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Automobili autonome, la classificazione

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Tutti i big dell'auto promettono la guida autonoma completa, ma ancora nessuno la offre: ecco cosa c'è da sapere per non restare abbagliati dal marketing

guida autonoma

I due grandi trend degli ultimi anni nell'industria automobilistica sono stati, e sono ancora oggi, l'elettrificazione e la guida autonoma: non c'è casa automobilistica, grande o piccola e persino startup, che non stia puntando sulle tecnologie per le auto elettriche, connesse e senza conducente.

Il caso più eclatante è quello di Tesla, la casa automobilistica di Elon Musk che produce solo auto elettriche e tutte dotate del cosiddetto "Autopilot". Con questo nome commerciale Tesla chiama tutte le tecnologie di assistenza alla guida integrate sulle sue automobili: 8 telecamere, 12 sensori ultrasonici e un potente computer di bordo che elabora le informazioni ricevute per limitare gestire la velocità dell'auto e per far sterzare il veicolo autonomamente per cambiare corsia.

In più Tesla offre anche la cosiddetta "Full Self-Driving Capability", che in italiano si può tradurre con "capacità di guida autonoma completa" e che consiste nella capacità dell'auto di viaggiare da sola verso una destinazione impostata nel navigatore satellitare, di cambiare corsia da sola, di parcheggiarsi da sola, di uscire da sola da un parcheggio di leggere e seguire i segnali stradali e, in futuro, anche di muoversi autonomamente nel traffico cittadino.

Tesla, però, a luglio 2020 è stata multata dal Tribunale di Monaco in Germania per pubblicità ingannevole perché, si legge nella sentenza, con il termine "pilota automatico" si lascia intendere al guidatore che può disinteressarsi alla guida mentre, al contrario, anche quando è attivo l'Autopilot la responsabilità della conduzione dell'auto resta in capo al guidatore.

Quel che è certo, però, è che Tesla parla apertamente di "Autopilot" e "Full Self-Driving Capability", ma evita accuratamente di dichiarare il livello SAE dei suoi sistemi di assistenza alla guida.

Guida autonoma: i livelli SAE

guida autonoma livelli sae

SAE International è una associazione formata da oltre 128 mila ingegneri e tecnici del settore automotive e aerospazio (SAE sta proprio per "Society of Automotive Engineers") e nel 2014 ha emanato lo standard SAE J3016 per classificare i diversi livelli di guida autonoma. I livelli SAE sono sei: da Level 0 a Level 5.

Al crescere del livello SAE corrispondono capacità sempre maggiori dell'auto di fare a meno del conducente e, allo stesso tempo, corrisponde una sempre minor responsabilità del guidatore (che con il livello 5 diventa un semplice passeggero) in caso di incidente

Almeno in teoria, poi, la responsabilità che non ha più il guidatore l'acquisisce il costruttore, motivo per cui la maggior parte delle case automobilistiche non ha ancora ufficializzato auto a guida autonoma di livello 4 e 5.

In un'auto di livello SAE 0 non c'è quasi alcun automatismo di guida, a parte la frenata automatica d'emergenza. Le auto di livello 0 possono avere dei sistemi di avviso, come il monitoraggio dell'angolo cieco o quello di mantenimento della corsia, ma è sempre il conducente a manovrarle, mai l'elettronica.

Con il livello SAE 1 iniziano ad arrivare le prime automazioni, come il "lane centering" (mantenimento automatico della corsia) e il Cruise Control adattivo, cioè la capacità dell'auto di accelerare o frenare per mantenere la velocità impostata e la distanza di sicurezza dall'auto che la precede.

Nelle auto con livello SAE 2, invece, i sistemi elettronici riescono sia a sterzare che a frenare, quindi sono presenti sia il lane centering che il cruise control adattivo. Molte vetture di segmento C o superiore oggi sono dotate di tecnologie di questo tipo.

Con il livello SAE 3 arrivano sulle auto le prime tecnologie in grado di guidare il veicolo in modo autonomo, ma solo in determiante condizioni (e tali tecnologie devono essere studiate affinché non si attivino se tali condizioni non sono soddisfatte). Un esempio di tecnologie del genere è il cosiddetto "traffic jam chaffeur", che sarebbe l'applicazione del cruise control all'ambito urbano: se siamo in coda ad un semaforo o in mezzo al traffico l'auto è in grado di seguire autonomamente il flusso degli altri veicoli, accelerando, sterzando e mantenendo la corsia.

A partire dal livello SAE 4 si entra in quella che è possibile definire vera guida autonoma: non è richiesto l'intervendo del guidatore, l'auto fa tutto da sola. Lo standard SAE J3016 prevede che nelle auto di livello 4 possano non esserci né pedali né sterzo. Auto del genere possono essere, ad esempio, i taxi a guida autonoma.

La differenza tra livello SAE 4 e livello SAE 5 è sottile ma sostanziale: con il livello 4 gli automatismi si possono attivare solo in determinate condizione, con il livello 5 possono farlo sempre.

Cosa sono gli ADAS

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Con il termine ADAS si intendono gli "Advanced driver-assistance systems", cioè i sistemi avanzati di assistenza alla guida. Gli ADAS sono, in pratica, il cruise control, il lane centering, la frenata automatica d'emergenza e così via. Gli ADAS, quindi, non vanno confusi con i livelli SAE: al contrario, per raggiungere un livello SAE è necessario integrare nell'auto una serie di ADAS.

Tuttavia, è bene specificare anche che la scelta degli ADAS spetta al costruttore dell'auto: è possibile ottenere un veicolo con guida autonoma di livello X usando alcuni tipi di ADAS, oppure altri. Allo stesso tempo, lo stesso ADAS si può realizzare usando una tecnologia oppure un'altra.

L'esempio classico è il differnente approccio verso la guida completamente autonoma che hanno Tesla e Waymo (la controllata di Google che sta sviluppando le tecnologie di guida autonoma). Tesla, come già accennato, usa solo telecamere e ultrasuoni mentre Waymo usa anche radar e LiDAR.

La filosofia di Waymo, inoltre, si basa su una mappatura preventiva delle strade e sulla lettura in tempo reale dei segnali stradali e degli oggetti, veicoli e persone presenti durante la marcia. Quella di Tesla, invece, non prevede alcuna mappatura ma l'applicazione di sofisticati algoritmi di machine learning alle immagini riprese in tempo reale.

A cura di Cultur-e
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