Secondo un rapporto di Bloomberg le etichette musicali più importanti del mondo sarebbero molto vicine allo scontro con TikTok. Major quali Sony, Universal e Warner avrebbero chiesto all’azienda proprietaria del social ByteDance di aumentare sensibilmente le royalties.

Secondo una fonte anonima le case discografiche avrebbero chiesto un aumento che va da due a dieci volte quanto attualmente versato da TikTok. 

Ma non solo. La richiesta prevederebbe anche una condivisione delle entrate figlie delle pubblicità trasmesse durante la riproduzione di brani proprietari. E parallelamente una riduzione dei costi pubblicitari, da calcolare in base al numero di contenuti con sottofondo musicale ad opera di un artista sotto contratto. 

Dal canto suo lo sviluppatore ByteDance non sembra intenzionato ad alzare la propria offerta. Secondo i titolari, la piattaforma è uno strumento di promozione a disposizione delle major. Anche perché su TikTok si possono ascoltare pochissimi secondi di musica. Dunque il social non può in alcun modo sostituire piattaforme streaming come Spotify, Apple Music o lo stesso YouTube. 

Quanto guadagna TikTok, quanto chiedono le major

TikTok è stato lanciato a partire dal 2016 e sta certificando numeri semplicemente eccezionali. Basti pensare che nel 2022 potrebbe triplicare i propri ricavi rispetto all’annata precedente. Nel 2021 il social network ha fatturato 61,7 miliardi di dollari, con un guadagno di 4 miliardi. Quest’anno gli addetti ai lavori ipotizzano un ricavo di circa 12 miliardi di dollari. 

TikTok ad oggi paga una somma forfettaria alle etichette discografiche, che gli permette di utilizzare musica con licenza. L’accordo è biennale e molte major sono vicine alla data di scadenza. Il contratto con Sony è in scadenza a novembre 2022, quello con Warner a gennaio 2023. Infine quello con Universal è in scadenza a febbraio 2023.

Secondo le etichette la musica gioca un ruolo considerevole nel successo di TikTok. Per questo vorrebbero siglare nuovi accordi di revenue-share: un modo per ottenere una percentuale su tutte le entrate generate dai video con musica sotto licenza. La richiesta è che TikTok aumenti considerevolmente l’offerta attuale: rumors parlano di una forbice di richieste che andrebbe da un raddoppio minimo a un massimo di dieci volte la cifra in essere. 

Se ByteDance accettasse seguirebbe la scia di YouTube, che recentemente ha reso noto il proprio impegno a versare 6 miliardi di dollari di diritti in un anno. La piattaforma 2.0 ha annunciato di voler diventare il massimo contributore di entrate dell’industria musicale entro il 2025.

La risposta di TikTok

Le major sembrano piuttosto preoccupate dal fatto che TikTok è potenzialmente in grado di trasformarsi in un’etichetta discografica. La società ByteDance ha già assunto A&R manager in importanti città del Nord America: da Los Angeles a Miami, da Toronto a New York. Inoltre, a inizio 2022 ha lanciato SoundOn: una piattaforma di distribuzione che permette a qualsiasi brano caricato di raggiungere un pubblico globale

SoundOn viene presentato come uno strumento promozionale, ma detiene il 100% delle royalties generate dai brani caricati al suo interno. Un presupposto che aiuta a capire come mai le major lo considerino una vera e propria minaccia potenziale.

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