In Breve (TL;DR)
- I furti contactless col POS sfruttano la tecnologia NFC per tentare micro-pagamenti avvicinando un terminale a una carta.
- La distanza richiesta è di pochi centimetri e le transazioni sono tracciate e soggette a limiti di importo.
- Notifiche bancarie, limiti di spesa e wallet con biometria riducono ulteriormente il rischio.
Si torna a parlare di furti contactless col POS, con segnalazioni di presunti pagamenti effettuati avvicinando un terminale portatile a borse o tasche nei luoghi affollati. L’idea è semplice: sfruttare la tecnologia dei pagamenti contactless NFC per autorizzare micro-transazioni senza che la vittima se ne accorga.
Ma è davvero possibile rubare denaro in questo modo? Per capirlo bisogna analizzare come funziona un pagamento contactless, quali sono i limiti del sistema e quali scenari sono realistici.
Cos’è e come funziona la truffa contactless col POS
Con l’espressione furti contactless si fa riferimento a transazioni effettuate tramite tecnologia NFC (Near Field Communication), la stessa utilizzata quando si paga avvicinando carta o smartphone al terminale.
In teoria, un POS portatile attivo potrebbe essere avvicinato a una carta contactless presente in un portafoglio. Se l’importo è inferiore alla soglia prevista per i pagamenti senza PIN, la transazione potrebbe essere autorizzata automaticamente.
È importante chiarire che non si tratta di clonazione della carta. Non vengono copiati i dati per un utilizzo successivo, ma si parla di una transazione reale, registrata dal circuito bancario e associata a un esercente identificabile. Il POS deve essere acceso, connesso alla rete e pronto a ricevere il pagamento.
La tecnologia NFC funziona però solo a distanza molto ravvicinata, generalmente pochi centimetri. Non è possibile intercettare carte a metri di distanza o effettuare letture “invisibili” a lungo raggio. Il terminale deve trovarsi praticamente a contatto con la carta per avviare la comunicazione.
Quali sono i rischi reali dei pagamenti contactless
Dal punto di vista tecnico, uno scenario di pagamento ravvicinato è possibile, ma richiede condizioni precise: distanza minima, carta non schermata, POS operativo e importo sotto la soglia che non richiede autenticazione.
I sistemi bancari prevedono inoltre limiti di spesa, monitoraggio antifrode e notifiche in tempo reale. Molti utenti ricevono un avviso immediato per ogni transazione effettuata, rendendo più semplice bloccare tempestivamente la carta in caso di operazioni sospette.
Le transazioni contactless sono tracciabili e associate a un terminale registrato. Questo significa che eventuali pagamenti non autorizzati possono essere contestati e, nella maggior parte dei casi, rimborsati secondo le procedure previste dall’istituto di credito.
È diverso il caso di attacchi più sofisticati come i cosiddetti relay attack NFC, che prevedono l’intercettazione e la ritrasmissione del segnale tra dispositivi. Si tratta però di scenari tecnicamente complessi, molto lontani dall’idea del semplice POS nascosto tra la folla.
Come difendersi dai furti contactless
La protezione passa soprattutto dalla consapevolezza. Attivare le notifiche push della banca, impostare limiti di spesa e controllare periodicamente i movimenti consente di individuare rapidamente eventuali anomalie.
Chi non utilizza spesso il contactless può valutare la disattivazione della funzione tramite l’app bancaria. In alternativa, l’uso di wallet digitali con autenticazione biometrica, come impronta o riconoscimento facciale, aggiunge un ulteriore livello di sicurezza rispetto alla carta fisica.
Esistono anche portafogli con schermatura RFID, che limitano la possibilità di comunicazione NFC, anche se la distanza ridotta richiesta dal sistema rende già di per sé poco realistico uno scenario di lettura casuale.
Comprendere come funzionano davvero i pagamenti contactless aiuta a distinguere tra rischio teorico e allarme amplificato. La tecnologia NFC è progettata con limiti di distanza, cifratura e sistemi antifrode integrati. I furti contactless col POS non sono impossibili in senso assoluto, ma richiedono condizioni specifiche e non equivalgono a una vulnerabilità diffusa dei pagamenti digitali.
Per saperne di più: Pagamenti digitali, cosa sono, quali sono, innovazione e piattaforme
Domande frequenti (FAQ)
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Cos'è e come funziona la truffa contactless col POS?La truffa contactless si riferisce a transazioni effettuate tramite tecnologia NFC, avvicinando un POS portatile a una carta contactless per autorizzare micro-transazioni.
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Quali sono i rischi reali dei pagamenti contactless?I rischi includono la possibilità di transazioni non autorizzate in condizioni specifiche, ma i sistemi bancari prevedono limiti di spesa, monitoraggio antifrode e notifiche in tempo reale per prevenire e gestire frodi.
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Come difendersi dai furti contactless?Per difendersi, è consigliabile attivare le notifiche push della banca, impostare limiti di spesa, controllare regolarmente i movimenti e valutare l'uso di wallet digitali con autenticazione biometrica o portafogli con schermatura RFID.
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Cosa differenzia i furti contactless dai relay attack NFC?I furti contactless coinvolgono transazioni reali a distanza ravvicinata, mentre i relay attack NFC sono attacchi sofisticati che intercettano e ritrasmettono segnali tra dispositivi, ma sono scenari tecnicamente complessi e meno comuni.



