Sempre più performanti e sempre più semplici da guidare, i droni trovano impiego nei settori più disparati: non solo foto panoramiche e selfie, ma anche strumenti per campagne di marketing innovative, consegne a domicilio (vedi i casi Google e Amazon) ed estensione della connettività alla Rete in zone altrimenti difficili da raggiungere. I piccoli quadricotteri, merito anche di un mercato sempre più concorrenziale, sono diventati in breve tempo un dispositivo di largo utilizzo.

Nonostante le semplificazioni, pilotare un drone non è così semplice come si potrebbe pensare. Le questioni legate alla sicurezza sono innumerevoli, tanto che un po' in tutto il mondo sono stati stilati e approvati regolamenti e leggi che ne limitano gli ambiti di utilizzo. In questo panorama, ovviamente, non fa eccezione l'Italia, con l'ENAC (Ente nazionale aviazione civile) che ha approvato un regolamento per l'utilizzo dei droni "domestici" nel luglio 2015.

 

Droni utilizzo aria

 

Misure analoghe sono attive, come detto, anche in molti altri Paesi di tutto il globo e potrebbe tornare utile conoscerne, anche a grandi linee, i campi di applicazione. Così, se ci si dovesse trovare in vacanza all'estero e non si volesse rinunciare alla propria passione per i droni radiocomandati, si eviterebbero guai di ogni genere con le autorità.

Regolamento drone Europa

  • Regno Unito. Conosciuto anche con il nomignolo di Dronecode, il regolamento della Civil Aviation Authority (CAA) britannica stabilisce norme tese a garantire la sicurezza sia del pilota sia delle persone che possono trovarsi nelle vicinanze del drone. Nel caso si operi con drone dal peso inferiore ai 20 kg, si deve esser certi di poter sempre controllare visivamente la traiettoria del mezzo, restare al di sotto dei 120 metri di altitudine e di non utilizzarlo al di sopra di aree particolarmente affollate. Se, invece, si volessero scattare foto o realizzare video, il regolamento drone Regno Unito stabilisce che si debba mantenere una distanza di almeno 50 metri dai luoghi affollati e si debba rispettare la privacy delle persone. Se si usano droni con peso tra i 20 e i 150 chilogrammi, oppure si utilizza il mezzo aereo per scopi commerciali (anche fotografia aerea), il pilota deve ottenere una licenza della CAA, dimostrando di saper controllare il drone in tutte le situazioni

 

Drone in volo

 

  • Germania. La Luftfahrt-Bundesamt (LBA) ha emanato un regolamento drone Germania particolarmente restrittivo. Per scopi ricreativi (non commerciali o professionali) non possono essere utilizzati mezzi dal peso superiore ai 5 chilogrammi e devono essere utilizzati a una distanza massima di 300 metri dal punto di "pilotaggio". In alcune aree, però, questa distanza è ulteriormente ridotto a un range tra i 30 e i 100 metri e vale la pena verificare con le autorità locali quale sia il regolamento in uso. Nell'area di Berlino, inoltre, sono presenti diverse no-fly zone, mentre non è permesso volare al di sopra di zone industriali, basi militali e siti strategici. Per l'utilizzo commerciale, invece, è richiesta una licenza rilasciata dalla LBA
  • Francia. Valido sia per i cittadini francesi, sia per turisti e visitatori di ogni Paese, il regolamento del Directorate General for Civil Aviation (DGAC) stabilisce norme precise per l'utilizzo dei quadricotteri di qualunque dimensione. Il regolamento drone Francia prevede che si debba mantenere il velivolo sempre in linea di vista (deve essere sempre visibile dal luogo dal quale lo si telecomanda), mantenere una distanza di sicurezza dai luoghi affollati e volare sempre al di sotto dei 150 metri di altitudine. Per pilotare drone nel Paese transalpino, inoltre, si deve fare attenzione all'area scelta: si deve restare ad almeno 5 km di distanza dagli aeroporti (15 km nel caso di strutture di grandi dimensioni) e non si possono sorvolare siti "strategici" (centrali elettriche e nucleari, monumenti o basi militari) senza specifico permesso. Inoltre, il volo notturno è completamente interdetto

 

Drone per riprese

 

  • Italia. Norme simili sono valide anche nel nostro Paese. Il regolamento droni Italia, emanato dall'ENAC, prevede che il drone possa volare a un'altitudine massima di 70 metri e in un raggio di 150 metri (restando sempre e comunque all'interno del proprio campo visivo). Il drone non può pesare più di 25 chilogrammi, non può trasportare beni e oggetti pericolosi e non può sorvolare aree densamente popolate, folle, spiagge, autostrade, ferrovie o siti industriali. Il velivolo, inoltre, deve restare a una distanza minima di 8 km da aeroporti di qualunque dimensione. Per droni di peso e dimensioni superiori a quelle dette o per un utilizzo a scopo commerciale è necessaria una regolare licenza ENAC

 

Nessuna consegna possibile con drone in Italia

 

Africa e Asia

  • Kenya. Già autrice di uno dei regolamenti droni più restrittivi, la Kenya Civil Aviation Authority (KCAA) si prepara a stringere ulteriormente la "cinghia". A breve, l'autorità keniana implementerà nella propria legislazione l'obbligo di registrazione di tutti i droni utilizzati all'interno dei propri confini nazionali, così da elevare ulteriormente gli standard di sicurezza per l'utilizzo di mezzi aerei telecomandati. Il regolamento in vigore prevede che solo i cittadini kenioti maggiorenni (età superiore ai 18 anni) possano pilotare drone a patto che abbiano ottenuto lo RPAS (Remotely Piloted Aircraft Systems) Operating Certificates e siano regolarmente assicurati. Gli operatori, comunque, sono direttamente responsabili per l'incolumità delle persone o di cose e non è possibile volare a un'altezza superiore ai 120 metri

 

Usare drone in sicurezza

 

  • Sud Africa. Pilotare drone Sud Africa, invece, è più semplice e immediato. Per i velivoli al di sotto dei 7 chilogrammi di peso non è richiesta alcuna licenza, possono essere utilizzati anche di notte e a un'altitudine massima di 120 metri. Il pilota, comunque, non può spingere il mezzo a una distanza superiore ai 500 metri dal punto di controllo e deve essere sempre ben visibile. Nel caso ci si trovi nelle vicinanze di aree densamente popolate, di strade o strutture di ogni genere si deve mantenere una distanza minima di 50 metri. In caso di utilizzo commerciale, invece, c'è la necessità di diverse licenze e autorizzazioni per far decollare il proprio drone
  • Giappone. Con delle no-fly zone che si estendono sugli uffici del Primo Ministro, sul Palazzo Imperiale, su tutte le strutture di rilevanza strategica nazionale e su molti dei parchi pubblici di Tokyo e Osaka, il Giappone ha una delle regolamentazioni più stringenti in fatto di droni. Per pilotare drone Giappone è necessario mantenere un'altitudine inferiore ai 150 metri e una distanza da siti strategici quali aeroporti di almeno 8 chilometri. I velivoli non possono sorvolare proprietà private senza il consenso del proprietario e devono essere utilizzati solamente nelle ore diurne. In caso di violazione di una delle norme, si rischia una multa di 500 mila Yen (oltre 4.500 euro)

 

Drone per riprese aeree

 

  • Cina. Anche se potrebbe sorprendere i più, l'approccio della Civil Aviation Administration of China (CAAC) in fatto di utilizzo dei droni è meno restrittivo di molte altre nazioni. Il regolamento prevede che si possano pilotare liberamente tutti i droni al di sotto dei 7 chilogrammi di peso, a patto di non sorvolare aree densamente popolate o zone di importanza strategica. La distanza minima degli aeroporti è di 7 chilometri, mentre per pilotare drone fino a 116 chilogrammi è necessaria una specifica licenza d'uso

Nord America e Sud America

  • USA. Nonostante siano uno dei Paesi dove i droni sono maggiormente diffusi, gli Stati Uniti hanno una legislazione ancora un po' controversa. Per questo motivo, a partire dal 2015, si sono registrati diversi interventi della Federal Aviation Administration (FAA) nel tentativo di diradare ogni ombra di dubbio. Per pilotare un drone negli USA bisogna avere più di 16 anni, possedere un velivolo dal peso inferiore ai 25 chilogrammie avere una visibilità minima di 5 chilometri. L'altitudine massima consentita è di 120 metri dal suolo, mentre si deve mantenere una distanza di 9 km da qualunque aeroporto o sito strategico. L'intera città di Washington è dichiarata no-fly zone, mentre le autorità locali sono autorizzate ad attivare aree di interdizione al volo se lo ritengono necessario

 

Drone in volo

 

  • Canada. L'utilizzo di drone in Canada è regolamentato da norme ispirate al buon senso, il cui scopo è quello di garantire la sicurezza dell'operatore e delle persone che lo circondano. Per pilotare drone in Canada non è richiesta particolare licenza, ma è necessario non volare oltre i 90 metri di altitudine e a una distanza minima di 150 metri da folle, strutture, strade, ferrovie e altri veicoli. I piloti devono evitare di "invadere" proprietà privata altrui se possibile e mantenersi a una distanza di 9 chilometri dall'area aeroportuale. Nel caso il velivolo pesi più di 35 kg o si voglia utilizzare per scopi commerciali è necessaria una licenza della Transport Canada (TC)
  • Brasile. In vista delle Olimpiadi Rio 2016, le autorità brasiliane hanno rilasciato un nuovo regolamento utilizzo droni particolarmente restrittivo. Nel corso della manifestazione, i velivoli radiocomandati non potranno sorvolare aree pubbliche e affollate se non con speciale permesso rilasciato dall'Agência Nacional de Aviação Civil (ANAC). Se la visita in Brasile è programmata da settembre 2016 in poi, il regolamento prevede che i droni possono essere pilotati se restano all'interno del proprio campo visivo e a un'altitudine massima di 120 metri (altezza dimezzata in caso di volo in aree urbane), restando a una distanza minima di 30 metri da persone, palazzi e costruzioni varie. Il pilota, che deve avere almeno 18 anni, deve essere regolarmente assicurato
A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb