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NFC su Android: cos’è e come funziona

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Cosa bisogna fare per scoprire se uno smartphone Android è dotato di tecnologia NFC. Ma anche come utilizzare al meglio l’NFC con altri dispositivi e oggetti fisici

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Milioni di utenti utilizzano quotidianamente la tecnologia NFC, ma non tutti sanno effettivamente come funziona. Inoltre non tutti sono in grado di capire se questa tecnologia sia effettivamente disponibile sul loro smartphone

Per scoprire la disponibilità della tecnologia NFC su Android è sufficiente effettuare un paio di verifiche. Procedure che richiedono pochi passaggi e che possono essere espletate nel giro di meno di un minuto. 

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L’utilizzo dell’NFC su Android è altrettanto rapido e intuitivo. Basta attivare la funzionalità per poter passare rapidamente ai pagamenti contactless. Ma anche alla condivisione di informazioni e all’integrazione con oggetti fisici tramite tag. 

  • 1. Cos’è e come funziona la tecnologia NFC
    Pagamento-digitale-con-smartphone

    Shutterstock

    L’acronimo NFC significa Near Field Communication, che può essere tradotto come Comunicazione su Campo Vicino. La tecnologia NFC permette a diversi dispositivi di comunicare tra loro in modalità wireless, senza utilizzare il bluetooth o il Wi-Fi. A patto che si trovino a una distanza relativamente breve.

    Le origini teoriche dell’attuale NFC vanno cercate negli studi relativi all’identificazione a radiofrequenza RFID. I primi brevetti in tal senso risalgono addirittura agli anni ’80 del secolo scorso. Al tempo stesso l’impianto tecnico che permette questo genere di comunicazioni wireless è stato sviluppato a cavallo tra 2004 e 2006

    Proprio nel 2006 è stato distribuito sul mercato il primo smartphone dotato di tecnologia NFC integrata: il Nokia 6131. Lo standard Peer-to-Peer che avrebbe permesso la condivisione di contenuti via NFC è invece datato 2009

    Ultimo step di questo percorso i sistemi di pagamento: la funzionalità per cui oggi la tecnologia NFC è maggiormente nota. Da questo punto di vista una delle prime funzionalità PayPass della Storia è datata 2011 ed è stata registrata da Blackberry. I sistemi di pagamento Google Pay ed Apple Pay sarebbero stati presentati negli anni a seguire. 

    Il funzionamento della tecnologia NFC prevede il coinvolgimento di due diversi dispositivi, che devono venire avvicinati a distanza di circa 4 centimetri: da una parte l’initiator, dall’altra il target. L’accostamento di initiator e target permette la creazione di una rete Peer-to-Peer, attraverso cui viene reso possibile lo scambio di informazioni. 

    I dispositivi NFC come gli smartphone di solito sono dotati di un chip integrato. In alternativa è possibile avviare uno scambio di dati anche ricorrendo a strumenti esterni, come ad esempio le schede SD e le schede micro SD. 

  • 2. Cosa si può fare con la tecnologia NFC
    Smartphone-pagamento-digitale-contactless

    Shutterstock

    Come anticipato nei capoversi precedenti, la tecnologia NFC oggi viene utilizzata soprattutto nell’ambito dei pagamenti wireless tramite smartphone. Ma questa è solo una delle sue possibili applicazioni. 

    Il chip NFC installato sui dispositivi Android (e più in generale sugli smartphone) permette infatti di condividere informazioni di vario genere

    Dunque uno smartphone NFC Android è potenzialmente in grado di scaricare software o contenuti multimediali. Ad esempio è in grado di visualizzare, ricevere o inviare fotografie, video o magari documenti di riconoscimento. 

    In determinate città del mondo la tecnologia NFC viene già utilizzata per monitorare i biglietti elettronici utilizzati nell’ambito della mobilità urbana. O magari per aprire l’automobile con lo smartphone

    A ciò si aggiungono tante altre possibili applicazioni, alcune delle quali si trovano oggi a uno stadio più teorico che fattuale. Ad esempio i chip NFC potrebbero venire utilizzati per realizzare sistemi di anticontraffazione. Così come potrebbero venire utilizzati per creare carte contactless da utilizzare negli ambiti più disparati.

  • 3. Come usare la tecnologia NFC su Android
    File-transfer-con-due-smartphone-android

    Shutterstock

    Prima di entrare nel merito di come sfruttare la tecnologia NFC su Android è lecito chiedersi se il proprio smartphone sia effettivamente predisposto per il suo utilizzo. 

    In linea di principio gli smartphone Android realizzati negli ultimi 10 anni sono fondamentalmente dotati di chip NFC integrato. Anche nel caso in cui si tratti di dispositivi entry level dal punto di vista del valore economico. 

    Detto ciò esistono diversi metodi per verificare la presenza della tecnologia NFC su smartphone Android. Il primo consiste nell’aprire la voce di nome Impostazioni e cercare una voce di nome NFC

    In determinate versioni del sistema operativo la voce NFC è presente anche tra le impostazioni rapide. Dunque potrebbe benissimo apparire tra le voci attivabili o disattivabili dopo avere effettuato il classico scroll dello schermo verso il basso

    La presenza di un chip NFC non esclude comunque la possibilità che la tecnologia risulti momentaneamente disattivata. Per attivare l’NFC su Android bisogna passare innanzitutto per la voce di nome Impostazioni

    Da qui l’iter potrebbe subire piccole variazioni: in base al modello di smartphone di cui si è in possesso. Ma anche in base all’aggiornamento di sistema operativo in uso. 

    Il consiglio è di cercare la voce di nome Connessioni, o, in alternativa, la voce di nome Dispositivi connessi (e da qui la voce di nome Connessioni). 

    Dopodiché bisogna cercare una voce che permetta di accedere alle Preferenze di connessione e quindi alla voce di nome NFC. In determinati smartphone la voce NFC si sviluppa in una spunta specifica dedicata all’attivazione dei Pagamenti contactless.

  • 4. Come usare i tag NFC su Android
    Tag-nfc-smartphone

    Primakov / Shutterstock

    Uno smartphone dotato di tecnologia NFC può essere utilizzato in tantissimi modi. Ad esempio sta facendo discutere la possibilità di usare l’NFC per creare tasti personalizzabili per Android

    A ciò si aggiunge la possibilità di interagire con i cosiddetti tag NFC: delle specie di etichette elettroniche, che l’utente può applicare a un oggetto esterno.

    I tag NFC permettono a questi oggetti fisici di diventare più o meno smart, interagendo con gli smartphone o con altri dispositivi compatibili. 

    I tag NFC sono venduti sotto forma di adesivo o di piccolo accessorio (ad esempio un portachiavi). Possono essere acquistati da qualsiasi negozio che tratti tecnologia e vengono venduti a prezzi piuttosto abbordabili. Il singolo tag può costare anche poche decine di centesimi. Soprattutto nel caso in cui l’utente scelga di acquistarne in stock. 

    Per far sì che lo smartphone Android riconosca il tag NFC bisogna scaricare un’app dedicata. Tramite app l’utente potrà poi associare diverse funzioni all’oggetto associato. Dall’avvio di un URL alla connessione a un account. Dalla condivisione di informazioni alla connessione a una rete Wi-Fi.

    Per saperne di più: Android, caratteristiche del sistema operativo

A cura di Cultur-e
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