Il metaverso per certi versi è simile a una tela ancora bianca, che sta iniziando, solo in questo periodo, ad essere popolata da primi contenuti e servizi interattivi. Oggi è difficile immaginare i suoi futuri sviluppi. Appare però evidente che proprio l’interazione avrà un ruolo cruciale nei prossimi anni.

L’interazione tra utente e ambiente virtuale d’altronde è anche alla base del Web3: un’idea di Internet decentralizzato, in cui ogni utente può diventare creatore e fruitore di contenuti altamente personalizzati. Una rete in cui, grazie alla blockchain, potrebbero sparire persino i rapporti gerarchici attualmente esistenti tra client e server.

Il concetto di metaverso as-a-service (MaaS) è un modello di servizio che potrebbe caratterizzare il Web3. Un’idea di metaverso in cui i vari marchi potranno definire il loro spazio creando posizioni digitali in base alle esigenze di ogni singolo utente. 

Le soluzioni MaaS sembrano un elemento imprescindibile per la diffusione del metaverso: anche perché i vari protagonisti in gioco hanno visioni diverse di cosa potrebbe diventare questo spazio digitale. 

Metaverso as-a-service e personalizzazione 

Grazie alla decentralizzazione è possibile garantire che ogni metaverso sia unico, sia a livello strutturale che contenutistico. Con il modello Maas, un metaverso dedicato al mondo degli e-sport non avrebbe niente a che vedere con un metaverso pensato per usufruire di concerti ed eventi.

Gli sviluppatori si baseranno su requisiti differenti, legati a loro volta al settore di riferimento e al tipo di interazione prevista con l’utente.

Da questo punto di vista va anche considerato il possibile sviluppo di nuove piattaforme che semplificheranno la creazione di metaversi.

Basti pensare all’esempio di WordPress e Shopify, che negli ultimi anni hanno permesso a milioni di persone di realizzare facilmente siti ed e-commerce. Il tutto garantendo un livello di personalizzazione elevatissimo. 

Metaverso-as-a-service, interoperabilità e mondo fisico

Un'altra possibile evoluzione del metaverso-as-a-service è legata al concetto di interoperabilità. Oggi gli utenti accedono di volta in volta a un metaverso differente, dovendo cambiare il proprio avatar. 

In futuro le cose potrebbero cambiare: le persone potrebbero muoversi da un metaverso all’altro liberamente. Anche in questo caso l’esempio arriva direttamente dal passato e, più precisamente, da Internet: infatti un utente, per cambiare sito o pagina, non deve cambiare browser.

Per fare un esempio, si potrebbe immaginare di entrare in un metaverso di e-sport e poi spostarsi su un metaverso legato a un brand di moda, ricorrendo sempre allo stesso avatar. In questo modo cambierebbe la natura stessa dei metaversi: smetterebbero di essere isole virtuali isolate e si avvicinerebbero molto di più a diventare una “rete”. 

Il MaaS non deve puntare a sostituire la realtà fisica ma integrarsi ad essa, migliorando le esperienze fruibili nel mondo concreto.

Lo scenario potrebbe essere il seguente: una persona, visitando una casa, nota un NFT fisico esposto.

Una soluzione di metaverso-as-a-service potrebbe colmare il divario tra fisico e digitale in vari modi: ad esempio permettendo di accedere al metaverso del proprietario dell’NFT in questione, tramite una semplice scansione di codice QR.

Per saperne di più: Cos'è il Web3

A cura di Cultur-e Costruisci il tuo futuro con la connessione Fastweb