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Insegnare la programmazione ai bambini, consigli e trucchi

L'arte del coding può essere insegnata fin dalla più tenera età. Ecco alcuni siti e dispositivi per apprendere i rudimenti della programmazione

Programmare da bambini, che passione

Se il primo approccio con la tecnologia i bambini lo hanno fin dai primi anni di vita grazie all'uso prematuro di tablet e smartphone per vedere video su Youtube o per giocare con app dedicate ai più piccoli, anche la programmazione sta diventando una materia da insegnare fin dalla più giovane età. Se fino a una decina di anni fa erano necessari anni di studi universitari per apprendere i rudimenti del coding, ora basta acquistare dei giocattoli pensati per insegnare la programmazione ai bambini.

Imparare a programmare da piccoli può aiutare a rafforzare le capacità di ragionamento, permettendo di sviluppare capacità matematiche e logico-deduttive. Inoltre, imparare a programmare può risultare più semplice e divertente se fatto in tenera età, utilizzando giochi e computer smontabili che mettono in moto l'immaginazione dei bambini. Anche i giganti della Silicon Valley sono scesi in campo per sostenere alcuni progetti legati all'insegnamento del coding ai bambini delle scuole elementari: Google ha donato centomila dollari a due associazioni britanniche che promuovono la cultura della programmazione, mentre Facebook ha lanciato un sito con guide e tutorial per imparare a scrivere nel linguaggio HTML.

Jewelbots

I braccialetti dell'amicizia che si regalavano tra bambini, sono stati sostituiti dal Jewelbots, uno speciale wearable che permette ai ragazzi di scambiarsi i messaggi e di programmare le azioni del dispositivo, introducendoli al mondo del coding. Il progetto di Jewelbots è stato lanciato su Kickstarter e ha subito riscosso un enorme successo. Dopo aver raggiunto l'obiettivo prefissato, la start-up ha dato avvio alla produzione del wearable che sarà disponibile dalla primavera del 2016. È possibile acquistare il dispositivo indossabile in due o più persone, così a poter condividere l'oggetto anche con la propria cerchia di amici.

 

 

Jewelbots funziona come un vero e proprio wearable: tramite la tecnologia Bluetooth i bambini possono scambiarsi messaggi all'interno dell'aula. È disponibile anche un'applicazione per smartphone e tablet che permette ai bambini di impostare le diverse funzioni del device. Inoltre, i piccoli informatici possono collegare il wearable al computer di casa tramite una porta micro USB e programmare ogni sorta di azione. La scrittura del codice avviene tramite il software gratuito Arduino, messo a disposizione dalla start-up.

Code-a-Pillar

Un docile bruco che insegna a programmare i bambini. Code-a-Pillar è l'ultimo giocattolo lanciato dalla Fisher Price con il chiaro intento di sviluppare le capacità logico-atematiche dei ragazzi. Il giocattolo è formato da alcuni pezzi che si collegano tra di loro attraverso una porta USB: a seconda dell'ordine in cui sono montati, Code-a-Pillar compie una specifica azione.

 

Code-a-Pillar, il giocattolo per imparare a programmare

 

Dedicato alla fascia d'età tra i tre e gli otto anni, il giocattolo fa esercitare i bambini con i rudimenti della programmazione e fa sviluppare un approccio diverso alla materia.

CoderDojo

Associazione internazionale con sede anche a Milano, CoderDojo si propone di imparare a programmare a ragazzi e ragazze di tutto il mondo. Nata nel 2011 a Dublino, questa organizzazione senza scopo di lucro organizza laboratori e incontri didattici gratuiti per insegnare la programmazione a tutti gli adolescenti interessati. Per farlo ricorre a una fitta rete di volontari che mettono a disposizione il loro tempo e le loro conoscenze informatiche. CoderDojo promuove l'utilizzo del software gratuito e dell'open source.

 

 

Creare un gioco sponsorizzato da Google

Nell'ottica di introdurre sempre più persone nel mondo della programmazione, Google ha donato centomila dollari a due associazioni britanniche che promuovono dei progetti per la sensibilizzazione dei bambini verso il coding. La donazione della società di Mountain View è legata a un progetto per la creazione di videogiochi. Ai bambini sarà regalato un kit con quaranta pezzi da montare per realizzare la console dei propri sogni.

TechPrep

 

 

Anche Facebook è scesa in campo per offrire sia ai genitori sia ai ragazzi tutti gli strumenti indispensabili per apprendere le prime nozioni della programmazione. La società di Mark Zuckerberg ha raccolto il messaggio del presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama, che aveva invitato le scuole a potenziare l'offerta di corsi legata al mondo della programmazione. TechPrep, questo il nome della piattaforma lanciata da Facebook, è ricca di tutorial e di guide per far muovere ai bambini i primi passi nella programmazione.

Kodable

 

Kodable, lezioni di programmazione per bambini

 

Grazie a degli esercizi che fondono il gioco con attività educative, Kodable è una delle applicazioni più utilizzate dalle famiglie per imparare a programmare. Il software insegna le basi della logica, le sequenze, i cicli, le funzioni e il debugging, tutto sotto forma di gioco. L'applicazione è disponibile per iPad sull'App Store e nella sua versione di base offre alcune lezioni introduttive al coding. Per affrontare argomenti più complicati è necessario acquistare in-app i tutorial e le guide messe sviluppate dalla software house.

Code.org

 

 

Finanziato dalle principali aziende statunitensi e dalle personalità di spicco dell'informatica mondiale, code.org è una piattaforma che vuole diffondere la conoscenza dell'informatica e della programmazione all'interno delle scuole, nella speranza di alfabetizzare i quartieri più difficili degli Sati Uniti. Accedendo al portale si potrà scegliere se partecipare a un corso base o a uno avanzato e sviluppare le proprie capacità di scrittura nel linguaggio informatico.

Code HS

Un vero e proprio corso scolastico dedicato ai bambini, grazie al quale imparare a programmare sotto la supervisione dei propri genitori. Code HS è un sito web che offre lezioni e guide per apprendere i primi segreti della programmazione, con dei tutor personali che seguono le fasi di crescita dell'utente. Il servizio ha un costo mensile che varia a seconda degli interessi degli utenti.

Kamibot

 

 

Per tutti coloro che pensano che la programmazione è una cosa noiosa devono fare la conoscenza di Kamibot, un piccolo robottino creato da un'azienda sud coreana e che sta cercando finanziamenti attraverso la piattaforma di crowdfounding Kickstarter. Kamibot è un giocattolo molto simile a Code-a-Pillar: i bambini possono programmare le varie azioni del robot attraverso l'applicazione disponibile per smartphone e tablet. Grazie ai sensori montati all'interno del processore, Kamibot esegue le indicazioni provenienti dal device mobile ed evita gli ostacoli presenti sul percorso. Non è necessario essere degli esperti del coding: grazie al linguaggio di programmazione Scratch sarà molto semplice dare gli ordini al robottino. Kamibot è costruito intorno al sistema Arduino e permette ai bambini dagli 8 ai 17 anni di imparare le prime nozioni del linguaggio informatico. Tramite l'app è possibile stampare le diverse skin da incollare sulla scocca di Kamibot: ogni utente potrà personalizzarlo a seconda dei propri gusti.

Tynker

 

 

Insegnare la programmazione anche ai bambini. Questo lo scopo principale di Tynker, piattaforma dedicata all'insegnamento delle regole base del coding. I bambini, sotto la supervisione dei propri genitori, possono iscriversi ai vari corsi gratuiti (la piattaforma offre anche lezioni speciali a pagamento) e iniziare a conoscere i primi linguaggi di programmazione. Ogni lezione prevede sia una parte teorica sia una pratica: i ragazzi potranno vedere direttamente con i loro occhi i risultati delle loro creazioni: draghi volanti e puzzle game appassionanti. Tynker è disponibile anche per tablet e smartphone: basterà scaricare dal Google Play Store o dall'App Store l'applicazione sviluppata dallo staff dell'azienda. Risolvendo alcuni quiz e dei rompicapo i bambini potranno mettere in pratica le nozioni apprese tramite le i corsi online.

Dash & Dot

 

 

Dash & Dot sono una simpatica coppia di robot che insegnano ai bambini i rudimenti del coding. Sviluppati da Wonder Workshop, azienda creata da Vikas Gupta ex dipendente di Google, i due giocattoli sono pensati per far divertire i bambini durante le loro prime esperienze con il linguaggio della programmazione. Dedicati ai piccoli dai cinque anni in su, Dash ascolta e risponde ai suoni, evita gli ostacoli grazie ai sensori infrarossi e si muove liberamente all'interno della stanza,mentre Dot è un controller e comunica con il suo "amico" tramite Bluetooth. I bambini possono programmare ogni caratteristica dei due robot e grazie all'applicazione disponibile per Google Play Store e App Store personalizzare ogni piccolo aspetto. Nel sito web dedicato ai due simpatici robot sono disponibili altre applicazioni che arricchiscono l'esperienza dei bambini e insegnano nuove nozioni sulla programmazione.

Cubetto

 

 

Dedicato ai bambini tra i tre e i sette anni, Cubetto è un robot sviluppato dall'azienda inglese Prismo e uno strumento ideale per imparare i segreti del debug e del coding. Il funzionamento è molto semplice: i bambini devono inserire dei cubetti colorati in una superficie in legno: ogni sequenza corrisponde a un movimento diverso. In questo modo i bambini capiscono l'importanza degli algoritmi e delle sequenze ordinate. La società ha lanciato una campagna di crowdfounding su Kickstarter: in pochi giorni l'obiettivo dei centomila dollari è stato superato e si è raggiunta la quota di oltre un milione di dollari. Un progetto rivoluzionario che vedrà la luce tra pochi mesi e che permetterà anche ai bambini molto piccoli di imparare i primi rudimenti del coding.

Kano

 

 

Per i genitori che vogliono acquistare ai propri bambini un computer con cui approcciarsi all'arte dell'informatica, Kano è una delle scelte migliori presenti sul mercato. Il progetto è stato lanciato su Kickstarter e ha raccolto oltre un 1,5 milioni di dollari. Kano è un piccolo kit per costruire il proprio primo computer: all'interno della scatola ogni bambino troverà Raspberry Pi, un case, una tastiera wirelss, cavi e un wi-fi dongle. Una volta finito di montare il personal computer, i bambini potranno scoprire i segreti sulla programmazione dei videogiochi e dare vita ai loro primi puzzle game. La società ha sviluppato Kano OS un sistema operativo basato sulla distribuzione di Debian GNU/Linux.

Sony Koov

 

 

Anche il colosso nipponico Sony entra nel mercato dei prodotti dedicati alla programmazione per bambini e lo fa lanciando sul mercato Sony Koov. Il giocattolo fa parte del progetto STEM101 (Science, Technology, Engineering and Mathematics) sviluppato dall'azienda giapponese per diffondere la cultura informatica fin dalla più tenera età. Per l'occasione Sony ha dato vita alla divisione Global Education che promuoverà, nei prossimi anni, diversi progetti per promuovere l'apprendimento della scienza, informatica e matematica fin dalla più tenera età. Sony Koov è il primo dispositivo del progetto STEM101 e utilizza dei mattoncini per le costruzioni per insegnare ai bambini i rudimenti della programmazione. I bambini potranno controllare la disposizione dei mattoncini attraverso un'applicazione sviluppata per smartphone apprendendo le basi del linguaggio informatico.

Root

 

 

Root è un piccolo robot di forma esagonale sviluppato all'interno dei laboratori dell'università di Harvard e insegna ai bambini in modo divertente i segreti e le basi della programmazione. Grazie all'applicazione sviluppata per smartphone e tablet i bambini potranno scrivere delle linee di codice e dare dei comandi al robot. Tramite delle icone presenti sul display dei device, i bambini apprendono le basi del linguaggio informatico, mentre per gli adolescenti è possibile utilizzare le funzioni avanzate e imparare le regole principali per scrivere alcune righe di codice.

Osmo Coding

 

 

Imparare i segreti della programmazione divertendosi. Sono questi i dettami che hanno portato avanti lo sviluppo di Osmo Coding, applicazione che permette ai bambini tra i cinque e i dodici anni di imparare i trucchi del linguaggio informatico. Il gioco unisce le funzionalità dei Lego con la programmazione e sottopone gli adolescenti ad alcuni esercizi per apprendere i cicli booleani e a creare catene di codice. In questo modo i bambini fanno la loro conoscenza del mondo informatico fin dalla più tenera età e saranno pronti ad accogliere le sfide che gli presenteranno di fronte nel futuro. Osmo Coding non è il primo strumento sviluppato dall'azienda: è già disponibile per l'iPad un'applicazione che utilizza la fotocamera del tablet per sottoporre i ragazzi a sfide avvincenti che allenano il cervello. Per coloro che già dispongono di questa applicazione, Osmo Coding ha un costo di quarantanove dollari. 

Sphero SPRK

 

 

I Tech-Quiz di Mister Plus

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Una piccola pallina trasparente che avvicina i bambini al mondo della programmazione e della robotica, Sphero SPRK è un giocattolo dedicato a tutti gli adolescenti con la passione per l'informatica. La pallina può essere controllata tramite l'applicazione disponibile sul Google Play Store e sull'App Store e che permette agli utenti di controllare tutti gli strumenti presenti all'interno del dispositivo, insegnando ai bambini i rudimenti della programmazione. L'applicazione semplifica sia il lavoro dei bambini sia dei professori che vogliono insegnare la programmazione ai loro alunni. I bambini possono impartire gli ordini a Sphero SPRK armeggiando dei piccoli mattoncini presenti sullo schermo dello smartphone.

Puzzlets

 

 

Puzzlets è un gioco innovativo sviluppato per dispositivi mobile e che obbliga i bambini a pensare a pensare alla mossa migliore da compiere con il proprio personaggio. Il videogame è un puzzle-game molto simile a Super Mario Bros, ma con una differenza importante: prima di saltare o di cambiare direzione, il bambino dovrà posizionare delle tessere su un joystick per dare l'input al personaggio. A seconda di come posizionerà le tessere il protagonista si muoverà in maniera differente: in questo modo il bambino imparerà le basi della programmazione collegando alla diversa disposizione dei blocchi un comando da eseguire.

Minecraft Server Digital

Il successo di Minecraft è sotto gli occhi di tutti: è tra i videogame più venduti di sempre ed è stato capace di adattarsi alle richieste di tutti gli utenti, sviluppando nuove funzionalità e strumenti. Minecraft Server Design è una piattaforma sviluppata con il chiaro obiettivo di invogliare gli utenti/adolescenti a studiare i rudimenti della programmazione per dar vita al loro Minecraft ideale. I ragazzi possono effettuare l'accesso a diversi "classi" dove troveranno dei moderatori pronti a insegnarli i trucchi del coding e dei diversi linguaggi informatici.

Everyone can code

Lanciata nel corso della presentazione dell'iPhone 7 e dell'Apple Watch Series 2 (e per questo passata, magari, un po' troppo in sordina) Everyone can code ("Tutti possono programmare" in italiano) è un'iniziativa della casa della mela morsicata rivolta agli istituti scolastici primari degli Stati Uniti. Everyone can code è un vero e proprio modulo scolastico, con tanto di lezioni di preparazione, esercizi intermedi ed esami finali che ogni scuola può decidere di adottare. L'obiettivo, nemmeno a dirlo, è quello di diffondere la programmazione in Swift, linguaggio ideato nelle segrete stanze di Cupertino per creare applicazioni e applicativi per iOS, macOS e watchOS.

 

Programmare in Swift

 

Le scuole che si avvarranno del programma (già diverse centinaia in tutto il territorio degli USA) riceveranno degli iPad da far utilizzare agli studenti nel corso delle lezioni, mentre per gli insegnanti sono previste delle ore di formazione per apprendere le basi di Swift e dei manuali da utilizzare in caso di difficoltà. Le esercitazioni pratiche si terranno su iPad grazie a Swift Playground, applicazione presentata nel corso del WorldWide Developer Conference 2016 e parte integrante di iOS 10.

 

Come creare applicazioni con Swift

 

Swift Playground applica i principi della gamification all'apprendimento della programmazione. Una volta all'interno della piattaforma educativa, ci si ritroverà catapultati all'interno di un mondo magico e si sarà chiamati a risolvere dei rompicapo per uscire dalle situazioni più disparate. Gli indovinelli, in realtà, altro non sono che esercizi di programmazione nel corso dei quali si dovranno mettere in atto alcune delle tecniche basilari di sviluppo software.

A cura di Cultur-e
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