Se la prossima sinfonia la componesse un Mozart di circuiti e chip anziché uno in carne ed ossa, come reagireste? Se l'orchestra filarmonica di Vienna fosse diretta da un cervellone elettronico, sareste ancora disposti a spendere centinaia di euro per acquistare i biglietti d'ingresso? Domande apparentemente surreali, ma che potrebbero ben presto diventare di stretta attualità. Gli sviluppi registrati negli ultimi anni nel settore dell'intelligenza artificiale fanno pensare che, in un futuro nemmeno troppo prossimo, si potranno acquistare i primi CD musicali composti interamente da computer, senza la necessità di ricorrere a musicisti, parolieri e cantanti. Merito di software AI (acronimo di Artificial intelligence) sempre più creativi e sempre più capaci di andare ben oltre lo... spartito imposto dagli algoritmi dei programmi.

La versione di Cope

Tra i maggiori esperti mondiale di questo particolare settore troviamo il prof. David Cope, ordinario presso la University of California – Santa Cruz che da decenni studia l'intersezione tra l'intelligenza artificiale creativa e la musica. In particolare, il professor Cope si è specializzato in quella che lui definisce composizione algoritmica: utilizzando speciali software e stabilendo delle regole sintattiche e logiche ben precise, un normale computer casalingo è in grado di generare intere sinfonie per orchestra filarmonica nel giro di pochi minuti. Merito anche della grammatica formale e del lessico musicale, piuttosto raffinato, creato dallo stesso professore dell'università californiana.Il brano che segue è un esempio delle potenzialità di questa nuova disciplina musicale.

 

 

I primi esperimenti di Cope risalgono al 1981 quando inizia a teorizzare la possibilità di sviluppare algoritmi di AI che potessero poi portare alla composizione di intere sinfonie, in stile Mozart, Beethoven e Wagner. Da allora, passando attraverso vari libri, articoli scientifici e versioni di programmi, Cope è riuscito a raffinare a tal punto il suo sistema di intelligenza artificiale che ora può comporre, senza grosse difficoltà, spartiti per singoli strumenti musicali oppure sinfonie per orchestre capaci di replicare lo stime dei maggiori compositori del 1800.

Musica Maestro

Per il professore universitario, la possibilità di poter comporre musica automaticamente grazie a un computer apre nuovi orizzonti creativi. Se nel passato i compositori potevano spendere mesi e mesi nel tradurre i loro pensieri in note musicali senza mai giungere, magari, al risultato sperato, oggi l'intelligenza artificiale permette di sperimentare (nel senso reale della parola) con le note musicali e, in poco più di quindici minuti, capire se la strada intrapresa sia quella giusta. Algoritmi di questo genere, appartenenti al filone della AI creativa, permettono dunque di risparmiare tempo, risorse fisiche e risorse economiche.

 

 

Non è una sorpresa, dunque, che negli ultimi anni siano comparsi diversi software capaci di comporre intere melodie in un batter d'occhio. I vari Liquid Nose, Quartet Generator, Easy music composer e Maestro Genesis sono sempre più utilizzati in ambito musicale – a qualunque livello, sia ben inteso – anche se non mancano critici e detrattori.

Bello senz'anima

Pur nella loro perfezione sintattica e stilistica, infatti, molti esperti del settore musicale reputano queste sinfonie e composizioni dei semplici pezzi di bravura, privati però di sentimento e anima. Nella gran parte dei casi, sostengono alcuni, ci si troverebbe di fronte a dei pezzi freddi e tutt'altro che memorabili frutto solo di una buona abilità nella programmazione informatica. Per il professor Cope si tratta di reazioni ingiustificate, dettate dalla paura che questo genere di programmi possano rubare il lavoro a musicisti e compositori in carne ed ossa.

 

 

Timori però privi di fondamento, secondo lo studioso statunitense: da un lato nulla vieta che compositori umani e compositori non umani possano coesistere; dall'altro il fattore umano resta determinante nello stabilire quali siano le regole, la sintassi e il vocabolario che software basati sull'intelligenza artificiale possono utilizzare nel loro processo creativo.

Tutto in diretta

L'AI creativa musicale può trovare applicazione anche in altri settori che vanno ben oltre quello strettamente musicale. Nel campo dei videogames, ad esempio, questa capacità può essere utilizzata per comporre la colonna sonora in tempo reale, in modo da adattare le musiche alle situazioni di gioco che ci si trova a vivere.

 

 

Non solo: la possibilità di creare musica al volo può avere anche importanti applicazioni terapeutiche: può servire a curare stati d'umore o stati di salute precari. Ad esempio, sinfonie create da programmi e software sono state utilizzate per ridurre la percezione del dolore in pazienti da poco sottoposti ad operazione chirurgica o per curare gravi forme di insonnia.

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb