Cinquemila miliardi di chilometri in dieci anni. Un viaggio lungo e complesso, tutt'altro che privo di rischi. Una lunga epopea che ha permesso alla sonda spaziale New Horizons di raggiungere i confini del Sistema Solare e avvicinarsi a Plutone (una volta ritenuto l'ultimo pianeta rotante attorno al Sole, oggi declassato a pianeta nano) e studiarne conformazione fisica e mapparne la superficie. Alle 13:50 del 14 luglio 2015 (ora italiana) New Horizons ha orbitato attorno a Plutone a una distanza di "appena" 12.500 chilometri.

 

Una delle ultime immagini di Plutone scattate dalla sonda Nasa

 

Da questa altezza, la sonda della Nasa (grande poco più di una lavatrice) potrà svolgere i compiti per cui è stata pensata, ma non solo: aiutandosi con la forza gravitazionale di Plutone, si è spinta verso la Fascia di Kuiper, una zona del sistema solare che si estende per migliaia di chilometri e che dovrebbe contenere cumuli di ghiaccio e altri corpi spaziali non ancora identificati. New Horizons, nei piani della Nasa, dovrebbe permettere di scoprire nuovi dettagli su questa zona remota del nostro sistema solare, dando modo di conoscere meglio le dinamiche che hanno portato alla formazione dei vari corpi celesti che ruotano attorno al Sole.

 

Simulazione al computer del viaggio di New Horizons

 

Come seguire l'avvicinamento a Plutone

Nonostante la distanza - letteralmente - siderale che separa la Terra da New Horizons e Plutone, è ugualmente possibile seguire l'avvicinamento della sonda della Nasa al pianeta nano grazie al web. Diversi portali, iniziando con la pagina che l'ente spaziale statunitense dedica al progetto, forniscono informazioni utili ed alcuni scatti realizzati durante il lungo avvicinamento a Plutone.

  • New Horizons. Il sito ufficiale del progetto e della missione offre notizie ricche e sempre aggiornate. Dal count down alle immagini di New Horizons, l'utente potrà trovare tutto ciò che serve per restare informato sulla marcia di avvicinamento a Plutone. Insomma, tra i migliori siti web (se non il migliore in assoluto) se si vuole scoprire come seguire il viaggio della sonda Nasa

 

Plutone Plutone - Credits to NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute

 

  • America Space. Dati analoghi possono essere trovati anche sul portale America Space. Navigando nelle pagine dedicate alla sonda della Nasa è possibile consultare il conto alla rovescia, visualizzare le ultime immagini scattate da New Horizons e controllare la velocità di crociera e la distanza dalla superficie di Plutone
  • Twitter. Diversi gli account Twitter che seguono (ormai da tempo) il viaggio di avvicinamento di New Horizons verso Plutone. Due, però, i profili che forniscono le informazioni e i dati più aggiornati. Troviamo, prima di tutto, Nasa New Horizons, profilo ufficiale della missione spaziale, aggiornato direttamente dagli scienziati che seguono il viaggio della sonda verso Plutone. Ugualmente aggiornato e ricco di informazioni e curiosità è il profilo di Emily Lakdawalla, scienziata dello spazio e divulgatrice scientifica
  • Streaming video. Sul canale video della Nasa è possibile seguire - sia in diretta sia in differita - alcuni eventi legati al viaggio di New Horizons verso Plutone. Se si vogliono seguire gli eventi in diretta con gli Stati Uniti, èsufficiente consultare la scaletta predisposta dalla Nasa, oppure spulciare il database alla ricerca dei contenuti che interessano

 

Caronte

 

Le fasi del viaggio

Più volte rinviata dalla Nasa, la missione di New Horizons prende il via il 19 gennaio 2006, quando la sonda (con il razzo vettore) viene lanciata da Cape Canaveral (Florida, Stati Uniti) con destinazione Plutone. I primi 13 mesi del viaggio sono stati impiegati in operazioni di manutenzione in volo: calibrazione dei sensori di volo e degli strumenti di ricerca, piccole correzioni dell'orbita e la preparazione all'avvicinamento a Giove. In seguito all'incontro con il pianeta maggiore del Sistema Solare (avvenuto il 28 febbraio 2007), la sonda della Nasa ha attivato una sorta di modalità risparmio energetico: inserita la rotta automatica, è entrata in fase di ibernazione, per risvegliarsi una volta a settimana per controlli operativi sulla strumentazione.

 

La rotta seguita da New Horizons

 

Un routine rotta nella prima metà del 2015, quando il viaggio di avvicinamento a Plutone è quasi concluso e la Nasa ha iniziato la procedura di preparazione per i test scientifici da condurre sulla superficie del pianeta nano.

Come è composta New Horizons

Diversi gli strumenti con cui la Nasa ha equipaggiato New Horizons. Tutti, comunque, sono stati ideati, progettati e realizzati con l'unico scopo di scansionare la superficie di Plutone e inviare a Terra informazioni rilevanti sulla conformazione geofisica del pianeta nano. Sette gli elementi principali della strumentazione:

 

Gli strumenti a bordo di New Horizons

 

  • Alice. Spettrometro a raggi ultravioletti, utilizzato per studiare la composizione dell'atmosfera di Plutone
  • LORRI. Un telescopio ottico ad alta risoluzione per scattare immagini di Plutone e inviarle a terra
  • Ralph. Una combinazione di strumenti sia ottici sia infrarossi che permettono di ottenere una mappa colorata della superficie di Plutone e Caronte, suo satellite gemello
  • PEPSSI. Strumento di investigazione molecolare che si occupa di rilevare la composizione delle particelle atomiche e molecolari in fuga da Plutone
  • SWAP. Altro rilevatore molecolare per studiare la composizione del vento solare nelle vicinanze di Plutone
  • REX. Strumento per studiare la composizione delle onde radio emanate dall'atmosfera di Plutone, così da comprenderne la struttura fisica
  • Student Dust Counter. Realizzato dagli studenti universitari dell'Università del Colorado, conterà gli impatti con le particelle di materia celeste lungo tutto il percorso dalla Terra alla Fascia di Kuiper, passando per Plutone

 

Il 14 luglio su Twitter l'evento è stato tra le tendenze del giorno all'hashtag #PlutoFlyby. E anche Google ha dedicato un doodle all'evento.

Nel cuore della sonda batte lo stesso processore della prima PlayStation

La sonda New Horizons è alimentata dallo stesso processore della prima PlayStation lanciata negli anni Novanta. La curiosa notizia arriva da The Verge: secondo il quale la Nasa ha utilizzato la 'CPU MIPS R3000' della console originaria di Sony. New Horizons, lanciata nel 2006, ha completato mercoledì la parte finale del suo avvicinamento a Plutone. Il processore, modificato per resistere meglio alle radiazioni spaziali, ha permesso alla sonda di viaggiare per oltre nove anni, percorrere oltre 5 miliardi di chilometri, dare potenza ai propulsori, monitorare i sensori e trasmettere i dati. Non è la prima volta che l'agenzia spaziale statunitense fa una scelta del genere: ad esempio la navicella Orion, quella che un giorno potrebbe portare l'uomo su Marte, monta un processore fabbricato da Ibm nel 2002.

14 luglio 2015 (aggiornato il 17 luglio)

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb