Come Spotify e Minecraft arriva dalla Svezia. Ed esattamente come i suoi due conterranei vorrebbe portare una ventata di freschezza e novità nel suo settore “di competenza”. Klarna, Internet company fondata nove anni fa a Stoccolma da Sebastian Siemiatkowski, Niklas Adalberth and Victor Jacobsson, vuole cambiare il modo in cui si fanno acquisti online, permettendo ad acquirenti e venditori di concludere le transazioni in maniera più sicura. In tutti i sensi.

Cos'è Klarna

Inserita dal quotidiano britannico “The Daily Mail” tra le 100 aziende più interessanti del panorama hi-tech europeo, Klarna – che in svedese vuol dire “chiaro”, “luminoso” - può essere paragonato a un intermediario commerciale che si occupa di favorire la conclusione degli acquisti online pagando gli oggetti al posto dell'acquirente. Naturalmente, non si tratta di beneficenza: pochi giorni dopo aver ricevuto l'oggetto, l'utente si vedrà recapitata a casa la fattura della società svedese e avrà 14 giorni per saldarla. L'obiettivo, anche piuttosto palese, è di favorire le transazioni elettroniche, offrendo sia al venditore sia all'acquirente un ulteriore livello di sicurezza: il primo avrà la certezza di essere pagato, il secondo non avrà timore di incorrere in una truffa online.

 

 

Oggi Klarna è attiva in quindici nazioni (Svezia, Germania, Norvegia, Danimarca, Finlandia, Olanda, Austria, Polonia, Gran Bretagna, Francia, Italia, Spagna, Belgio, Svizzera, Ungheria), conta 25 milioni di utenti attivi, 45mila rivenditori online che la annoverano tra i metodi di pagamento, 200mila transazioni giornaliere e un giro d'affari di 300 milioni di dollari.

Perché Klarna

Sono 27 milioni gli italiani che, stando agli ultimi dati rilasciati dal consorzio Audiweb, accedono quotidianamente a internet utilizzando computer, smartphone e tablet. Di questi, circa 10 milioni utilizzano abitualmente i portali di e-commerce per i loro acquisti, generando un giro di affari di quasi 15 miliardi di euro. Klarna nasce per incrementare questa fetta di mercato e aumentare ulteriormente il numero di utenti che effettua i propri acquisti online. “Potete immaginare – afferma Brian Billingsley, CEO della filiale nordamericana di Klarna, al portale informativo TechCrunch – cosa accadrebbe se una percentuale tra il 70 e il 90% degli acquirenti uscisse dal negozio al momento del pagamento perché ritiene la procedura troppo complessa e problematica? Questo è ciò che accade ogni giorno online. Le società spendono ogni anno centinaia di milioni di dollari per attirare clienti all'interno del loro sito per poi perderli a causa di dettagli apparentemente poco significativi”.

 

 

La causa principale di questa ritrosia a effettuare acquisti online è da ricercare, molto probabilmente, nel timore da parte dell'acquirente di incorrere in una truffa. A differenza degli acquisti nei negozi “reali”, gli acquisti online sono basati sul rapporto fiduciario tra chi gestisce lo store virtuale e il cliente: quest'ultimo non avrà “prova tangibile” del proprio acquisto sino a che non lo riceverà a casa e dovrà sperare che le informazioni di pagamento non finiscano nelle mani di qualche hacker senza scrupoli. Klarna vuole incentivare l'e-commerce, offrendo agli internauti – siano essi commercianti o acquirenti – un metodo di pagamento unico nel suo genere.

Come funziona Klarna

Il punto di forza del sistema messo su dall'azienda svedese sta nel suo altissimo livello di automazione. Tutto ciò che l'utente dovrà fare sarà scegliere Klarna come metodo di pagamento, fornire alcune indicazioni di carattere personale (un indirizzo di posta elettronica, nome e cognome e l'indirizzo della propria abitazione) e attendere che la propria richiesta sia processata e accettata dal “cervellone” della società svedese. In caso di valutazione positiva, si potrà pagare solo dopo aver ricevuto l'oggetto a casa.

 

 

La grande differenza tra Klarna e gli altri servizi di pagamento elettronico sta nella capacità di calcolare il fattore di rischio associato a ogni utente e autorizzare il pagamento nel giro di pochi secondi. Alla base del funzionamento del metodo di pagamento made in Stockholm, infatti, c'è un potente algoritmo che, unendo i dati dell'utente al coefficiente di solvibilità del Paese e altri fattori che potrebbero influenzare gli acquisti online, riesce a calcolare quale sia il coefficiente di rischio da sostenere per concludere positivamente la transazione.

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb