche professioni in molti settori che saranno considerati prioritari.

    Tra queste, ad esempio, l’architetto sostenibile, il progettista di manufatti edilizi sostenibili e l’installatore di impianti di condizionamento a basso impatto ambientale.

    Secondo il report, tra le professioni che potranno diventare importanti per le organizzazioni grazie alla svolta green vi è poi anche l’informatico ambientale, per la produzione di software e sistemi per la protezione per l’ambiente, l’esperto di marketing ambientale, l’avvocato ambientale, il mobility manager, l’energy manager, l’ecodesigner e l’esperto di acquisti verdi.

    Il report ‘Il lavoro del futuro’ di Alteredu, che ha tra le fonti anche il rapporto Excelsior Unioncamere-Anpal, inserisce la sanità tra i settori che avrà un maggiore sviluppo. La competenza trasversale maggiormente richiesta, invece, sarà la competenza digitale.

  • 3. I lavori del futuro: le professioni più ricercate

    giovani lavoratori

    Le professioni maggiormente richieste nei prossimi anni saranno nel campo della tecnologia, grazie alle opportunità di innovazione, nell’'istruzione, nella formazione, nella cultura, nella comunicazione e nei servizi di cura e dell’assistenza alle persone.

    Un forte sviluppo lo avrà il mondo digitale e non saranno solo le professioni già presenti a crescere. Ne sorgeranno di nuove legate in particolar modo al mondo dell’intelligenza artificiale e dei big data.

    Le imprese cercheranno sempre più risorse con competenze matematiche ed informatiche.

    Gli scenari lavorativi stanno quindi per cambiare. Se il livello di occupazione in alcuni settori è destinato a scendere, altri lavori nasceranno o richiederanno un numero sempre maggiore di risorse umane. La maggior parte della richiesta sarà per personale laureato, soprattutto in ambito medico e paramedico. Non restano esclusi, però, coloro che possiedono una semplice qualifica professionale. Tra le figure più ricercate, avremo:

    L’esperto SEO

    L’esperto SEO è una delle professioni in forte crescita: un trend che continuerà anche nel futuro. Si occupa di tutto ciò che riguarda l’ottimizzazione della struttura dei siti web e dei contenuti, per permetterne il migliore posizionamento nella pagina dei risultati dei motori di ricerca (SERP).

    È una professione che richiede un costante aggiornamento, elevate capacità analitiche e di problem solving e competenze tecniche e di programmazione e sviluppo. 

    Broadband Architect

    ‘Architetto della televisione’ è la traduzione letterale del termine Broadband Architect, che indica una delle professioni in forte crescita. È una figura che si inserisce nel settore della comunicazione, in particolare di quella online.

    Si occupa di innovazioni interattive della rete e dei contenuti della tv via web, facendo da ponte tra i mezzi tradizionali e quelli innovativi. 

    Tra le competenze che sono richieste per svolgere questa professione c’è un’ottima conoscenza dei canali d’informazione e delle tecniche di comunicazione. È generalmente richiesta una laurea in Informatica o Comunicazione.

    Data Scientist

    data scientist a lavoro

    La gestione e l’analisi dei dati è diventata una questione fondamentale per tutte le aziende, che sono sempre più alla ricerca di figure altamente specializzate. Tra queste spicca il Data Scientist, che ha come obiettivo quello di portare le organizzazioni per cui lavora a raggiungere gli obiettivi che si sono prefissati ricavando informazioni importanti.

    Il Data Scientist, infatti, raccoglie, organizza e analizza grandi quantità di dati.

    Deve possedere e saper dimostrare un buon mix di soft skills e hard skills: competenze di programmazione, di analisi quantitativa, comprensione del prodotto, abilità comunicative e lavoro di squadra.

    Communication specialist

    Gli esperti in comunicazione, o communication specialist, si occupano di sviluppare e gestire l’intero processo comunicativa dell’azienda, sia verso l’interno che verso l’esterno. Richiede, nella maggior parte dei casi, una laurea in Scienze della Comunicazione

    IT Developer

    Lo sviluppatore informatico, o IT Developer, è una delle figure più ricercate nel campo della tecnologia dalle aziende. Può realizzare delle infrastrutture digitali o programmare software. Sono richiesti in più ambiti di mercato, per questo molti scelgono di specializzarsi solo in una o in poche nicchie.

    Richiede una laurea (in Ignegneria Informatica o Matematica), mente analitica, gestione dello stress, attitudine al problem solving e al lavoro di squadra e flessibilità.

    Specialista nell’e-commerce

    L’E-Commerce Specialist progetta, studia e realizza strategie e soluzioni innovative per la vendita online di prodotti e servizi. Gli e-commerce sono in crescita da tempo, ma la pandemia da Covid-19 ha dato un’ulteriore spinta agli acquisti sul web. Per questo, tale figura è sempre più ricercata.

    Ha una conoscenza completa del funzionamento degli e-commerce, riuscendo a capire immediatamente quali sono le esigenze di una azienda e quali strategie implementare per raggiungere gli obiettivi prefissati e un profitto soddisfacente.

    Per diventare specialista nell’e-commerce è essenziale una formazione universitaria, che prosegue poi nel tempo con corsi di alta specializzazione. Richiede, infatti, un costante aggiornamento e, soprattutto, tanta esperienza sul campo.

    Cloud Architect

    cloud architect

    In futuro si sentirà molto parlare di Cloud Architect, un architetto che si occupa di sistemi informatici distributivi, progettando e costruendo ambienti cloud che si adattino agli obiettivi e alle esigenze delle aziende. Facilita l’inevitabile processo di trasformazione digitale.

    Chi vuole diventare Cloud Architect deve avere una conoscenza approfondita delle soluzioni IT e un’ottima conoscenza di Informatica Aziendale.

    Deve avere una grande apertura mentale, pronta a cogliere gli stimoli e le opportunità dall’esterno, capacità di lavorare in team e doti comunicative.

    Energy Manager

    Il risparmio energetico sarà uno dei temi fondamentali dei prossimi anni. In quest’ottica, l’Energy Manager diventa una delle figure più ricercate dalle aziende.

    Ha un ruolo di consulenza interna, con l’obiettivo di dialogare tra le diverse figure per creare una politica efficace di conservazione dell’energia.

    Per svolgere bene questo ruolo, l’Energy Manager deve avere una conoscenza approfondita di tutte le tecnologie che servono ad ottenere un risparmio energetico. Deve, quindi, avere competenze tecniche, consapevolezza dei sistemi di organizzazione aziendale, abilità di leadership, comunicative e propensione al lavoro in team.

    Ux Designer

    ux designer a lavoro

    Una delle professioni che più sarà ricercata nel mondo digital nel futuro è quella dell’ User Experience Designer (Ux Designer), che si occupa dei clienti di un’azienda analizzandone il comportamento, il modo di agire e di scegliere per costruire dei prodotti digitali (app, sito web, e-commerce, etc.) che garantiscano un’esperienza positiva.

    È una figura che ha deve avere tante competenze, a partire da quelle digitali e tecniche.

    Per questo, la formazione più idonea è un mix di conoscenze umanistiche, di psicologia, di marketing e di design. Ha, inoltre, ottime doti d’osservazione ed empatiche.

    Plant Manager

    Anche chiamato Responsabile di Stabilimento, Capo Progetto o Manager di Prodotto, il Plant Manager garantisce il funzionamento degli stabilimenti aziendali, organizza tutte le attività quotidiane negli impianti. Esegue attività formative e assegna ad ogni lavoratore il suo ruolo e le mansioni da portare a termine. Inoltre, tiene sotto controllo i livelli di produzione, cercando di mantenere alta l’efficienza.

    Per diventare Plant Manager ci vuole almeno una laurea in Gestione Aziendale, Ingegneria o altre simili che possano preparare alla professione o, nei casi delle aziende più strutturate, un Master specifico.

    Oltre all’abilità tecniche, deve essere in possesso di competenze trasversali come la puntualità, la precisione, il problem solving, la leadership e il time management.

    Scrum Master

    scrum master con i colleghi

    Lo Scrum Master è una figura professionale relativamente nuova. È a metà strada tra un manager con poteri decisionali e un talent scout. Il suo scopo è quello di intervenire per trovare la strada per permettere alle aziende di funzionare e di raggiungere gli obiettivi che si sono posti.

    Pianificando riunioni, coordinato i lavoratori, supervisionando e coordinando aumenta l’efficienza dei processi aziendali e la buona riuscita dei progetti. Ha capacità di leadership, d’ascolto, relazionali, comunicative, di analisi e di problem solving.

    Category Manager

    Il Category Manager in molte realtà ha sostituito il Buyer. Se quest’ultimo aveva l’obiettivo di acquistare prodotti alle migliori condizioni economiche, massimizzando i risparmi, il primo si occupa soltanto di una categoria di prodotti, con l’obiettivo di massimizzarne la vendita, ponendo l’attenzione sulle esigenze e sulla soddisfazione del cliente.

    È una figura esperta di marketing che possiede, preferibilmente, una laurea magistrale nell’ambito economico o della comunicazione. Tra le competenze che deve avere, oltre alla padronanza di più lingue, anche un’ottima capacità analitica e abilità relazionali.

    Growth Hacker

    Nelle aziende più giovani e più innovative la figura del Growth Hacker appare indispensabile. Particolarmente diffusa all’estero e ancora poco conosciuta in Italia e in Europa, sarà sicuramente una delle professioni che in futuro avrà un forte sviluppo. 

    Il Growth Hacker ha l’obiettivo di sviluppare strategie di crescita per la propria azienda e di tenere sotto controllo e ottimizzare il budget, anche attraverso l’utilizzo di strumenti digitali. Ha una formazione legata o all’ingegneria o al marketing, sa gestire i vari profili social delle aziende, ha abilità di content writer e advertising e conoscenze SEO.

    Designer di realtà virtuali

    designer di realtà virtuali con indosso visore VR

    Il Designer di realtà virutali (VR Designer) utilizzando tool digitali 3d, riproduce realtà virtuali e crea nuovi mondi in cui gli utenti si possono immergere. È ricercato in diversi ambiti, perché grazie al suo lavoro permette di riprodurre situazioni in vista di simulazioni e allenamenti.

    Il VR Designer ha competenze di design per la realtà virtuale e aumentata, di graphic design, di user experience, di modellazione 3D, di programmazione, informatiche, matematiche e ingegneristiche.

    Questo profilo deve avere un ampio bagaglio di abilità tecniche a cui si aggiungono numerose soft skill, tra le quali spiccano la creatività e il problem solving.

    Manager di avatar per l’insegnamento

    Tra le possibili professioni del futuro c’è quella del manager di avatar per l’insegnamento. Non è da escludere, infatti, che in un futuro non troppo lontano vengano creati dei personaggi virtuali che affianchino gli insegnanti e che devono essere controllati da una figura professionale che ne garantisca il corretto funzionamento.

    Consulente della terza età

    Il consulente della terza età (o manager) è una figura professionale che potrebbe avere un forte sviluppo. Si occupa di ricercare soluzioni rapide alle esigenze personali degli anziani, occupandosi anche della cura e dell’assistenza.

    Devono avere una conoscenza base dei servizi offerti in campo medico, farmaceutico, sociale e psicologico per poter offrire un sostegno a 360° ai soggetti appartenenti alla terza e alla quarta età e alle loro famiglie.

  • 4. Le professioni del futuro: come non farsi trovare impreparati

    giovani lavoratori al computer

    Per poter essere competitivi nel mondo del lavoro dei prossimi anni, i lavoratori devono essere informati e aggiornati. In questo può rivelarsi essenziale l’intervento degli esperti di risorse umane, che devono mettere gli individui nelle condizioni di potersi adattare velocemente ai cambiamenti, organizzando corsi di formazione e preparatori con coach altamente specializzati.

    Lo sviluppo di nuove tecnologie è sempre più celere: ai lavoratori del futuro è richiesto di rimanere al passo con i tempi, imparando ad utilizzare nuovi strumenti che possono produrre un beneficio alle aziende.

    È bene adottare, infine, un approccio dinamico e flessibile, con una mente sempre aperta e pronta al cambiamento, un pensiero adattivo e uno sguardo fisso sul futuro per poter cogliere segnali e opportunità.

  • 5. Come diventare Mental Coach

    mental coach

    Shutterstock

    Tra i lavori del futuro che troveranno spazio sul mercato c’è quello del mental coach, una figura professionale sempre più diffusa a cui si affidano coloro che vogliono sviluppare la capacità di gestire la propria vita consapevolmente evitando di farsi influenzare negativamente dall’esterno.

    Il mental coach guida i suoi assistiti attraverso la scoperta delle loro potenzialità, consentendogli di cogliere con lo spirito giusto le sfide professionali e personali. All’interno delle aziende, con il suo intervento può migliorare i rapporti tra i dipendenti e favorire il team building.

    Per diventare mental coach è importante sviluppare soft skills come l’empatia, il problem solving e le capacità relazionali. Si possono seguire dei corsi per apprendere i fondamenti teorici, tecniche e modelli e fare pratica per trasformare le conoscenze in competenze

    Per un mental coach è sempre necessario interiorizzare il codice etico e deontologico della professione. Solo in questo modo potrà guidare i suoi assistiti nel modo più corretto

    Offrendo spazi lavorativi interessanti, sono tante le opportunità di formazione presenti. Si può seguire uno dei corsi presentati da esperti del settore, che si possono svolgere sia online che di presenza. I migliori, in grado di preparare in maniera completa l’allieva, prevedono sia una parte teorica che una parte pratica.

    L’esperienza è fondamentale per imparare a destreggiarsi tra le situazioni più complicate. Un mental coach si può specializzare per aiutare le persone a gestire aspetti specifici della loro vita, come quello lavorativo o sportivo agonistico.

    Ci sono dei metodi che un mental coach può utilizzare per guidare i suoi assistiti. Tra questi vi è quello GROW, che è uno dei più diffusi, mirati ed efficaci e che consiste nel portare l’individuo a raggiungere un obiettivo focalizzando su quello tutte le attenzioni.

    Per approfondimento: Come diventare Mental Coach

  • 6. Le tre P della crescita professionale

    crescita professionale

    Shutterstock

    La competitività nel mondo del lavoro è diventata elevata. È richiesto non solo impegno, conoscenze e competenze, ma anche la volontà a formarsi costantemente e a crescere come professionista. Per non farsi trovare impreparati ed essere pronti ai lavori del futuro, è necessario essere in grado di cogliere gli stimoli provenienti dall’ambiente circostante.

    Se i lavoratori devono fare tutto ciò che è nelle loro possibilità per restare aggiornati, anche le aziende possono ottenere dei vantaggi dalla loro preparazione. Quelle più attente, innovative e intenzionate a restare competitive sul mercato, cercano di mettere i dipendenti nelle condizioni di migliorarsi e sviluppare nuove skills.

    Per una vera crescita occorre seguire le tre P, di cui ha parlato anche Klaus Schwab, fondatore e presidente del World Economic Forum (WEF). Si tratta di people, planet e progress (persone, pianeta e progresso), i tre elementi da tenere in considerazione per uno sviluppo duraturo e costante nel tempo.

    Al WEF, da lui fondato, si incontrano imprenditori, politici e amministratori di tutto il mondo per confrontarsi su questioni importanti e discutere su come apportare miglioramenti ad aziende e alla società.

    Stando alla teoria delle tre P, aziende, organizzazioni e la società in generale devono mirare ad uno sviluppo sostenibile, che punta alla tutela dell’ambiente circostante e del pianeta. Le persone sono importanti per i processi, il loro benessere va garantito

    Per una crescita professionale vantaggiosa anche per le aziende e gli ambienti in cui si opera, è necessario avere consapevolezza dei propri punti di forza e di debolezza, mantenere alta la concentrazione, sviluppare competenze tecniche e trasversali. Bisogna saper prevedere i cambiamenti del futuro, monitorare le proprie prestazioni, possedere abilità di problem solving e sviluppare una fitta rete di relazioni sociali positive e profittevoli.

    Per approfondimento: Le tre P della crescita professionale

  • 7. Storyteller digitale: una professione in crescita

    storyteller digitale su pc

    Shutterstock

    Quella dello storyteller digitale è una delle figure professionali più ricercate del momento e che promette un’importante crescita nel prossimo futuro. Aziende, organizzazioni e imprese che vogliono restare competitive sul mercato hanno bisogno di catturare l’attenzione di clienti o potenziali tali.

    Gli utenti del web visualizzano quotidianamente numerosi contenuti di tutti i tipi. Sono sempre più scettici e difficilmente restano colpiti da ciò che vedono. Per riuscire ad entrare nella loro memoria, occorre produrre qualcosa di accattivante ed emozionante.

    Lo storyteller racconta storie facendo leva sulle emozioni. Non sa solo scrivere bene, produrre immagini, audio e video di qualità o altro materiale multimediale, ma riesce a coinvolgere il pubblico. È in grado di raggiungere gli obiettivi prefissati, portando gli utenti a compiere un’azione, assumere un punto di vista o cambiare le loro abitudini.

    Lo storytelling ha origini lontane nel tempo poiché è nella natura dell’uomo cercare di trasmettere valori e messaggi. Incisioni, libri, post sui social network, articoli sui blog e altri contenuti sono espressione della necessità di comunicare.

    Lo storyteller digitale utilizza esclusivamente gli strumenti digitali. Realizza contenuti adatti per siti internet, social network, blog, forum e tutte le piattaforme che si possono trovare online. Conosce le caratteristiche di quest’ultime e riesce a sfruttarne i punti di forza.

    Uno storyteller digitale possiede abilità di scrittura, sa produrre immagini, video o audio, realizza piani e calendari editoriali, sa gestire più canali di comunicazione, è dotato di empatia, conosce le tecniche della narrativa ed è in grado di studiare il pubblico di riferimento.

    Per diventare storyteller digitale si possono seguire dei percorsi universitari o dei corsi di formazione specifici. Per essere dei bravi professionisti è importante la formazione e l’aggiornamento costante. Può lavorare come freelance, collaborare con agenzie di comunicazione o nelle organizzazioni dotate internamente di uffici che si occupano della comunicazione digitale.

    Per approfondimento: Storyteller digitale: una professione in crescita

  • 8. Coach: professione del futuro

    Coaching

    Shutterstock

    Sono molte le persone che, per motivi professionali o personali, decidono di rivolgersi ad un coach professionista che li aiuti a raggiungere i propri obiettivi. Il coaching è infatti un metodo che permette al trainer di fare in modo che il coachee aumenti la propria fiducia in sé stesso, in modo tale da non avere più timori che non gli permettono di raggiungere i traguardi desiderati.

    Le tecniche di coaching sono molte e diverse tra loro, ma partono tutte dal vissuto personale del cliente, che deve essere capace in un primo momento di spiegare che cosa vuole e schematizzare la propria situazione. Comprendere cosa si vuole raggiungere e quali sono i modi oggettivi che lo permettono è il primo passo per non rimuginare su situazioni irrealistiche, ma lavorare con obiettività, avendo sempre ben a mente il proprio scopo.

    La strada verso il traguardo non è facile, come non lo è nemmeno quella per diventare un coach, che deve avere naturalmente o essere in grado di sviluppare caratteristiche ben specifiche

    Tra queste, un buon coach deve avere molta curiosità e creatività. Serve infatti curiosità per interessarsi alla vita e al carattere di una persona e ci vuole creatività per trovare soluzioni alternative laddove si dovesse incontrare un ostacolo.

    Il coach deve essere in grado di dimostrare un forte grado di empatia, caratteristica che gli permette di entrare in sintonia con il cliente, comprendere le sue difficoltà e aiutarlo a superarle.

    Non meno importante è la capacità di gestire le proprie emozioni. Spesso il vissuto o il carattere di una persona può scatenare dei trigger personali o portare l’individuo ad avere dei pregiudizi. Il coach deve essere sempre super partes, mantenendo le distanze da quelle che sono le proprie esperienze e opinioni personali. Lo scopo del coaching è far sì che il coachee raggiunga i suoi scopi utilizzando le sue capacità, il suo modo di pensare, esternando capacità che non si pensava ancora di avere.

    Per approfondimento: Coach: professione del futuro

  • 9. Tecniche di Coaching: il modello G.R.O.W. di John Whitmore

    Coaching modello Grow

    Shutterstock

    Tra le tecniche di coaching più interessanti e utilizzate dai coach, in qualsiasi settore essi lavorino, è il modello G.R.O.W. di John Whitmore. Questo modello fa parte degli strumenti che il coach professionista ha a sua disposizione nella prima fase di lavoro col coachee.

    Nei primi step della sua consulenza, il coach deve aiutare il cliente a creare il sentiero da intraprendere, che possa essere concreto e obiettivo. Attraverso l’utilizzo del modello G.R.O.W. il coach spinge il cliente a darsi le risposte che gli serviranno nella costruzione di una metodologia adatta a raggiungere i suoi scopi.

    L’acronimo G.R.O.W. esprime i concetti inglesi di Goals, Reality, Options e Will.

    Nella prima fase, il coach deve aiutare il coachee a stabilire gli obiettivi da perseguire durante il cammino. Gli obiettivi devono rispondere a specifiche caratteristiche, tra cui l’essere specifico, misurabile, realistico, ambizioso e temporizzato, ossia la sua realizzazione deve essere predisposta in un arco temporale circoscritto. Durante la fase di Reality il coach elimina le convinzioni del cliente e gli mostra la realtà per quello che è

    Si analizza la situazione in cui il coachee si trova, creando una sorta di passaggio mentale tra la situazione attuale e quella ideale rappresentata dal traguardo del cliente

    Dopo arriva il momento dedicato alle Options, che si traduce con la ricerca delle diverse opzioni che l’individuo ha a disposizione. È il momento in cui il coach si impegna a risvegliare la coscienza del cliente facendogli domande che mettano in discussione le credenze del cliente, facendogli pensare a tutto ciò che possiede e che potrebbe essere utile per raggiungere il suo scopo.

    Infine, l’ultima fase del modello G.R.O.W. è quella dedicata alla volontà, ossia alla costruzione di un vero e proprio percorso pratico con annesse azioni ben specifiche che il coachee deve eseguire. 

    Per approfondimento: Tecniche di Coaching: il modello G.R.O.W. di John Whitmore

A cura di Cultur-e
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