Passate rapidamente da un sito all’altro? Fate un largo uso di chat e condivisione di file? Per alcuni esperti dell’università del Missouri dietro questi comportamenti potrebbe nascondersi una maggiore tendenza alla depressione.

La conclusione arriva da una ricerca condotta dagli studiosi su 200 allievi di un college americano, sottoposti a un questionario relativo alle abitudini personali di navigazione, all’interno del quale erano presenti anche domande normalmente utilizzate per valutare l’eventuale presenza di disturbi psichici. Ecco alcune osservazioni: se si “bazzica” fino a notte fonda su siti di poker e scommesse online abbiamo una spiccata propensione al rischio; se pubblichiamo spesso video di cui siamo protagonisti, probabilmente siamo persone estroverse. Se ricorriamo frequentemente alle mail, tendiamo a evitare l’interazione diretta. Una delle conclusioni più preoccupanti riguarda il “salto” frequente da un sito Internet all’altro: per gli esperti, soprattutto se si tratta di adolescenti, questo atteggiamento è sintomo di anedonia, ossia un disturbo che impedisce di trarre piacere anche da attività normalmente considerate piacevoli e divertenti. Il passaggio da una pagina Web all’altra testimonia, infatti, la ricerca continua di nuovi stimoli.

Questo tipo di analisi è stato anche motivato dalla tendenza, sempre più frequente, a cercare, digitando in Rete i propri sintomi, malattie vere o presunte. Un comportamento diffuso, che ha portato a parlare di “salute 2.0”: una medicina “social” che si affida al Web e al passaparola piuttosto che al parere autorevole di medici ed esperti, spesso con rischi concreti per la propria salute dovuti a diagnosi errate o incomplete.


02 settembre 2012

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb