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Cosa sono le dorsali e a cosa servono

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Cosa sono le dorsali e a cosa servono FASTWEB S.p.A.
La fibra ottica costituisce la base di ogni dorsale Internet
Internet
Il ruolo e lo sviluppo delle infrastrutture che connettono tra loro grossi segmenti strategici della Rete e i core router

Il termine dorsale Internet (Internet backbone in inglese) è utilizzato per indicare quelle vie di comunicazione che connettono tra di loro grossi segmenti strategici della Rete e i core router (router di grandi dimensioni e capacità, in grado di mettere in contatto tra loro i diversi pezzi della Rete di telecomunicazione globale utilizzando differenti protocolli di comunicazione).

 

Linee pprincipali di fibra ottica

 

Queste autostrade della Rete sono gestite, a seconda dei casi, da enti governativi, accademici o commerciali e permettono, per mezzo dei cosiddetti Internet Exchange Point (traducibile con "punti di interscambio" in italiano), che il traffico di dati di Rete fluisca liberamente tra nazione e nazione, tra continente e continente. Questo sistema può essere equiparato a quello della spina dorsale negli esseri umani, che trasmette e riceve informazioni neurali a e da molte altre parti del corpo in maniera efficiente e organizzata.

L'infrastruttura della dorsale

La "struttura portante" di ogni dorsale è costituita da una serie di cavi di fibra ottica intrecciati tra loro per aumentarne capacità e portata. In gergo tecnico queste vengono chiamate linee principali e se ne possono contare diverse decine per ogni portante.

La scelta della fibra ottica è facilmente spiegabile. A differenza di altri mezzi di trasmissione utilizzati in ambito web, la fibra garantisce alte velocità di trasmissione legate ad una banda di trasporto dati sufficientemente ampia per i compiti richiesti; il segnale luminoso che viaggia attraverso i cavi trasparenti non è troppo soggetto al fenomeno fisico dell'attenuazione e non ha bisogno di moltissimi ripetitori di segnale per coprire lunghe distanze; sono totalmente immuni al fenomeno dell'intonazione o rumore e ad altre forme di interferenza elettromagnetica, che invece affliggono i mezzi di trasmissione elettrici (come il doppino di rame).

 

Mappa di alcuni collegamenti Internet sottomarini

 

Le maggiori dorsali mondiali si trovano sott'acqua. Più precisamente sul fondale dell'Oceano Atlantico, a connettere il continente Nordamericano con l'Europa. Anche altre parti del mondo, però, stanno conoscendo un notevole sviluppo (sia nella capacità di trasmissione dei dati sia nell'estensione e nella copertura del territorio) delle dorsali. L'Onu, per mezzo dell Escap (Economic and Social Commission for Asia and the Pacific, Commissione economica e sociale per l'Asia e il Pacifico), ha pubblicato una mappa interattiva della macroregione Asia-Pacifico per svelare i percorsi e i transiti di queste autostrade dell'informazione.

L'obiettivo è ottimizzare e favorire gli investimenti per lo sviluppo in quelle aree non coperte dalle dorsali digitali e, per questo, tagliate fuori dalla comunicazione telematica con il resto del mondo.

Divario digitale, divario sociale

La presenza o meno di queste vie di comunicazione digitale fa, il più delle volte, da discrimine tra nazioni più o meno sviluppate sia sotto il profilo economico sia sotto quello sociale. "In Asia e nel Pacifico – sottolinea Noeleen Heyzer, segretario esecutivo dell'Escap – quello che solitamente chiamiamo digital divide si traduce in un divario di risorse, in un divario di genere, in un divario educativo e in un divario conoscitivo. La crescente disuguaglianza diventa una delle sfide più grandi nella macroregione Asia-Pacifico e il progresso tecnologico ha spesso finito con l'accrescere le distanze tra chi ha possibilità di accedere ad un sistema educativo funzionante e chi non ha questa possibilità".

 

Noeleen Heyzer

 

Sull'argomento è intervenuto anche il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, che ha sottolineato come lo sviluppo di un adeguato network comunicativo, che vada a implementare la rete delle dorsali digitali della macro-regione, possa aiutare a ridurre il gap, fornendo uno stimolo decisivo al miglioramento delle condizioni di vita nei Paesi più disagiati della zona.

Il progetto

Alla realizzazione della mappa interattiva ha partecipato l'International Telecommunication Union dell'Onu (Unione internazionale delle telecomunicazioni), l'ente che si occupa di definire gli standard nel campo delle comunicazioni e nell'uso delle onde radio. I dati, quindi, sono più che affidabili e rappresentano uno strumento molto utile per pianificare investimenti nelle aree interessate.

 

Schermata della mappa digitale del progetto Itu

 

Il progetto, chiamato Itu (Interactive Terrestrial Transmission), vuole infatti permettere una più stretta collaborazione tra legislatori e investitori nel settore dei network di comunicazione. In questo modo, si pensa, dovrebbe essere più semplice individuare le aree sulle quali investire. Nella macroregione Asia e Pacifico, infatti, sono presenti aree profondamente differenti, dove la penetrazione delle dorsali digitali tocca picchi del 40% circa (come in Corea del Sud) o è completamente assente (come ad esempio nel Myanmar, dove la penetrazione si aggira attorno allo 0.01%).

Quale tipo di sviluppo?

"Abbiamo già visto significativi progressi nell'ambito delle connessioni a banda larga – ha evidenziato il segretario generale dell'Itu, Hamadoun Touré -. Merito dell'installazione di nuovi cavi sottomarini che hanno permesso di raggiungere molte nazioni. A ciò si aggiunge lo sviluppo di un network di reti nazionali e trans-nazionali in fibra, senza contare lo sviluppo della connettività mobile e del wireless".

L'area dell'Escap è ora interessata da una serie di importanti investimenti volti a realizzare network di trasporti tra i vari Paesi membri. L'Asian Highway e il Trans-Asian Railways permetteranno di collegare diverse zone della macro-regione sia via treno sia con mezzi gommati (automobili, autotreni, ecc.). I network comunicativi potrebbero muoversi e svilupparsi seguendo la stessa rotta delle nuove vie di comunicazione in fase di realizzazione: durante l'implementazione di queste ultime basterebbe prevedere anche la posa delle dorsali di fibra ottica.

Le dorsali del futuro

L'operatore giapponese NTT sta sviluppando e testando una nuova tipologia di cavo di fibra ottica che dovrebbe andare ad "armare" le nuove dorsali da qui a un decennio. Puntando con forza sulla tecnologia multicore, ha realizzato un cavo di fibra ottica – dall'ampiezza "usuale" di 125 micrometri – all'interno del quale sono presenti ben 12 core multimodali. Tenendo conto delle moderne tecnologie di realizzazione di cavi multimodali, ci troviamo di fronte a fasci di fibra ottica capaci di gestire fino a 14.400 fasci laser ognuno dei quali dotato di una velocità di connessione di 100 gigabit al secondo. Ciò vuol dire che ogni cavo di fibra supporta una velocità di 1,44 petabit al secondo (1,44 milioni di gigabit): sufficiente per garantire alte prestazioni e grande stabilità nella trasmissione di dati da un capo all'altro dell'oceano. L'ideale, insomma, per realizzare dorsali capaci di sostenere la crescita del traffico dati che si prevede nei prossimi anni e far sì che settori come quello dei big data o dell'alta finanza possano usufruire di connessioni veloci e affidabili allo stesso tempo.

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TAGS: #internet #rete #digital divide #fibra ottica

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