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Il Fascicolo Sanitario arriva su app IO, cosa cambia davvero

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L'app IO mostra un nuovo accesso al Fascicolo Sanitario Elettronico, ma il servizio continua a essere gestito dai portali regionali. Cosa cambia per gli utenti

App IO Michele Ursi/Shutterstock

In Breve (TL;DR)

  • L'app IO non contiene il Fascicolo Sanitario Elettronico, ma offre l'accesso al portale della propria Regione, dove è possibile consultare referti, ricette e documenti.
  • Con questa novità, l'app IO rafforza il suo ruolo di punto di accesso ai servizi pubblici digitali, riunendo notifiche, documenti e collegamenti ai servizi della PA.

Nelle ultime ore molti cittadini italiani stanno ricevendo una nuova notifica all'interno dell'app IO, che riguarda l’introduzione del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE).

Come anticipato nelle scorse settimane, infatti, sull’app della Pubblica Amministrazione stanno arrivando anche i documenti relativi alla sanità digitale, anche se bisogna fare delle precisazioni al riguardo.

L'app IO non contiene direttamente i referti o la storia clinica dell'utente, ma diventa una specie di punto di accesso semplificato verso i portali sanitari regionali, guidando il cittadino nel percorso di consultazione dei propri dati.

Perché l'app IO non contiene davvero il Fascicolo Sanitario Elettronico

Quando si seleziona il pulsante "Vai al tuo Fascicolo" presente all'interno del messaggio inviato dall'app IO, quindi, non si rimane all’interno dell'applicazione, ma si viene reindirizzati verso l'esterno una pagina esterna

L'app IO apre la pagina web del portale nazionale del Fascicolo Sanitario Elettronico, che a sua volta reindirizza la richiesta verso la piattaforma della Regione di residenza dell'utente.

A questo punto, per accedere alla consultazione dei dati clinici, delle ricette e dei referti bisogna autenticarsi utilizzando uno dei sistemi di identità digitale previsti dalla legge, scegliendo tra SPID, CIE (Carta d'Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

Questa decisione, dunque, risponde all'architettura attuale della Sanità in Italia dove la gestione operativa e l'archiviazione dei dati sanitari restano decentralizzate e affidate alle singole infrastrutture regionali.

L'app IO può essere immaginata come una sorta di scorciatoia sicura per raggiungere la pagina corretta senza doversi districare tra ricerche sul web.

In che modo l'app IO sta diventando il punto di accesso ai servizi pubblici digitali

La possibilità di consultare il Fascicolo Sanitario Elettronico passando per l’app IO, conferma questa applicazione come principale aggregatore dei servizi della Pubblica Amministrazione, nato con lo scopo ben preciso di accelerare la digitalizzazione del Paese e, ovviamente, semplificare la vita delle persone.

L'obiettivo di PagoPA (che gestisce l’app IO) e del Dipartimento per la Trasformazione Digitale, quindi, non è quello di duplicare i servizi o accentrare l'archiviazione di tutti i dati digitali dei cittadini, ma si punta ad offrire loro un unico punto di partenza per notifiche, scadenze, pagamenti e documenti.

L'app IO nasce con lo scopo di ridurre la frammentazione, permettendo all'utente di avviare pratiche o consultare archivi partendo da un'interfaccia unica e familiare pronta a contenere documenti, l’IT Wallet e tutti gli strumenti di interazione quotidiana tra cittadini e Stato.

Per saperne di più: Identità digitale, cos'è

Domande frequenti (FAQ)

  • Come funziona il Fascicolo Sanitario Elettronico all'interno dell'app IO?
    L'app IO non contiene direttamente i referti o la storia clinica dell'utente, ma funge da punto di accesso verso i portali sanitari regionali per consultare i propri dati.
  • Quali sono i sistemi di identità digitale utilizzabili per accedere al Fascicolo Sanitario Elettronico tramite l'app IO?
    Per accedere ai dati clinici, ricette e referti tramite l'app IO, è necessario autenticarsi con SPID, CIE o CNS, come previsto dalla legge.
  • Qual è l'obiettivo di PagoPA e del Dipartimento per la Trasformazione Digitale con l'app IO?
    L'obiettivo non è duplicare servizi o centralizzare dati, ma offrire un punto unico per notifiche, pagamenti e documenti, riducendo la frammentazione e semplificando le interazioni tra cittadini e Stato.
A cura di Cultur-e
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