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Signal, Whatsapp o Telegram, quale usare? Differenze, sicurezza e privacy a confronto

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Qual è la migliore app di messaggistica? Ecco la differenza tra Signal, WhatsApp e Telegram quando si parla di sicurezza e protezione della privacy

telegram, whatsapp e signal a confronto Shutterstock

In Breve (TL;DR)

  • WhatsApp, Telegram e Signal offrono funzioni simili, ma si differenziano in modo significativo per privacy, sicurezza e gestione dei dati, aspetti centrali nella scelta dell’app di messaggistica.
  • Sicurezza e privacy non coincidono: tutte proteggono i messaggi, ma cambiano le modalità di crittografia e soprattutto la quantità di dati raccolti sugli utenti.
  • Signal è l’app più attenta alla privacy, Telegram punta su funzionalità avanzate e flessibilità, mentre WhatsApp resta la più diffusa grazie alla sua ampia base di utenti.

WhatsApp, Telegram e Signal sono tre app di messaggistica molto conosciute e utilizzate. Tutte permettono di inviare messaggi di testo, note vocali, immagini e video, oltre a effettuare chiamate e videochiamate. A un primo sguardo possono sembrare molto simili, ma analizzandole più a fondo emergono differenze importanti che riguardano privacy, sicurezza e funzionalità.

Capire le differenti peculiarità è utile per scegliere l’app più adatta alle proprie esigenze. È importante chiarire fin da subito un punto fondamentale: sicurezza e privacy non sono la stessa cosa. La sicurezza riguarda il modo in cui i messaggi vengono protetti da accessi esterni, mentre la privacy è legata a quali dati vengono raccolti dalle app e come vengono utilizzati.

Vediamo come distinguerle e come operano le tre applicazioni quando si parla di sicurezza.

Come viene usata la crittografia

Credits Shutterstock

Dal punto di vista della sicurezza, tutte e tre le applicazioni adottano sistemi di crittografia, ma con modalità diverse. WhatsApp e Signal utilizzano la crittografia end-to-end attiva di default per messaggi, chiamate vocali e videochiamate. Questo significa che i contenuti sono leggibili solo dai partecipanti alla conversazione e non possono essere intercettati o consultati da terzi, nemmeno dai gestori del servizio.

Entrambe le app si basano sul Signal Protocol, uno standard open source considerato tra i più affidabili nel campo della sicurezza informatica. Il fatto che il protocollo sia pubblico consente a esperti indipendenti di analizzarlo e verificarne l’efficacia nel tempo.

Telegram, invece, adotta un approccio diverso. Nelle chat standard i messaggi vengono protetti durante il trasferimento, ma la crittografia end-to-end non è attiva di default. Per ottenere lo stesso livello di protezione è necessario avviare manualmente una chat segreta, che però non è disponibile per le conversazioni di gruppo. Questo rende Telegram più flessibile dal punto di vista funzionale, ma meno immediato sul fronte della sicurezza per l’utente medio.

Come funziona la privacy su WhatsApp, Signal e Telegram

Credits Shutterstock

Le differenze diventano ancora più evidenti quando si parla di privacy. In questo caso non conta solo la protezione dei messaggi, ma anche quali informazioni personali vengono raccolte e conservate.

WhatsApp è l’app che raccoglie la maggiore quantità di dati. Oltre al numero di telefono, vengono acquisiti diversi metadati, come informazioni sul dispositivo, interazioni con la piattaforma, dati diagnostici e, in alcuni casi, elementi legati all’attività dell’utente.

La crittografia protegge il contenuto delle chat, ma non impedisce la raccolta di informazioni legate all’utente che utilizza l’app di messaggistica.

Questo aspetto è spesso legato al fatto che WhatsApp fa parte del gruppo Meta, il cui modello di business è basato sull’analisi dei dati.

Telegram si colloca in una posizione intermedia. Raccoglie meno informazioni rispetto a WhatsApp, ma conserva comunque alcuni dati come numero di telefono, ID utente e indirizzo IP. L’architettura cloud consente di sincronizzare i messaggi su più dispositivi, ma comporta una gestione centralizzata dei dati che può incidere sulla privacy.

Signal adotta invece un approccio minimale. L’app raccoglie solo il numero di telefono, utilizzato come identificativo dell’utente. Non conserva metadati sulle conversazioni, non traccia l’attività e non utilizza i dati a fini commerciali. Questo modello è coerente con la natura di Signal, che è gestita da una fondazione non-profit e finanziata tramite donazioni.

Quali sono le funzionalità offerte dalle app

Credits Shutterstock

Oltre a privacy e sicurezza, le app si distinguono anche per le funzionalità offerte. WhatsApp punta su semplicità e diffusione: la sua forza principale è l’ampia base di utenti, che rende facile comunicare con contatti personali e professionali senza dover installare app alternative.

Telegram è apprezzata per la flessibilità. Supporta gruppi molto numerosi, canali informativi, bot automatizzati e una sincronizzazione completa tra dispositivi. È spesso utilizzata per la gestione di community, la diffusione di contenuti e la comunicazione su larga scala.

Signal privilegia invece la comunicazione privata. Offre chat individuali e di gruppo, chiamate crittografate e messaggi che possono autodistruggersi dopo un certo periodo di tempo. L’interfaccia è essenziale e simile a quella di altre app di messaggistica, ma l’obiettivo principale resta la protezione dei dati.

Non esiste un’app di messaggistica migliore in assoluto. La scelta dipende dalle priorità degli utenti. Signal è indicata per chi cerca il massimo livello di privacy e sicurezza. Telegram è adatta a chi ha bisogno di funzionalità avanzate e comunicazione su più dispositivi. WhatsApp resta la soluzione più immediata per restare in contatto con il maggior numero di persone.

In un contesto digitale sempre più attento alla protezione dei dati, conoscere le differenze tra le principali app di messaggistica permette di fare scelte più consapevoli e di utilizzare questi strumenti in modo più informato.

Per saperne di più:Guida a WhatsApp: come usare e installare WhatsApp

Domande frequenti (FAQ)

  • Quali sono le funzionalità offerte dalle app?
    WhatsApp punta sulla semplicità e diffusione, Telegram offre flessibilità con supporto a gruppi numerosi e bot automatizzati, mentre Signal si concentra sulla comunicazione privata con chat crittografate e messaggi autodistruttivi.
  • Quale app di messaggistica raccoglie meno dati personali?
    Signal adotta un approccio minimale alla raccolta dei dati e conserva solo il numero di telefono dell’utente, senza archiviare metadati o informazioni sulle conversazioni.
  • Come funziona la privacy su WhatsApp, Signal e Telegram?
    WhatsApp raccoglie la maggiore quantità di dati, Telegram raccoglie meno rispetto a WhatsApp ma conserva comunque alcuni dati, mentre Signal raccoglie solo il numero di telefono e non traccia l'attività a fini commerciali.
A cura di Cultur-e
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