Una caramella piuttosto amara, quella che King si vede costretta ad ingoiare in queste ultime ore. La software house britannica, specializzata nello sviluppo di videogames social, ha diffuso il primo report finanziario dopo la quotazione in borsa e i risultati non sono stati esattamente in linea con quanto atteso dagli analisti. Colpa, in gran parte, della scarsa propensione agli acquisti in-app dei giocatori (comunque in crescita) di Candy Crush Saga, ma non solo.

Male, non malissimo

I numeri diffusi da King possono aiutare a capire quale sia lo stato di salute della società. Che, badate bene, non è poi così malmesso come si potrebbe pensare. La società britannica, nel secondo trimestre di quest'anno, ha avuto entrate (gross booking, ovvero le cifre spese dagli utenti per acquisti in-app) per 611 milioni di dollari, in crescita del 27% (o di 130 milioni di dollari) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma in calo del 5% (o di 30 milioni di dollari) rispetto ai primi tre mesi dell'anno. Le entrate nette (revenue) si sono attestate a 594 milioni di dollari, in aumento di 38 milioni di dollari rispetto a 12 mesi fa, ma in calo di 13 milioni rispetto a tre mesi fa. Ciò ha comunque permesso di generare profitti per 165 milioni di dollari, in crescita del 30% (equivalente a 38 milioni di dollari) rispetto al primo trimestre fiscale 2014.

 

L'accoglienza riservata da Wall Street a King nel giorno della quotazione

 

Crescono gli utenti attivi mensilmente, arrivati a quota 485 milioni (quasi raddoppiati rispetto allo scorso anno), mentre calano gli utenti attivi quotidianamente (138 milioni, in calo del 3% rispetto al trimestre precedente) e gli utenti unici mensili (passano da 12 milioni del periodo gennaio-marzo 2014 ai 11,8 milioni del periodo aprile-giugno 2014). Secondo il report societario, “l'ammanco” è dovuto in gran parte al calo di presenze fatto registrare su Facebook, dove gli utenti desktop continuano a calare in maniera inesorabile.

Cifre tutto sommato non pessime, che hanno permesso al CEO Riccardo Zacconi di erogare un dividendo straordinario (e riservato a dirigenti e investitori) del valore di 150 milioni di dollari (reso possibile da una liquidità di cassa superiore alle attese).

Profondo rosso

Il dividendo, però, sembra esser servito davvero a poco: nelle contrattazioni after hours (quelle che avvengono dopo la chiusura ufficiale dei mercati) il titolo è letteralmente crollato, con un calo di circa il 25% (oltre 3 dollari ad azione) rispetto al prezzo fatto registrare poche ore prima al termine delle contrattazioni di Wall Street: si stima che in poche ore si stato bruciato oltre un miliardo di dollari di capitalizzazione.

 

Andamento delle azioni King dal giorno della quotazione

 

Il prezzo per azione viaggia attorno 14 dollari, mentre al momento della chiusura della Borsa statunitense il controvalore era di 18,16 dollari per azione. Rispetto ai 22,5 dollari dell'IPO (offerta iniziale di acquisto), siamo vicini ad un calo del 50%.

Stime in calo

A causa di questi risultati poco confortanti (anche se non del tutto scoraggianti), la società diretta dal romano Riccardo Zacconi è stata costretta a rivedere al ribasso le stime per i prossimi esercizi: nel prossimo trimestre si prevedono incassi tra i 500 e i 525 milioni di dollari, mentre alla chiusura dell'anno fiscale (31 dicembre 2014), King dovrebbe far registrare un risultato oscillante tra i 2,25 miliardi di dollari e i 2,35 miliardi di dollari.

Tutto già visto?

Qualche analista sottolinea come si stia assistendo ad una scena già vista qualche tempo fa, quando Zynga (tra le prime software house a tastare il terreno del social gaming) tentò la strada della quotazione in borsa dopo aver fatto registrare ottimi risultati con alcuni giochi – Farmville su tutti. I primi risultati furono eccellenti, ma ai primi passi falsi gli investitori presentarono il conto – piuttosto salato – alla dirigenza.

 

Candy crush saga ha già stufato?

 

Lo stesso, pare, sta accadendo con King: le performance di Candy Crush stanno diminuendo più in fretta di quanto si prospettava e gli sviluppatori della casa britannica non sono stati in grado di tirare fuori dal cilindro un gioco che ne potesse prendere il posto. “Se si guarda la metà mezza vuota del bicchiere – afferma Arvind Bhatia, analista esperto del mercato del social gaming – ci si accorge che il loro gioco di punta sta velocemente perdendo terreno. Tutta la pressione è spostata sui nuovi titoli (come Farm Heroes Saga e Bubble Witch Saga 2) e non c'è alcuna garanzia che riescano ad assicurare un successo duraturo”.

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb