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Ricarica wireless, dannosa per le batterie?

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Secondo alcuni utenti il ricorso alla ricarica wireless rischia di usurare o danneggiare la batteria dello smartphone. Ecco come comportarsi per non correre rischi

cellulare in ricarica wireless su tavolino Shutterstock

La ricarica wireless ha sicuramente cambiato le abitudini di milioni di consumatori in tutto il mondo. In un passato non troppo lontano l’utente, per caricare il proprio smartphone, era costretto a ricorrere a un cavo. Oggi invece molti modelli utilizzano il caricabatteria wireless: una soluzione che trasmette la ricarica attraverso il semplice contatto. 

I caricabatterie wireless rivelano la loro utilità in tante situazioni diverse: si pensi ad esempio alla pulizia e l’ordine che possono portare su una scrivania. Ma anche ai dispositivi pensati per la ricarica in automobile, che liberano l’utente dall’obbligo di collegare e scollegare il loro device ogni qual volta la batteria scende sotto una certa soglia. 

Allo stesso tempo tante persone manifestano perplessità se non addirittura preoccupazione nei confronti della ricarica wireless. Il timore è che questa nuova tecnologia possa danneggiare la batteria dello smartphone. Ma le cose stanno davvero così? 

Per capirlo la prima cosa da fare è osservare in maniera più approfondita come funzionano i caricabatterie wireless. A differenza dei classici cavi infatti, questi dispositivi non sfruttano soltanto la corrente a bassa tensione. Ricorrono anche a campi magnetici

Come funziona la ricarica wireless

cellulare in ricarica wireless su scrivania

Credits Shutterstock

Il caricabatteria tradizionale per smartphone sfrutta un cavo di ricarica di tipo USB: più precisamente trasmette corrente a bassa tensione dal caricabatterie allo smartphone attraverso il cavo. 

Il caricabatteria wireless compie un’operazione simile da tanti punti di vista, ma aggiunge un elemento di complessità: il pad di ricarica wireless. In questo caso dunque il cavo trasmette corrente a bassa tensione dal caricabatteria al pad

Il pad di ricarica wireless si attiva soltanto qualora rilevi la presenza di un dispositivo compatibile. In questo caso la bobina magnetica presente al suo interno emette un campo magnetico di bassa potenza.

Gli smartphone compatibili con i caricabatterie wireless presentano al loro interno una bobina magnetica simile a quella presente nel pad di ricarica. Il suo compito è quello di intercettare il campo magnetico emesso dal pad e convertire l’energia magnetica in elettricità. È proprio questa elettricità a permettere l’effettiva ricarica della batteria. 

La ricarica wireless si sta diffondendo soltanto in questi anni, ma è stata ufficialmente inventata addirittura nel 2008. Il primo smartphone sul mercato in grado di caricarsi senza fili è stato il Nokia 920 Windows Phone, distribuito a partire dal 2012.

Il caricabatterie wireless sfrutta due bobine magnetiche presenti nello smartphone e nel pad di ricarica

Nello stesso anno anche Samsung annunciava la compatibilità del suo smartphone Galaxy S3 con la neonata tecnologia di ricarica. Il device aveva però bisogno di un adattatore specifico da applicare al caricabatteria proprietario. 

Per questo molti addetti ai lavori ritengono che il primo smartphone Samsung effettivamente dotato di ricarica wireless sia il Galaxy S6, lanciato nel 2015. 

Apple avrebbe invece iniziato a proporre smartphone con caricabatteria wireless soltanto nel 2017. I primi modelli realizzati dall’azienda fondata da Steve Jobs compatibili con la ricarica senza fili sono stati iPhone 8 e iPhone X

Nelle sue prime applicazioni la ricarica wireless utilizzava esclusivamente l’induzione elettromagnetica e permetteva di raggiungere potenze molto limitate in termini di corrente continua. 

Nei primi mesi del 2023 è stata raggiunta una potenza di ben 500 Kwatt, con frequenza a 80 Khertz ed efficienza di più o meno il 98%. A ciò si aggiungono le sperimentazioni in corso sulla ricarica wireless che sfrutti le radiazioni elettromagnetiche

I caricabatterie wireless sono pericolosi?

mano maschile intenta a poggiare uno smartphone su apparecchio ricarica wireless

Credits Shutterstock

Dopo avere esplorato il funzionamento di un caricabatteria wireless non resta che capire come nascano le preoccupazioni degli utenti

Un elemento critico della tecnologia di ricarica wireless è sicuramente la sua non completa efficienza. Il processo infatti prevede che una parte di energia venga utilizzata per attivare le due bobine magnetiche coinvolte: quella posizionata all’interno del pad di ricarica e quella posizionata all’interno dello smartphone. 

Questa energia non viene effettivamente utilizzata per la ricarica, ma al contrario viene dispersa nell’ambiente sotto forma di energia termica. Ecco dunque spiegato come mai gli smartphone caricati senza cavo tendano a scaldarsi.

Da questo punto di vista la differenza con la ricarica tradizionale è più che evidente. I vecchi caricabatterie da 5 W scaldano a malapena il dispositivo. Al contrario i caricabatterie wireless portano a una palese differenza di temperatura. 

È proprio questo effetto di riscaldamento (alcuni parlano addirittura di “tostatura”) a preoccupare tanti utenti. Il loro timore è che l’aumento di temperatura dello smartphone possa finire per usurare anticipatamente la batteria. O addirittura per danneggiarla. 

La ricarica wireless preoccupa gli utenti per la dispersione eccessiva di energia e di calore

Il punto è che questo effetto è ampiamente previsto dalle aziende produttrici di smartphone e caricabatterie wireless. Si prendano in esame le documentazioni sulla ricarica wireless di Samsung ed Apple: entrambe le aziende esplicitano apertamente che lo smartphone potrebbe scaldarsi durante la ricarica. 

Al tempo stesso dichiarano che, qualora la temperatura superasse una certa soglia, il device limiterà automaticamente il processo di ricarica. O in alternativa smetterà di caricarsi. 

Detto questo, da un certo punto di vista l’eccessiva dispersione di calore giustifica i timori su un invecchiamento precoce della batteria e un suo potenziale danneggiamento. 

Al tempo stesso ad oggi non esistono prove evidenti che certifichino questo tipo di effetto collaterale. Anche perché ci sono tantissime altre varianti da tenere a mente: una su tutte la frequenza di ricarica della batteria.

Il consiglio dunque è di godere dei benefici di un caricabatteria wireless e, al tempo stesso, di prestare attenzione al proprio smartphone. La temperatura del device è sicuramente un elemento da considerare.


Ma piuttosto che preoccuparsi della ricarica wireless, sarebbe opportuno evitare di caricarlo in ambienti troppo caldi o troppo esposti alla luce del sole. Si pensi in tal senso al cruscotto di un’automobile dopo ore di parcheggio all’aperto.

Per saperne di più: La guida completa agli smartphone

A cura di Cultur-e
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