Autostima e autoefficacia sono due termini molto utilizzati quando si parla di Self Empowerment e spesso vengono confusi tra di loro.

Sono entrambe due caratteristiche che, quando presenti, aiutano gli individui ad affrontare la imprese quotidiane e lavorative con maggiore serenità e sicurezza. 

Si sviluppano nel corso della vita, grazie alle esperienze quotidiane, al percorso formativo, alle relazioni con il prossimo e al proprio background culturale. Autostima ed autoefficacia possono influenzarsi a vicenda, ma sono estremamente differenti, perché appartengono a due ambiti diversi: uno dell’essere e l’altro dell’agire.

Cos’è l’autostima

persona con autostima

L’autostima è la totalità dei giudizi valutativi che l’individuo ha verso sé stesso. Si tratta di un processo che dura tutta la vita e che spinge il soggetto ad auto-valutarsi. Quando è elevata ha come conseguenza l’auto-approvazione e il riconoscimento del proprio valore personale.

È un concetto ampiamente studiato in psicologia, poiché ha forti ripercussioni sulla vita quotidiana delle persone e sul loro benessere psico-fisico. Il primo a parlarne fu William James, che ha definito l’autostima come il risultato del rapporto tra il sé percepito e il sé ideale. Ad influenzarla è confronto tra i successi ottenuti realmente rispetto a quelli preventivati o le aspettative che si avevano in merito.

L’individuo immagina degli scenari ideali e un modello di vita che dovrebbe guidare le sue azioni. Fa delle considerazioni in base alle caratteristiche che, secondo la sua percezione, sono assenti nella sua persona o nella sua vita e, in base a questo, stabilisce il livello di stima di sé.

Quando il sé ideale è lontano dal sé percepito, l’autostima di abbassa, provocando uno stato di malessere, insoddisfazione e di negatività. Al contrario, più si ottengono successi e ci si avvicina ai modelli di vita che si erano immaginati, più la stima di sé si innalzerà portando ad uno stato di benessere e a una sensazione di potere.

Secondo gli studiosi Charles Horton Cooley e George Herbert Mead, l’autostima è un prodotto delle interazioni tra l’individuo e gli altri. L’ambiente esterno riesce ad influenzare in maniera forte la percezione che le persone hanno di sé stesse, tanto da condizionarne il modo di affrontare la vita. 

L’autostima, secondo la concezione di Cooley e Mead, è la valutazione riflessa del pensiero che le altre persone hanno sull’individuo.

Avere un’alta autostima permette all’individuo di saper riconoscere con estrema consapevolezza i propri difetti, i propri pregi, le debolezze e i punti di forza. Porta a adoperarsi per colmare le lacune e per migliorarsi giorno dopo giorno, senza provare un senso di frustrazione e insoddisfazione. 

Un basso livello di autostima conduce ad uno stato di scarso entusiasmo e motivazione. L’individuo, in questo caso, tiene in considerazione esclusivamente le sue debolezze, enfatizzandole, e tende ad evitare nuove esperienze o situazioni sconosciute. Ha un impatto molto negativo sullo stile di vita delle persone.

Cos’è l’autoefficacia

persona che parla al suo team

Il primo a parlare di autoefficacia fu lo psicologo Albert Bandura, che la definì come la consapevolezza posseduta dall’individuo che lo porta a dominare situazioni, specifiche attività o aspetti afferenti al funzionamento psicologico.

L’autoefficacia permette di riconoscere le proprie capacità e le proprie abilità e di capire come utilizzarle e ottimizzarle per raggiungere gli obiettivi che ci si è posti. Chi possiede questa caratteristica, sa di essere in grado di compiere determinate azioni e riesce ad elaborare strategie concrete per ottenere i risultati sperati.

L’autoefficacia è la capacità dell’individuo di convincersi di essere in grado di raggiungere con profitto i propri obiettivi.

Avere un buon livello di autoefficacia permette di avere successo in ambito lavorativo, perché porta l’individuo a mettersi costantemente alla prova, a non avere paura di sperimentare nuovi processi e a sviluppare nuovi progetti.

Le performance migliorano, poiché si ha la convinzione di sapere in che modo ottenere un risultato e di avere le capacità di fare quanto necessario e richiesto.

Si sviluppa tramite le esperienze personali, alla quantità di attività svolte in passato e al tasso di successo o insuccesso ottenuto. Può essere influenzata dal confronto con altre persone che hanno caratteristiche simili a quelle dell’individuo, dalla persuasione verbale altrui e dallo stato emotivo.

Autostima e autoefficacia: differenza e come migliorarle

donna con la parola power strong sul petto

Seppur molto simili, autostima e autoefficacia sono soft skills presentano profonde differenze. La prima risiede nell’ambito dell’essere ed ha delle basi fortemente emotive. La seconda è connessa al fare. Sono profondamente legate tra loro, poiché difficilmente senza l’una può essere presente l’altra.

Entrambe sono fortemente influenzate dalle esperienze di vita, ma possono essere migliorate anche attraverso percorsi di psicotraining, terapie EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) e strategie comportamentali. 

Lo psicotraining è un percorso in cui esperti accompagnano l’individuo verso un incremento delle proprie abilità lavorative, con conseguente miglioramento dello stato di benessere personale. L’EMDR è un metodo applicato nella psicoterapia che mira a recuperare le informazioni che provocano patologie e disturbi psicologici per rimuovere tutti le convinzioni negative.

Il senso di autoefficacia e di autostima si può aumentare adottando alcune strategie. Occorre limitare l’autocritica, concedendosi di commettere errori, ridurre l’impatto dei condizionamenti esterni, prendere consapevolezza dei propri punti di forza e di debolezza e imparare ad accettare e a convivere con i propri difetti.

Per saperne di più: Il Self Empowerment Personale

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb