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Come funzionano i modelli predittivi per le previsioni meteo

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I modelli predittivi meteo simulano l'evoluzione dell'atmosfera utilizzando equazioni fisiche, miliardi di dati e supercomputer. Oggi entra in gioco anche

meteo MEDIAIMAG / Shutterstock

In Breve (TL;DR)

  • I modelli predittivi meteo simulano l'evoluzione dell'atmosfera partendo da osservazioni e, nei sistemi NWP tradizionali, dalle equazioni fisiche che ne descrivono il comportamento.
  • Satelliti, radar e altri sistemi aggiornano continuamente le condizioni iniziali, mentre i supercomputer consentono di eseguire simulazioni ad alta risoluzione ed ensemble di previsioni.
  • I nuovi modelli basati sull'intelligenza artificiale possono produrre previsioni molto rapidamente e stanno iniziando ad affiancare i sistemi numerici tradizionali.

Le previsioni meteo che consultiamo ogni giorno sono il risultato di un processo molto più complesso della semplice osservazione di nuvole, temperature e precipitazioni. Alla base ci sono i modelli predittivi meteo, sistemi matematici e informatici progettati per simulare l'evoluzione dell'atmosfera e stimare quali condizioni si verificheranno nelle ore e nei giorni successivi.

Il punto di partenza è rappresentato da un'enorme quantità di osservazioni provenienti da satelliti, radar, stazioni meteorologiche, palloni sonda, navi, aerei e boe oceaniche. Queste informazioni vengono combinate per ricostruire nel modo più accurato possibile lo stato iniziale dell'atmosfera.

Da qui entrano in funzione i modelli. Tradizionalmente utilizzano le leggi della fisica e il calcolo numerico; negli ultimi anni, però, machine learning e intelligenza artificiale hanno introdotto un approccio differente, capace di apprendere direttamente dai dati come può evolvere il sistema atmosferico.

Quali equazioni fisiche descrivono l'atmosfera

L'atmosfera è un fluido in continuo movimento. Per prevederne il comportamento bisogna quindi descrivere matematicamente come cambiano nel tempo variabili come temperatura, pressione, umidità e velocità del vento.

I tradizionali modelli di Numerical Weather Prediction (NWP) si basano su un insieme di equazioni che rappresentano le principali leggi fisiche che governano l'atmosfera. Tra queste rientrano le equazioni del moto, derivate dalle equazioni di Navier-Stokes, insieme alle relazioni che descrivono conservazione della massa, energia e umidità e il comportamento termodinamico dell'aria.

Il problema è che l'atmosfera costituisce un sistema estremamente complesso e queste equazioni non possono essere risolte in maniera esatta per ogni singolo punto del pianeta.

La Terra viene quindi suddivisa in una griglia tridimensionale composta da un enorme numero di celle. Per ognuna il modello calcola lo stato delle diverse variabili atmosferiche e ne stima l'evoluzione a intervalli temporali successivi.

La risoluzione della griglia è importante: celle più piccole consentono generalmente di rappresentare fenomeni atmosferici con maggiore dettaglio, ma aumentano anche enormemente la quantità di calcoli necessari.

Come funzionano le simulazioni numeriche del meteo

Prima di iniziare una simulazione bisogna conoscere nel modo più accurato possibile le condizioni di partenza.

È qui che entra in gioco la data assimilation, cioè il processo attraverso il quale le osservazioni provenienti da strumenti differenti vengono combinate con informazioni fornite dal modello per ottenere una rappresentazione coerente dello stato dell'atmosfera.

Una volta costruita questa fotografia iniziale, il modello applica le equazioni fisiche per calcolare come potrebbe cambiare l'atmosfera dopo pochi minuti. Il risultato diventa il punto di partenza per il passaggio successivo e il procedimento viene ripetuto fino a ottenere una previsione per diverse ore o giorni.

Esiste però un limite fondamentale. L'atmosfera è un sistema caotico: piccole differenze nelle condizioni iniziali possono crescere progressivamente e produrre scenari molto diversi.

Per gestire questa incertezza vengono utilizzate le previsioni ensemble. Invece di eseguire una sola simulazione, il sistema ne produce molte introducendo piccole variazioni nelle condizioni iniziali o nel modello. Se le diverse simulazioni convergono verso uno scenario simile, la previsione presenta una maggiore affidabilità; se divergono, l'incertezza è più elevata.

È anche per questo che le previsioni tendono a essere più affidabili nel breve periodo e diventano progressivamente più incerte aumentando l'orizzonte temporale.

Perché i modelli meteo hanno bisogno dei supercomputer

Simulare l'intera atmosfera terrestre significa eseguire un numero enorme di operazioni matematiche in tempi molto brevi.

I grandi centri meteorologici utilizzano quindi infrastrutture di High Performance Computing (HPC). Organizzazioni come l'ECMWF in Europa e la NOAA negli Stati Uniti dispongono di sistemi di supercalcolo utilizzati per eseguire modelli sempre più sofisticati e ad alta risoluzione.

La potenza di calcolo consente di aumentare la risoluzione spaziale, rappresentare meglio i processi atmosferici ed eseguire contemporaneamente numerosi membri degli ensemble.

Non tutti i fenomeni possono però essere simulati direttamente, neppure con i sistemi più potenti. Alcuni processi avvengono su scale inferiori rispetto alla dimensione delle celle utilizzate dal modello.

Fenomeni come la formazione delle nubi, parte dei processi convettivi o gli scambi di energia tra superficie e atmosfera devono quindi essere rappresentati attraverso parametrizzazioni, cioè formule che ne approssimano gli effetti all'interno del modello.

L'aumento della potenza dei supercomputer permette progressivamente di ridurre queste approssimazioni, ma non le elimina completamente.

Perché i dati dei modelli meteo vengono aggiornati continuamente

Una previsione non viene elaborata una volta e lasciata invariata fino al giorno successivo.

L'atmosfera viene osservata continuamente e nuovi dati arrivano a intervalli regolari da migliaia di sistemi distribuiti sulla Terra e nello spazio. I satelliti meteorologici rappresentano una delle fonti più importanti, soprattutto per le regioni oceaniche e scarsamente popolate nelle quali le osservazioni dalla superficie sono meno numerose.

Quando viene avviato un nuovo ciclo del modello, le informazioni più recenti vengono assimilate per aggiornare la descrizione dello stato dell'atmosfera. La previsione viene quindi ricalcolata partendo da condizioni iniziali più aggiornate.

Questo processo spiega perché le indicazioni relative allo stesso giorno possono cambiare tra una previsione e quella pubblicata alcune ore più tardi.

L'aggiornamento continuo è particolarmente importante quando si sviluppano fenomeni meteorologici estremi. L'arrivo di nuove osservazioni può modificare la traiettoria prevista di una tempesta, la quantità stimata di precipitazioni o la probabilità che un determinato territorio venga interessato.

La qualità delle previsioni dipende quindi non soltanto dal modello utilizzato, ma anche dalla capacità di raccogliere e integrare rapidamente osservazioni affidabili.

Come l'intelligenza artificiale sta cambiando i modelli meteo

Negli ultimi anni è emerso un secondo approccio alle previsioni basato su machine learning e intelligenza artificiale.

A differenza dei tradizionali modelli NWP, alcuni sistemi AI imparano l'evoluzione dell'atmosfera analizzando grandi quantità di dati meteorologici storici, comprese le rianalisi che ricostruiscono le condizioni atmosferiche del passato.

Modelli come AIFS dell'ECMWF mostrano quanto rapidamente questa tecnologia sia passata dalla ricerca alle operazioni. Il centro europeo ha reso operativo il proprio sistema deterministico basato sul machine learning nel 2025, affiancandolo successivamente con un ensemble AI.

Uno dei principali vantaggi è la velocità. Una volta completato l'addestramento, i modelli AI possono produrre previsioni utilizzando molte meno risorse computazionali durante l'inferenza rispetto ad alcuni sistemi numerici tradizionali.

L'AI non implica però necessariamente la sostituzione della fisica. ECMWF sta lavorando anche su modelli ibridi, nei quali machine learning e componenti fisiche vengono combinate per sfruttare i punti di forza di entrambi gli approcci.

Anche l'Organizzazione Meteorologica Mondiale considera l'intelligenza artificiale una tecnologia sempre più importante per le previsioni, ma sottolinea la necessità di integrarla con i sistemi meteorologici esistenti, le osservazioni e le competenze scientifiche.

Il futuro del forecasting potrebbe quindi non essere rappresentato da una competizione tra equazioni fisiche e AI, ma dalla loro integrazione. I modelli numerici continuano a fornire una rappresentazione fondata sulle leggi che governano l'atmosfera, mentre il machine learning offre nuovi strumenti per accelerare i calcoli, riconoscere schemi nei dati e sviluppare sistemi previsionali più efficienti.

In entrambi i casi resta però indispensabile lo stesso elemento: conoscere nel modo più preciso possibile lo stato dell'atmosfera. Perché anche il modello più avanzato può prevedere il futuro soltanto a partire dalle informazioni disponibili sul presente.

Per saperne di più: Cosa sono e come funzionano le telecomunicazioni

Come funzionano le previsioni meteo e quali dati servono ai meteorologi?

Le previsioni meteo si basano sulla raccolta di dati provenienti da satelliti meteorologici, radar, stazioni meteorologiche terrestri, boe oceaniche e altri strumenti, che vengono elaborati attraverso modelli matematici di previsione numerica del tempo.

Domande frequenti (FAQ)

  • Cosa sono i modelli predittivi meteo?
    Sono sistemi matematici e informatici utilizzati per stimare come evolveranno le condizioni atmosferiche partendo dallo stato osservato dell'atmosfera.
  • Come fanno i modelli a prevedere il meteo?
    I modelli numerici tradizionali suddividono l'atmosfera in una griglia e applicano equazioni fisiche per calcolare come cambieranno nel tempo variabili come temperatura, pressione, umidità e vento.
  • Perché le previsioni meteo possono cambiare?
    Perché arrivano continuamente nuove osservazioni e l'atmosfera è un sistema caotico. Piccole variazioni nelle condizioni iniziali possono modificare progressivamente il risultato delle simulazioni.
  • Cosa sono le previsioni ensemble?
    Sono gruppi di simulazioni eseguite con condizioni iniziali o configurazioni leggermente differenti. Confrontandone i risultati è possibile valutare meglio l'incertezza associata a una previsione.
  • L'intelligenza artificiale sostituirà i modelli meteo tradizionali?
    Non necessariamente. I sistemi AI stanno già affiancando i modelli numerici e la ricerca si sta muovendo anche verso soluzioni ibride che combinano machine learning e modelli basati sulla fisica.
A cura di Cultur-e
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