Inizialmente trovavano applicazione soprattutto – o quasi esclusivamente – in ambito militare e di ricerca. Per molti, ancora oggi, la parola drone è sinonimo di quei piccoli aerei utilizzati in ambito militare sia in azioni di spionaggio, sia in azioni di combattimento particolarmente rischiose dove la vita del pilota potrebbe essere messa a rischio.

 

 

I droni radiocomandati – chiamati anche aeromobile a pilotaggio remoto o unmanned aerial vehicle – oggi trovano applicazione nei campi più disparati. In particolare, però, sono sempre di più gli appassionati di foto e video che utilizzano questi piccoli dispositivi volanti per realizzare scatti e riprese dall'alto.

Cos'è un drone

Entrando nello specifico, i droni radiocomandati sono velivoli caratterizzati dall'assenza di piloti umani a bordo. A guidare questi mezzi sono i computer di bordo, che ricevono e decodificano i segnali di telecomandi o altri controller remoti inviati da piloti a terra o su altro veicolo.

 

 

Oltre che in ambito militare, un drone può essere utilizzato in svariati ambiti civili: dalla prevenzione e intervento in emergenza incendi, alla sorveglianza di oleodotti, passando al telerilevamento e, più in generale, in tutti i casi in cui tali sistemi possano consentire l'esecuzione di missioni "noiose, sporche e pericolose" (dull, dirty and dangerous) spesso con costi minori rispetto ai velivoli tradizionali.

Droni radiocomandati e fotografia

È in ambito fotografico e cinematografico, però, che i droni stanno trovando sempre più spazio. I costi ridotti, la maneggevolezza e la possibilità di utilizzarli praticamente in ogni situazione li rendono perfetti per essere usati sul set. Che si tratti di riprese aeree o foto aeree poco importa, basta collegare la fotocamera (o telecamera) digitale al velivolo e lasciarlo librare in aria.

 

 

In ambito sportivo, poi, i droni radiocomandati permettono di seguire da vicino anche le imprese più pericolose senza infastidire gli atleti e realizzando inquadrature o scatti mozzafiato. Basta fare un giro su YouTube e vedere uno dei tanti video realizzati con un drone. Oppure, aver seguito le Olimpiadi invernali di Sochi, dove i droni si sono spesso e volentieri sostituiti alle vecchie telecamere aeree.

Sempre più a buon mercato

L'utilizzo di un drone per riprese aeree, naturalmente, non è limitato al solo ambito professionale. Sono sempre di più i cineamatori e i fotografi semi-amatoriali che si dotano di un piccolo aeromobile a pilotaggio remoto a buon prezzo per immortalare scene altrimenti impossibili da riprendere.

I prezzi, d'altronde, calano a vista d'occhio e con poche centinaia di euro – anche 300 – è possibile portare a casa un velivolo su cui montare la propria fotocamera. Il range di mezzi, naturalmente, è molto ampio: tutto dipende da cosa si deve e vuole fare con il drone e quanto si è pronti a spendere.

DJI Phantom GPS Drone

Una fuoriserie al prezzo di una berlina. Il DJI Phanton GPS Drone è equipaggiato di tutto punto e può essere portato a casa per una cifra tutto sommato nella norma. Il radiocomando permette di controllarlo ad una distanza di 300 metri, è dotato di pilota automatico e un sistema di atterraggio di emergenza nel caso in cui le batterie stiano per scaricarsi.

 

 

Come se non bastasse, nella parte inferiore del drone è presente una basetta cui collegare un gran numero di action camera, come ad esempio la GoPro. Grazie al modulo GPS, inoltre, è in grado di registrare la posizione di partenza, così da potervi fare ritorno automaticamente nel caso in cui si perda contatto con il pilota a terra.

Parrot AR.Drone 2.0

Si tratta del drone più conosciuto e utilizzato in ambito informatico. E non è affatto un caso. Lo AR.Drone 2.0, infatti, è equipaggiato con un sistema di controllo avanzato, una telecamera ad alta definizione (720p) e un sistema di antenne che permette di creare una rete Wi-Fi grazie alla quale collegarsi alla Rete o ad una LAN.

 

 

La batteria ad alta densita da 1.500 mAh, inoltre, garantisce sino a 20 minute di riprese continuative.

H-King Darkwing

Progettato specificatamente per le riprese in soggettiva (first-person viewing, FPV), il Darkwing offre un incredibile capacità di carico visto il peso piuttosto esiguo.

 

 

Merito dell'apertura alare, che sfiora i due metri e permette di caricare il drone con fotocamere, videocamere e quant'altro sia necessario per le riprese aeree.

Lehman LA100 GoPro Drone

Può volare per oltre 5 minuti ad un'altezza di oltre 100 metri, con temperature che variano dai -25 gradi centigradi ai 60 gradi centigradi.

 

 

Piccola nota stonata, il Lehman LA100 GoPro Drone non ha radiocomando e volerà un po' per i fatti suoi, riprendendo tutto ciò che accade nel corso del volo.

Turbo Ace X830-D Drone

A differenza di gran parte dei droni radiocomandati oggi in commercio, il Turbo Ace X830-D Drone arriva a casa già bello montato e programmato. Basterà, quindi, trovare un campo di volo sufficientemente ampio e “spararlo” verso il cielo per scattare le prime foto aeree della propria vita.

 

Turbo Ace drone

 

La base presente nella parte sottostante del velivolo permette di montare qualsiasi tipo di fotocamera: dalle action camera alla GoPro sino a reflex di un certo peso. Con un'autonomia di circa mezz'ora, sarà possibile realizzare sessioni fotografiche su vasta scala o video molto lunghi.

STORM Drone FF Flying Platform

Equipaggiato con quattro rotori “ben bilanciati”, lo STORM Drone FF Flying Platform presenta al centro del telaio una mini-piattaforma dove alloggiare una fotocamera.

 

STORM Drone

 

Perfetto per essere utilizzato in abbinamento con una GoPro, lo STORM permette di registrare sino a sette minuti di video, senza compromettere velocità e stabilità del velivolo. Può restare in aria fino a 10 secondi in assenza di propulsione e i led rossi e blu alla base permettono di identificarne la posizione anche al buio.

 

18 marzo 2014

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb