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Cos'è l'eredità digitale e cosa succede ai nostri dati dopo la morte

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I social network e I servizi di posta elettronica permettono di designare un erede dell'account in caso di morte di un utente. Ecco come fare coni principali social network

vita post digitale

In Breve (TL;DR)

  • L'eredità digitale comprende dati e contenuti personali, come foto, email e documenti, ma anche beni con possibile valore economico, come domini, wallet di criptovalute e profili monetizzati.
  • In Italia l'articolo 2-terdecies del Codice Privacy disciplina l'esercizio di alcuni diritti sui dati delle persone decedute, tenendo conto anche delle volontà eventualmente espresse in vita.
  • Servizi come Google, Apple e Facebook permettono di stabilire in anticipo alcune modalità di gestione dei propri dati o profili dopo la morte.

Foto e video conservati nel cloud, email, profili social, documenti, siti web, abbonamenti e perfino beni con un valore economico: una parte sempre più importante della nostra vita è digitale. Ma cosa succede a tutto questo quando una persona muore?

È qui che entra in gioco il concetto di eredità digitale, che comprende dati, contenuti, beni e rapporti digitali lasciati da una persona dopo la sua morte. Un patrimonio molto più ampio dei soli account social e che può avere un valore affettivo, personale, professionale oppure economico.

Il tema riguarda anche la privacy. In Italia esistono infatti regole specifiche per l'esercizio dei diritti relativi ai dati delle persone decedute, mentre piattaforme come Google, Apple e Facebook mettono a disposizione strumenti differenti per decidere in anticipo cosa accadrà ai propri dati.

Cos'è l'eredità digitale e cosa comprende

Non esiste un unico tipo di eredità digitale. Una prima categoria comprende i contenuti con un valore soprattutto personale o affettivo: fotografie, video, email, conversazioni, documenti, profili social, blog e archivi conservati nel cloud.

Esistono poi beni e contenuti che possono avere una vera rilevanza patrimoniale. È il caso, ad esempio, di domini Internet, wallet di criptovalute, NFT, software, database professionali oppure profili online monetizzati.

A rendere tutto più complesso sono le modalità di accesso. Molti di questi beni non si trovano su un computer fisicamente disponibile agli eredi, ma su server e piattaforme protetti da password, autenticazione a più fattori e sistemi di crittografia.

Inoltre, possedere le credenziali di un servizio e avere il diritto di subentrare nel relativo rapporto non sono necessariamente la stessa cosa. Gli account sono regolati anche dalle condizioni stabilite dalle singole piattaforme, che possono prevedere procedure specifiche in caso di morte dell'utente.

Per questo parlare semplicemente di un “erede dell'account” può essere fuorviante: bisogna distinguere tra accesso ai dati, disponibilità di un bene digitale e possibilità di gestire un determinato profilo o servizio.

Cosa prevede la legge italiana sull'eredità digitale

Il quadro italiano parte da una particolarità importante: il GDPR non si applica direttamente ai dati personali delle persone decedute e lascia agli Stati membri la possibilità di introdurre norme specifiche.

In Italia interviene l'articolo 2-terdecies del Codice in materia di protezione dei dati personali.

La norma stabilisce che alcuni diritti relativi ai dati di una persona deceduta, tra cui accesso, cancellazione, limitazione e opposizione al trattamento, possono essere esercitati da chi ha un interesse proprio, agisce a tutela dell'interessato in qualità di mandatario oppure per ragioni familiari meritevoli di protezione.

Questo non significa però che qualsiasi familiare possa automaticamente entrare negli account della persona deceduta.

Chi utilizza un servizio digitale può infatti avere espresso in vita la volontà di vietare l'esercizio di questi diritti, attraverso una dichiarazione scritta specifica, libera e informata comunicata al titolare del trattamento. Tale volontà può essere modificata o revocata successivamente. Il divieto non può comunque pregiudicare i diritti patrimoniali dei terzi derivanti dalla morte né il diritto di difendere i propri interessi in giudizio.

Il Garante per la protezione dei dati personali suggerisce proprio di controllare quali strumenti offrano i diversi servizi e ricorda che, in alcuni casi, anche il testamento può essere utilizzato per disporre dei propri beni digitali.

Cosa succede agli account Google, Apple e Facebook dopo la morte

Le grandi piattaforme hanno sviluppato strumenti differenti per affrontare il problema.

Google mette a disposizione la Gestione account inattivo, che consente di stabilire cosa deve accadere quando un account rimane inutilizzato per un determinato periodo. È possibile indicare fino a dieci persone alle quali comunicare l'inattività e condividere con loro tutti o soltanto alcuni dati, oppure impostare l'eliminazione dell'account.

Quando una persona muore senza avere lasciato indicazioni, Google permette inoltre ai familiari stretti e ai rappresentanti di richiedere, a seconda dei casi, la chiusura dell'account o l'accesso ad alcuni contenuti. Ogni richiesta viene valutata e Google non fornisce password o altre credenziali di accesso.

Apple utilizza invece il Contatto erede. L'utente può scegliere una o più persone autorizzate a richiedere, dopo la sua morte, l'accesso a determinati dati conservati nell'Apple Account. Per presentare la richiesta servono la chiave di accesso generata al momento della designazione e il certificato di morte.

Il contatto erede può accedere, a seconda dei casi, a foto, messaggi, note, file e backup, ma non a tutto. Sono esclusi, ad esempio, i dati contenuti nel Portachiavi iCloud, comprese password, passkey e informazioni di pagamento, così come alcuni contenuti e abbonamenti acquistati con l'Apple Account.

Facebook permette invece di scegliere un contatto erede per gestire alcuni aspetti del profilo dopo che questo viene reso commemorativo. Può fissare un post, rispondere alle nuove richieste di amicizia e aggiornare immagini del profilo e di copertina, ma non può effettuare il login come la persona deceduta, leggere i suoi messaggi o modificare i vecchi post. In alternativa, l'utente può scegliere che il proprio account venga eliminato dopo la morte.

Password e credenziali fanno parte dell'eredità digitale?

Le credenziali di accesso hanno un ruolo particolare. Consentono materialmente di raggiungere molti dei beni digitali, ma non coincidono con i beni stessi e la loro disponibilità non autorizza necessariamente a utilizzare qualsiasi account.

Lasciare semplicemente username e password a un familiare può quindi non essere la soluzione migliore. Potrebbe entrare in conflitto con le condizioni contrattuali del servizio e, con sistemi come l'autenticazione a due fattori, potrebbe non essere nemmeno sufficiente per accedere.

Quando disponibili, è preferibile utilizzare gli strumenti ufficiali predisposti dalle piattaforme, come il Contatto erede di Apple o la Gestione account inattivo di Google.

Il problema diventa ancora più delicato quando le credenziali permettono di accedere a beni con valore economico o professionale. In questi casi può essere opportuno prevedere in anticipo modalità sicure attraverso cui consentire agli aventi diritto di individuare e recuperare ciò che fa parte del patrimonio digitale.

Come organizzare la propria eredità digitale

Occuparsi della propria eredità digitale significa prima di tutto sapere quali dati e beni si possiedono online.

Un primo passaggio può essere quello di censire gli account più importanti, distinguendo i servizi che contengono semplicemente informazioni personali da quelli nei quali sono presenti documenti, contenuti professionali o beni con un valore economico.

Successivamente è utile verificare quali piattaforme consentono di stabilire in anticipo cosa dovrà succedere all'account. Google, Apple e Facebook offrono strumenti specifici, ma le modalità possono essere molto diverse da un servizio all'altro. Anche il Garante raccomanda di controllare le opzioni offerte da ciascuna piattaforma, soprattutto per posta elettronica, archiviazione di file e servizi di pagamento.

Per patrimoni digitali più complessi può essere necessario andare oltre le semplici impostazioni degli account. Il testamento può essere utilizzato per indicare la destinazione di determinati beni digitali e definire volontà relative alla loro gestione, conservazione o cancellazione.

Il punto fondamentale è evitare che tutto venga lasciato al caso. Senza indicazioni, gli eredi potrebbero non sapere nemmeno quali beni digitali esistano oppure potrebbero trovarsi davanti a dati crittografati, account inaccessibili e procedure differenti per ogni piattaforma.

Organizzare l'eredità digitale significa quindi decidere non soltanto chi potrà accedere a ciò che lasciamo online, ma anche cosa vogliamo conservare, trasmettere oppure eliminare. Una scelta che riguarda ormai una parte sempre più consistente della nostra identità e del nostro patrimonio.

Per saperne di più: Guida alle app: come funzionano e cosa offrono

Domande frequenti (FAQ)

  • Cos'è l'eredità digitale?
    È l'insieme di dati, contenuti, rapporti e beni digitali che una persona lascia dopo la morte. Può comprendere fotografie, email, documenti, profili social, domini e beni con valore economico.
  • Gli eredi possono accedere agli account di una persona deceduta?
    Non automaticamente. La possibilità di ottenere dati o accedere a determinati contenuti dipende dalla normativa, dalle volontà espresse dalla persona e dalle procedure previste dalla piattaforma.
  • Cosa prevede la legge italiana per i dati di una persona deceduta?
    L'articolo 2-terdecies del Codice Privacy consente, a determinate condizioni, di esercitare alcuni diritti relativi ai dati del defunto a chi abbia un interesse proprio, agisca come mandatario o per ragioni familiari meritevoli di protezione.
  • È consigliabile lasciare le proprie password agli eredi?
    La semplice condivisione delle password non equivale necessariamente al diritto di utilizzare un account. Quando possibile è preferibile utilizzare gli strumenti ufficiali messi a disposizione dalle piattaforme e, per patrimoni complessi, pianificare formalmente la gestione dei beni digitali.
  • Cos'è il Contatto erede di Apple?
    È una persona scelta dal titolare dell'Apple Account per poter richiedere l'accesso a determinati dati dopo la sua morte. Per farlo deve presentare la chiave di accesso ricevuta e il certificato di morte.
A cura di Cultur-e
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