Difficilmente le statistiche mentono. E oggi ci raccontano che i possessori di smartphone e tablet ignorano i siti Internet, preferendo di gran lunga utilizzare applicazioni sviluppate ad hoc per accedere ai vari servizi disponibili online (posta elettronica, social network, mappe e molto altro ancora). Dai dati di Flurry Analytics emerge che gli utenti smartphone e tablet passano l'86% del loro tempo sulle app e solamente il restante 14% sul web: nel lungo periodo, insomma, le applicazioni hanno avuto la meglio sul web, arrivando quasi a monopolizzare l'utilizzo dei dispositivi mobili.

 

Sondaggio Flurry analytics

 

Da quando la prima app comparve sulla memoria di un telefonino (era il 1998 e Snake venne introdotto nel mondo della telefonia mobile con il Nokia 6110) è stata fatta parecchia strada. Oggi sviluppare un'app, oltre a essere un lavoro potenzialmente molto remunerativo, è paragonabile (o quasi) alla creazione di un'opera d'arte. Servono grande inventiva e maestria, oltre a una buona strategia marketing che permetta di emergere dalla massa: i vari App Store e Google Play Store contano ormai più di un milione di app e riuscire a ritagliarsi il proprio spazio è un'impresa a dir poco ardua.

Ecco alcuni consigli utili per sviluppare un'app vincente e in grado di scalare le classifiche dei vari store.

Le prestazioni, prima di tutto

Nel mondo delle applicazioni per dispositivi mobili, la velocità aiuta a vendere. Capita spesso che gli utenti di smartphone e tablet abbiano fretta e non possono attendere molto a lungo il caricamento dell'applicazione. Nel caso in cui l'apertura di un'app richieda un tempo di caricamento eccessivo, potrebbe anche rischiare di venir cancellata dagli utenti: stando a un sondaggio realizzato da Compuware, il 59% degli intervistati si dice pronto ad eliminare un'applicazione dalla memoria del proprio dispositivo nel caso in cui le sue performance non siano di primo livello. Per evitare di fare una brutta fine, dunque, sarà necessario sviluppare un'app sprint.

 

Smartphone

 

Semplicità e intuitività

Passando a parlare del design dell'applicazione, è necessario sottolineare come “meno è meglio” (o, per dirla come l'architetto Ludwig Mies van der Rohe “less is more”). Nel valutare l'esperienza d'utilizzo generale di un'applicazione, gli utenti terranno in gran considerazione la pulizia del design e la facilità di utilizzo delle varie funzioni messe a disposizione dall'utente: accedendo al menu, ad esempio, dovranno aver ben chiaro come accedere alle varie funzioni senza esser costretti a tirare a indovinare. In caso contrario, l'app potrebbe finire nel cestino: il 47% degli intervistati da EPiServer afferma di esser pronto a cancellare una applicazione poco chiara e troppo complessa da utilizzare. È quanto accaduto, ad esempio, nel 2012 con la prima versione di Apple Maps: l'app era così complicata da utilizzare e le mappe così poco accurate che la casa di Cupertino fu costretta a correre ai ripari a stretto giro di posta. Nel frattempo, però, molti utenti erano già migrati verso altri lidi.

Interoperabilità

Al momento è un problema poco sentito dalla maggior parte dei possessori di dispositivi mobili. Dal momento che il numero di smartphone e tablet è destinato a crescere esponenzialmente (secondo Cisco entro il 2018 ogni utente avrà 1,4 dispositivi mobili), è probabile che nel prossimo futuro si presenti come un'esigenza sempre più forte. Un utente che utilizza la stessa applicazione su due dispositivi differenti è costretto a ricominciare da capo ogni volta che passerà dallo smartphone al tablet e viceversa: le app funzionano a “compartimenti stagni” e sia le configurazioni e le impostazioni, sia i file in utilizzo non potranno essere “importati” in automatico da un dispositivo all'altro. Così, gli utenti sono costretti a perdere decine di minuti ogni volta che installeranno la stessa applicazione su due o più dispositivi differenti.

 

Smartphone e tablet

 

Qualcuno ha già tentato di sviluppare app in grado di sincronizzare tutte queste informazioni sul cloud e renderle poi disponibili su due o più dispositivi (gli utenti Apple potranno sfruttare la funzionalità Continuity introdotta con iOS 8, mentre gli utenti Android potranno ricorrere ai servizi offerti da Baton), ma si tratta di una piccolissima minoranza. Nel caso si sviluppasse un'applicazione che consentisse di cambiare dispositivo senza “colpo ferire” (poter continuare a leggere sul tablet l'articolo scovato con lo smartphone, ad esempio), si avrebbero ottime possibilità di successo nel medio-lungo periodo.

Energia, un bene prezioso

Che la durata della batteria sia il grosso limite dei dispositivi mobili è, più o meno, il segreto di Pulcinella del settore. Accade sempre più raramente, infatti, che si riesca ad arrivare a fine giornata con una singola carica e sempre più utenti sono costretti ad acquistare delle batterie esterne per smartphone per ricaricare al volo il proprio dispositivo. Nello sviluppare un'app, dunque, si dovrà porre particolare attenzione alle performance della stessa e si dovrà fare in modo che il consumo energetico sia ridotto all'essenziale.

 

iPhone 6 plus

 

Nel caso in cui un utente sia chiamato a scegliere tra due applicazioni che svolgono le stesse funzioni, ci sono molte probabilità che scelga, a parità di performance, quella che consumi di meno: in questo modo sarà certo di poter prolungare di qualche decina di minuti la vita della propria batteria e avere maggiori chance di tornare a casa dal lavoro con lo smartphone ancora acceso.

Interazione e cooperazione

 

Smartphone

 

Le migliori applicazioni non sono quelle che “intrappoleranno” l'utente all'interno di un'unica “nicchia operativa”, ma quelle che garantiranno la migliore (e maggiore) interazione e cooperazione con le altre applicazioni già presenti sul dispositivo. In questo modo non si sarà costretti a zigzagare tra un'app e l'altra e si risparmierà del tempo prezioso. Gli utenti Instagram, molto probabilmente, sono contenti che le foto realizzate con l'applicazione siano salvate automaticamente all'interno della cartella fotografica del loro dispositivo: in questo modo potranno utilizzare lo stesso scatto con più applicazioni, senza che ci sia la necessità di dover realizzare più volte la stessa foto.

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb