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Classificazione dei caratteri (Aldo Novarese)

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Graphic designer e tutti coloro che per lavoro creano contenuti per il web devono saper scegliere i caratteri giusti: scopriamo tutti quelli esistenti

Caratteri Shutterstock

Scegliere un carattere può sembrare banale, ma determina, al pari di altri aspetti considerati importanti, la buona riuscita di un progetto. Lo comprendono bene i graphic designer, che dedicano alla loro selezione tempo e impegno. 

Esistono tantissime tipologie di caratteri, divise in famiglie, ognuna con delle caratteristiche precise e ognuna perfetta per raggiungere diversi obiettivi. Conoscerli è importante per tutti coloro che vogliono creare contenuti per il web e non solo.

La scelta di un carattere può rendere esteticamente piacevole, accattivante e capace di catturare l’attenzione un manifesto pubblicitario, un report, una tesi universitaria e tanto altro ancora. Sbagliare può portare ad un fallimento dei propri obiettivi a causa della leggibilità del messaggio che si vuole inviare.

Caratteri: cosa sono

caratteri

Credits Shutterstock

Il carattere è una forma grafica, o una figura, di un numero, di una lettera alfabetica o un segno di punteggiatura. È composto da diversi elementi, delle strutture chiamate aste, che a seconda delle proprie esigenze possono essere dritte, ricurve, centrate e in altri modi. 

Sono presenti aste orizzontali (detti bracci), aste verticali, aste ascendenti, discendenti e aste montante. Elementi che si possono ritrovare in un carattere sono becchi, cravatte, dorsi, occhielli, gambe, incroci, code e altri. 

Il corpo del carattere è la sua dimensione e viene espressa in punti. I caratteri si possono disegnare in minuscolo o maiuscolo, tondo chiaro, tondo neretto, corsivo chiaro o corsivo neretto.

La parte finale di un carattere viene definita grazia, ed è un elemento che, con la sua presenza ed assenza, influisce in maniera preponderante sulle diverse classificazioni. Altri elementi che vengono presi in considerazione sono il rapporto tra altezza e larghezza, eventuali chiari-scuri e la tipologia di aste.

Per identificare i caratteri digitali si utilizza il termine font. Tutti i software di editing di testo ne mettono a disposizione differenti appartenenti a diverse famiglie per permettere agli utenti di scegliere tra una vasta gamma e di raggiungere i propri obiettivi.

La presenza di un gran numero di caratteri ha portato alla necessità di una loro catalogazione. Sono stati fatti diversi tentativi, ma il più riuscito, apprezzato e diffuso in Italia è senza ombra di dubbio quello portato a termine da Aldo Novarese

Chi era Aldo Novarese, esperto di caratteri tipografici

Caratteri in legno

Credits Shutterstock

Aldo Novarese è stato un artista italiano che si è occupato di fotografia, pittura, disegno e illustrazione. È diventato famoso, fin da prima della sua morte, avvenuta nel 1995, per la realizzazione di caratteri tipografici e per la sua accurata classificazione dei caratteri.

Nato nel 1920, fin dagli anni 30 del ‘900 ha iniziato un percorso di formazione che lo ha portato a frequentare importanti scuole italiane, come la Scuola per artieri stampatori di Torino e Scuola Tipografica e di Arti Affini Giuseppe Vigliardi-Paravia di Torino.

È in questi contesti che conosce Alessandro Butti, che lo invita a collaborare alla Fonderia Caratteri Nebiolo. Vi lavorerà per oltre 40 anni, diventando direttore dello studio.

Nella Fonderia di Nebiolo, Novarese crea numerosi caratteri di successo, che si diffusero rapidamente in tutto il mondo. Suo è stato il tentativo, insieme a Butti, di creare un corrispondente italiano del carattere svizzero Helvetica, che stava sbaragliando la concorrenza.

In età da pensione, lasciato il lavoro alla Fonderia di Nebiolo, ha continuato a collaborare con altre realtà, fino all’anno della sua morte. Nel 1956, nel pieno della sua carriera, Aldo Novarese ha proposto una schematizzazione dei caratteri esistenti che viene ancora oggi utilizzata come punto di riferimento.

La classificazione dei caratteri di Aldo Novarese: come riconoscerli

Graphic Designer

Credits Shutterstock

Aldo Novarese ha individuato 10 famiglie di caratteri: lapidari, medievali, veneziani, transizionali, bodoniani, scritti o calligrafici, ornati, egiziani, lineari o bastoni, fantasie. 

I caratteri lapidari riprendono lo stile romano, quello presente su molti monumenti antichi, e vengono chiamati anche capitale quadrata o maiuscola elegante. La loro terminazione è ben riconoscibile, poiché è di 30 gradi rispetto ad una base completamente piatta e forma con essa un angolo acuto. Tra le aste vi è poco contrasto.

I medievali, detti anche gotici, hanno forme piene di angoli e allungate. Esteticamente apprezzabili, venivano utilizzate principalmente nel periodo di Gutenberg. Oggi vengono scelte raramente dai designer per via della scarsa leggibilità.

I veneziani, o umanistici, sono apparentemente simili ai lapidari, ma hanno le terminazioni arrotondate e l’asta che si conclude su una base concava. Sono eleganti e ben leggibili. 

I caratteri transizionali hanno le aste orizzontali sottili, grazie lineari che si accordano ad una base piatta con una piccola curva. Sono molto semplici da leggere e per questo motivo, sono estremamente diffusi soprattutto tra i documenti formali. Tra quelli più conosciuti e amati appartenenti a questa famiglia c’è il Times New Roman.

I bodoniani, che prendono il nome dal designer Giambattista Bodoni, hanno delle aste molto possenti e contrastate. Le grazie sono sottili e si uniscono all’asta verticale formando un angolo retto. Hanno un aspetto elegante, sono facilmente leggibili se il corpo è grande. 

Nei testi fitti, in cui la dimensione del carattere è ridotta, è sconsigliato l’utilizzo di caratteri bodoniani

I caratteri scritti, o calligrafici cercano di riprendere una scrittura a mano. Hanno molte variazioni, in relazione al tipo di strumento di scrittura che si vuole riprodurre, ad esempio penne, matite, pennarelli o altro ancora. Possono avere grazie molto evidenti e altre decorazioni. Il loro uso è limitato.

Gli ornati sono caratteri che presentano delle decorazioni e delle ombreggiature. Generalmente sono formati solo dalle sole lettere maiuscole e vengono utilizzati nei documenti come capilettera.

I caratteri egiziani hanno grandezza quasi uniforme e aste molto spesse. Sono altamente leggibili, ma sono poco indicati per essere utilizzati nei testi lunghi.

I lineari, conosciuti anche come bastoni, sono totalmente privi di grazie. Le aste sono uniformi e hanno un aspetto moderno. Tutti quelli che non rientrano in queste famiglie, vengono classificati come fantasie.

Per saperne di più: I tool più usati dai Designer

A cura di Cultur-e
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