Non solo un grande scrittore di fantascienza, ma anche un fine pensatore e uno degli scienziati più prolifici del secondo dopoguerra. Arthur C. Clarke, nato a Minhead (Regno Unito) il 16 dicembre 1917 e morto a Colombo (Sri Lanka) 19 marzo 2008, è stato questo e molto altro ancora. Conosciuto dal grande pubblico per essere il co-autore della scenografia di “2001, Odissea nello Spazio (da molti considerato autentico capolavoro della cinematografia moderna e tra i film più influenti di sempre), lo scrittore e scienziato britannico è autore di molti altri libri e saggi scientifici. I suoi romanzi di science fiction (fantascientifici, diremmo in italiano) gli sono valsi diversi premi letterari internazionali (tra questi, diversi Premi Hugo e diversi Premi Nebula), oltre a “garantirgli” milioni di affezionati lettori in tutto il mondo. Per anni è stato considerato, insieme con Isaac Asimov e Robert Heinlein, uno dei Big Three (“tre grandi” in italiano) della letteratura fantascientifica mondiale.

Astronauta ante litteram

Arthur Clarke è stato un precursore dei viaggi spaziali ben prima della “Corsa allo spazio” cui si è assistito dalla seconda metà degli anni '50 in poi. Già nel 1934, quando era ancora un teenager, entra a far parte della British Interplanetary Society, mentre un decennio più tardi ipotizza un sistema di comunicazione senza fili basato sulla presenza di una “famiglia” di satelliti geostazionari orbitanti attorno alla Terra. Un'idea che gli valse, nel 1963, lo Stuart Balantine Prize. L'ideatore di 2001, Odissea nello spazio dimostra di essere un abile divulgatore scientifico riuscendo, grazie ai suoi testi fantascientifici, a far avvicinare milioni di persone alla tematica dei viaggi spaziali e farli familiarizzare con i termini “tecnici” del settore.

 

Una scena di 2001, Odissea nello spazio

 

Arthur Clarke scrisse decine di libri e racconti brevi sull'argomento, tanto che nel 1961 si vede assegnare dall'UNESCO il Premio Kalinga, assegnato sino al 2009 agli scienziati e agli scrittori capaci di divulgare temi scientifici in maniera semplice e immediata (tra gli altri vincitori, troviamo anche Piero Angela e Stefano Fntoni). Per questo (così come per altri motivi) lo scrittore britannico è da sempre considerato “Il profeta dell'era spaziale”.

La biografia

Nato il 16 dicembre 1917 a Minehead, nel Somerset, Arthur C. Clarke trascorre la propria infanzia e la propria adolescenza nella regione del sud-ovest dell'isola inglese. In questi anni nasce la sua passione per la fantascienza e l'osservazione astrale, due elementi che, combinati tra loro, gli daranno fama negli anni successivi. Nel 1936, dopo essersi diplomato presso la Huish Grammar School di Taunton, si trasferisce a Londra. Tra il 1941 e il 1946 è arruolato nella Royal Air Force, dove ricopre il ruolo di radar specialist.

 

Arthur C. Clarke nei primi anni '70

 

Nel 1946, congedato con il grado di Luogotenente, si iscrive presso il King College di Londra, dove ottiene un Bachelor Degree (equivalente ella nostra Laurea Triennale) in Matematica e Fisica. Pur non essendo il padre primogenito dell'idea di un sistema di satelliti geostazionari, l'autore di “2011, Odissea nello spazio” ne è uno dei più strenui difensori e propositori, rendendoli idonei al mantenimento di un sistema di comunicazione senza fili di scala globale. Si fa promotore di questa idea grazie a un articolo fatto girare privatamente nei circoli scientifici londinesi e britannici a inizio 1945, pero poi essere pubblicato sulla rivista Wireless World nell'ottobre di quello stesso anno. L'Unione Astronomica Internazionale ha riconosciuto questo suo attivismo chiamando l'orbita geostazionaria (36.000 chilometri al di sopra dell'equatore, la stessa orbita utilizzata da tutti i satelliti che gravita attorno all'atmosfera terrestre) l'Orbita di Clarke.

Nella sua opera di divulgazione scientifica, Clarke scrive decine di libri dedicati all'esplorazione spaziale e alle implicazioni sociali e culturali di questa attività: “L'esplorazione dello spazio” (del 1951) e “La promessa dello spazio” (del 1968) sono probabilmente i testi più conosciuti del genere.

Nel 1956 si trasferisce nello Sri Lanka (al tempo conosciuta ancora con il nome di Ceylon), dove resta sino al 2008, anno della sua morte. Nei primi anni '70 Clarke firma un accordo con uno dei maggiori editori britanni per una trilogia a sfondo fantascientifico: il primo capitolo della saga (“Incontro con Rama”) gli valse la vittoria di tutti – o quasi – i premi letterari del settore e permette di accrescere ulteriormente la sua fama mondiale. Con la saga di “2001, Odissea nello spazio”), la saga di Rama rappresenta uno degli ultimi capolavori dell'incredibile carriera di Clarke.

 

Arthur C. Clarke

 

Nel 1974 registra un'intervista con un'emittente radiofonica australiana. È nel corso di questa “chiacchierata” che Clarke descrive la sua idea di futuro e immagina, insieme all'intervistatore, quale dovrebbe essere l'impatto della nascente informatica sulla vita di tutti i giorni. Arthur Clarke descrive un ipotetico 2001 (circa trent'anni prima) dove gli uomini e le donne potranno fare acquisti grazie ai computer (e-commerce), controllare il loro conto bancario da casa (home banking) e altri oggetti che diventeranno effettivamente di uso comune.

 

 

Negli anni '80 Clarke diventa un personaggio televisivo, conducendo diverse trasmissioni di divulgazione scientifica (tra queste, “Il misterioso mondo di Arthur C. Clark” e “Il mondo dei poteri oscuri di Arthur C. Clarke”). Nel 1989 è nominato Comandante dell'Ordine dell'Impero Britannico dalla Regina Elisabetta II. Nel 2000, invece, gli viene conferito il titolo di Cavaliere (Knight Bachelor).

Muore il 19 marzo 2000, all'età di 90 anni, presso la sua casa di Colombo.

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb