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Come scegliere il cavo giusto per l'home theatre

Non è sempre facile districarsi nella giunga di sigle, nomi e formati che contraddistingue il mercato dei cavi audio video. Ecco una breve guida alla scelta

Cavi

 Per realizzare un buon impianto home theatre dolby surround non basta avere l'ultimo televisore ad alta definizione o 3D o i migliori diffusori in circolazione. Affinché l'impianto offra la migliore resa audio e video è necessario utilizzare cavi di alta qualità, che permettano un'ottima riproduzione audiovisiva. Non è affatto una mossa saggia, infatti, risparmiare una manciata d'euro acquistando cavi di dubbia provenienza e scarsa qualità dopo aver speso migliaia di euro per televisore e dolby surround. Alcuni esperti, addirittura, affermano che si dovrebbe mettere in preventivo di spendere in cavetteria circa il 20% del budget per l'acquisto del nuovo impianto home theatre.

 

Groviglio di cavi

 

Bisogna però ammettere che la scelta dei cavi non è mai delle più semplici. Quando ci si trova nel reparto cavetteria di un grande magazzino o di un negozio specializzato in elettronica di consumo, sembra di trovarsi di fronte al “muro della confusione”: non solo ci sono decine e decine di cavi differenti – dal cavo con presa SCART al cavo HDMI, dai cavi audio con connettori jack da 3,5 millimetri ai cavi component. Un mondo piuttosto vario, insomma, nel quale potrebbe essere piuttosto semplice perdere l'orientamento e sbagliare acquisto.

Vediamo insieme come fare per non sbagliarsi e completare il proprio impianto home theatre con il cavo adatto.

A cosa servono i cavi

Prima di procedere, però, occorre capire quale sia il ruolo svolto da un cavo all'interno di un sistema audio o un sistema home theatre. Il cavo, a differenza di quanto pensato da alcuni, svolge un ruolo prettamente “passivo”: è il mezzo attraverso il quale viaggiano i dati elaborati dall'unità centrale verso le periferiche di riproduzione. Per tradurlo con un esempio pratico, i cavi trasportano il segnale tra il lettore Blu-ray e il televisore HD, tra lo stereo e gli altoparlanti, tra computer e proiettore. Non si occupano, quindi, di decodificare il segnale o di “modificarne” la natura: sono delle semplici autostrade elettroniche attraverso le quali far passare i segnali.

Un cavo è composto da tre parti fondamentali: il conduttore, la guaina protettrice e il connettore. Il conduttore è il cavo in materiale metallico – rame solitamente – ed è il mezzo fisico attraverso cui viaggiano i dati; la guaina serve a proteggere l'integrità strutturale del conduttore, schermandolo da eventuali interferenze elettromagnetiche; i connettori, posti ai due capi del cavo, permette di connettere l'unità centrale alle periferiche.

Cavi audio

 

Cavo RCA

 

I cavi audio più comuni sono chiamati cavi RCA analogici e sono riconoscibili dal colore bianco e rosso (a volte nero e rosso) dei connettori. Questa tipologia di cavi audio è ampiamente utilizzata per connettere lettori DVD, media player digitali e lettori Blu-ray a ricevitori stereo.

Altra tipologia di cavi audio molto diffusi sono i cosiddetti cavi di collegamento, utilizzati per collegare i vari diffusori audio all'unità centrale del sistema hi-fi o dolby surround. Composti di rame, non presentano connettori alle estremità e sono utilizzati per trasportare sia i dati, sia per alimentare i diffusori.

 

Connettore TOSLINK

 

La sempre maggiore diffusione di musica digitale – e il conseguente aumento di mole di dati da trasportare verso i diffusori – ha favorito la nascita di altri cavi audio ideati appositamente per il trasporto del flusso audio digitale. Tra i vari standard, il più diffuso e utilizzato è il cosiddetto TOSLINK, realizzato in fibra ottica.

Cavi video

Tra le varie tipologie di cavi video, il più comune è il cavo composito. Identico in tutto e per tutto ai cavi audio RCA, se ne distingue per il colore giallo dei connettori. Così chiamato perché “compone” tutte le informazioni relative al flusso video (colore, brillantezza, contrasto, ecc.) in un unico canale, ha ormai perso gran parte della sua importanza a vantaggio di cavi pensati per il flusso di segnali video digitali.

 

Cavo DVI

 

Tra questi troviamo il cavo DVI (acronimo di digital video interface, “interfaccia video digitale” in italiano), progettato specificatamente per essere utilizzato con televisori HD ed altre periferiche video ad alta definizione. Un cavo DVI è riconoscibile per il suo largo connettore a 18 pin, molto simile ai cavi utilizzati in ambito informatico (cavo VGA) per collegare monitor e computer.

Tra i cavi solo video troviamo anche lo standard S-video (diretta evoluzione del cavo composito) e il cavo component. Mentre il primo è caratterizzato da connettori circolari con 9 pin, il secondo si compone di tre differenti connettori (rosso, verde e blu) utilizzati per trasportare diverse “porzioni” del flusso video.

 

Cavo Component

 

In entrambi i casi, comunque, il flusso dei dati non è più “racchiuso” in un unico segnale, ma separato rispettivamente in due e tre canali di trasmissione. Il risultato sono immagini più vivide e dettagliate.

Cavi audiovideo

Sino a non molto tempo fa, la categoria dei cavi audiovideo era dominata dal cavo coassiale, rimasto oggi in uso per collegare antenna TV e antenna parabolica ai vari decoder satellitare o del digitale terrestre. Al suo posto sono comparsi altri cavi più potenti e dotati di maggiore larghezza di banda.

 

Presa SCART

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La precedente generazione di televisori, ad esempio, utilizzava esclusivamente (salvo rarissime eccezioni) la presa SCART (acronimo di Syndicat des Constructeurs d'Appareils Radiorécepteurs et Téléviseurs), riconoscibile per i suoi larghissimi connettori a 21 pin.

 

Cavo HDMI

 

I cavi HDMI, invece, vengono utilizzati con televisori e riproduttori multimediali di ultima generazione (media player digitali, lettori DVD e lettori Blu-ray). Dotato di connettori piatti e larghi simili ai connettori USB, il cavo HDMI è dotato di banda a sufficienza per trasportare contenuti in alta e altissima definizione.

 

27 maggio 2014

A cura di Cultur-e
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