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Come sarà il primo smartphone di OpenAI insieme a MediaTek e Qualcomm

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OpenAI guarda al settore degli smartphone e sta lavorando insieme a MediaTek e Qualcomm per realizzare un futuro processore AI. Ecco tutto quello che sappiamo

Smartphone AI Gorodenkoff/Shutterstock

In Breve (TL;DR)

  • OpenAI potrebbe integrare i suoi modelli direttamente nei chip di smartphone MediaTek e Qualcomm, portando l’AI a funzionare in locale senza dipendere dal cloud.
  • Questo permetterebbe maggiore velocità, privacy e autonomia, trasformando lo smartphone in un assistente intelligente capace di operare anche senza connessione.

Il futuro dell’intelligenza artificiale potrebbe non dipendere più esclusivamente dai data center remoti, ma anche dagli smartphone che gli utenti avranno in tasca.

Secondo alcune interessanti indiscrezioni condivise da Android Authority, infatti, OpenAI sarebbe in trattativa con MediaTek e Qualcomm per integrare i suoi modelli linguistici all’interno dei futuri processori.

Il prossimo passo dell’evoluzione dell’AI, dunque, potrebbe essere l'integrazione nativa nei chip che muovono gli smartphone, cosa che potrebbe lasciar intendere che l’azienda di Sam Altman stia veramente lavorando al suo primo device con ChatGPT.

Come potrebbe funzionare l’AI di OpenAI direttamente sugli smartphone

L'integrazione di modelli OpenAI all'interno dei processori, se confermata, potrebbe rappresentare un importante cambio di paradigma che stravolgerà radicalmente il settore degli smartphone.

L’integrazione dell’AI nei chip (tramite NPU) significa, anzitutto, che gli smartphone non dovranno più affidarsi alla connessione Internet, ma saranno in grado di gestire l’elaborazione neurale on-device per far girare versioni "leggere" e ultra-efficienti dei modelli GPT.

Ciò vuol dire, oltretutto, che le richieste non viaggeranno più verso i server di OpenAI, garantendo maggiore privacy e sicurezza dei dati.

Infine, con l’elaborazione sul device la velocità di risposta diventerà istantanea, abbattendo di fatto i tempi d'attesa del cloud.

L’eventuale alleanza tra OpenAI, MediaTek e Qualcomm, dunque, non si traduce nel “semplice” sviluppo di chatbot AI, ma rappresenterà un'evoluzione strutturale dell'hardware, con la promessa di un ecosistema (probabilmente a base Android) sempre più potente ed efficiente, pronto a soddisfare qualsiasi esigenza, dalla produttività all'utilizzo quotidiano.

Questo scenario, naturalmente, riporta alla luce anche la precedente indiscrezione secondo cui OpenAI è al lavoro su un proprio smartphone AI. Un’eventualità non del tutto confermata ma sicuramente manifestata in più occasioni da Sam Altman e che potrebbe rendere ChatGPT ancora più centrale nella vita delle persone.

Cosa cambia per chi usa smartphone con l’AI integrata

L'impatto pratico per l'utente sarà molto importante, con lo smartphone che da semplice contenitore di app diventerà un vero e proprio assistente cognitivo proattivo.

Il primo vantaggio di questo cambiamento sarà sicuramente un’esperienza d’uso immediata e fluida, con le varie funzioni AI che non subiranno rallentamenti dovuti alla qualità della connessione di rete.

Il secondo vantaggio è una minore dipendenza dal cloud, con la possibilità di utilizzare le funzioni AI più avanzate in qualsiasi momento, anche in modalità aereo o in zone con scarsa copertura.

Infine, con l'AI integrata nell'hardware, il sistema operativo potrà realmente anticipare le esigenze dell’utente, gestendo le notifiche in modo intelligente, automatizzando la domotica o personalizzando l'interfaccia in base al contesto, in piena autonomia e senza gravare eccessivamente sui consumi.

Per saperne di più: La guida completa agli smartphone

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Domande frequenti (FAQ)

  • Come potrebbe funzionare l’AI di OpenAI direttamente sugli smartphone?
    L'integrazione di modelli OpenAI all'interno dei processori consentirebbe agli smartphone di gestire l'elaborazione neurale on-device per eseguire versioni efficienti dei modelli GPT senza dover dipendere dalla connessione Internet.
  • Cosa cambia per chi usa smartphone con l’AI integrata?
    Gli utenti potranno godere di un'esperienza d'uso immediata e fluida, senza rallentamenti dovuti alla connessione di rete, e potranno utilizzare le funzioni AI avanzate in qualsiasi momento, anche offline.
  • Quali sono i vantaggi dell'integrazione dell'AI nei chip degli smartphone?
    I vantaggi includono maggiore privacy e sicurezza dei dati, velocità di risposta istantanea grazie all'elaborazione on-device, e un'evoluzione strutturale dell'hardware per un ecosistema più potente ed efficiente.
A cura di Cultur-e
Addestramento IA non consentito: É assolutamente vietato l’utilizzo del contenuto di questa pubblicazione, in qualsiasi forma o modalità, per addestrare sistemi e piattaforme di intelligenza artificiale generativa. I contenuti sono coperti da copyright.
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