Fastweb

Il Dns, ecco a che cosa serve

come cambiare dns iphone Internet #iphone #apple Come cambiare DNS all'iPhone e iPad Il cambio dei DNS consente di velocizzare la navigazione in caso di connessione lenta. Sull'iPhone e sull'iPad richiede pochi istanti
ISCRIVITI alla Newsletter
Autorizzo il trattamento dei dati di contatto per l’iscrizione alla newsletter e per la ricezione di mail di carattere informativo e commerciale. Informativa e condizioni di utilizzo.
Il Dns, ecco a che cosa serve FASTWEB S.p.A.
Cos’è il DNS e come funziona
Internet
Introduzione al Domain Name System: cos'è, come funziona e come si usa

Cos’è il DNS e come funziona

Oggi chiunque sa cos’è un dominio (es. fastweb.it), ogni giorno scriviamo domini sul browser per consultare i nostri siti preferiti ma è importante sapere che in realtà per i server, i router e l’architettura di rete in generale  il dato più importante è l’indirizzo IP (Internet protocol address), il famoso numero di quattro terzette divisi dal punto es: 62.101.76.232.

L’indirizzo Internet del sito www.fastweb.it è 62.101.76.232 al quale risponde il server web che fornisce le pagine del portale.

La funzione del  sistema degli indirizzi dei domini (DNS: domain name system) è quello di evitare di dover ricordare l’indirizzo IP di ogni sito o server che vogliamo visitare.

Il DNS non è altro che un grande archivio gerarchico e distribuito in cui ci sono le corrispondenze tra i domini e gli indirizzi IP.

All’interno inoltre si possono avere più riferimenti per ogni dominio utilizzando la parte antecedente allo stesso, per esempio sul dominio fastweb.it abbiamo il suffisso www che punta ai server che erogano le pagine web del portale, all’indirizzo shop.fastweb.it abbiamo i server del sito di shopping.

Il sistema dei domini è organizzato in modo gerarchico potremmo assimilarlo alla gerarchia degli indirizzi di un sistema postale: nazione, provincia, città, via e civico.

La gerarchia si sviluppa partendo da destra verso sinistra dell’indirizzo, il primo valore (es. .it del dominio www.fastweb.it) viene chiamato top level domain, esistono due grandi categorie di top level domain: i nomi generici ed i nomi delle nazioni.

Nomi generici

- COM

- NET

- ORG

- EDU

- MIL

- GOV

Paesi

- It :italia

- Fr: francia

- Jp: giappone

- Ru: romania

- De: germania

- Ecc…

Di seguito elenco completo http://www.iana.org/domains/root/db/ dei top level domain governato dallo IANA (http://www.iana.org/), l’ente che si occupa della gestione degli indirizzi IP e dell’architettura dei DNS.

Dopo il dominio top abbiamo il sotto dominio (es. fastweb) che rappresenta un’organizzazione con la sua infrastruttura ed in ultimo, sempre separato dal punto, il servizio (es. www rappresenta il servizio web). Molte volte, come il caso del possessore di un blog, il sotto dominio coincide con i server del fornitore dell’hosting web.

La mole di dati che un server DNS deve gestire è enorme per questo motivo l’archivio è organizzato in modo distribuito in aree chiamate “zone”.

Ogni zona viene controllata da un massimo di 13 server dns i quali hanno tutte le informazioni sull’area di competenza, questi server sono chiamati server autoritativi.

I primi server autoritativi sono quelli associati alla radice dei domini o top level domain e vengono infatti chiamati root name server i quali  forniscono le indicazioni a tutti i DNS server del mondo in merito ai domini top-level. I root server DNS sono 13 (nominati dalla lettera A alla M) in tutto il mondo ma hanno un sistema di replica che consente di dare la giusta ridondanza su un altro centinaio di server localizzati, per esempio esiste in Italia una replica presso il MIX (http://www.mix-it.net/).

I DNS radice a loro volta delegano ad altri name server la gestione del  dominio di primo livello, in Italia la delega viene assegnata ai seguenti DNS server che diventano autoritativi per il .it:

- dns.nic.it

- nameserver.cnr.it

- m.dns.it

- j.dns.it

- r.dns.it

- s.dns.it

A loro volta questi server contengono le informazioni su tutti i DNS sotto il .it ed in particolare le informazioni sui DNS autoritativi a cui sono state delegate la gestione delle sotto zone.
Nei  server autoritativi troviamo i valori originali di corrispondenza tra indirizzi internet ed i servizi relativi al dominio (e.mail, sito web, ecc..) in sostanza i server dove sono memorizzati i 5 campi visti in precedenza.

Le deleghe a questi server autoritativi in Italia vengono date da coloro che gestiscono la registrazione dei domini, in Italia l’ente ufficiale è il http://www.nic.it/.

In sostanza è come se la regione volesse sapere la posizione anagrafica di un cittadino sul suo territorio non conosce il dato ma sa quale il comune a cui a delegato la raccolta e l’aggiornamento del dato.

Nomi degli spazi di dominio

Fonte mappa: wikipedia

Per rendere ancor più efficiente il sistema i tanti DNS in rete supportano la funzione di cache, vale a dire memorizzano gli indirizzi ip dei domini già richiesti in modo da non dover richiedere agli altri server DNS l’informazione. Al fine di evitare disallineamenti tale informazione nella cache ha un tempo di vita che non supera il giorno oltre il quale viene richiesto il dato al DNS autoritativo.

Per chiarire il funzionamento del DNS vediamo come il nostro PC ed in particolare il nostro browser lo utilizza quotidianamente nelle nostre navigazioni.

  1. Scriviamo sul browser l’indirizzo www.wired.com
  2. Mentre noi aspettiamo il caricamento della pagina, il nostro browser chiama un programma detto risolutore (resolver) il quale agisce da client per interrogare il DNS. Tipicamente verrà interrogato il DNS server fornito dal nostro operatore di connettività al quale verrà chisto di sapere l’indirizzo IP del server web (www) di wired.com (il protocollo utilizzato per queste interrogazioni è l’UDP (http://it.wikipedia.org/wiki/User_Datagram_Protocol).
  3. Se il DNS del provider non ha in cache tale informazione effettua una richiesta al DNS root server per sapere qual è il DNS autoritativo che cura il dominio top level .com
  4. Il root server restituisce al DNS del provider la lista degli IP dei DNS autoritativi per il .com
  5. Il DNS dell’operatore interroga il primo DNS server della lista e chiede info sul dominio www.wired.com, il DNS ritorna l’indirizzo IP del DNS server autoritativo del dominio richiesto
  6. Il DNS dell’operatore interroga l’ultimo DNS per ricevere l’IP finale del dominio e lo passa al browser
  7. Il browser finalmente chiama il server web dove risiedono le pagine di wired.com

Come configurare e cambiare il DNS

La configurazione del DNS sul nostro computer è un non problema in quanto tutti I provider assegnano il server DNS in modo automatico ed il nostro pc di base è configurato per ricevere tale configurazione in automatico.

Per cambiare le impostazioni del DNS o controllare la corretta configurazione bisogna andare dal pannello di controllo nell’area dedicata alla rete e cliccare sulle proprietà della stessa quindi selezionare la voce relativa a “protocollo Internet TCP/IPv4”, l’output è l’immagine in basso.

Configurazione DNS

Da questa maschera si potrà modifica il DNS ed impostare un DNS diverso da quello assegnato in automatico dal nostro provider.

Come capire quale DNS stiamo usando

Per capire quale DNS stiamo utilizzando e se vogliamo esplorare il sistema dei domini basta utilizzare il comando nslookup.

Semplicemente per lanciarlo andiamo sul menu start di windows e scriviamo dal prompt (dove si cercano i programmi): cmd
A questo punto digitate: nslookup
A video verranno mostrati l’indirizzo e relativo IP del DNS che stiamo utilizzando.

Il tool nslookup è molto potente e si possono fare tante interrogazioni agli archivi dei domini per approfondimenti leggi la guida (link: http://it.wikipedia.org/wiki/Nslookup).

Curiosità: il file hosts.txt

Ai tempi di ARPANET agli arbori della rete il DNS non esisteva ma era rappresentato da un file di testo che i computer collegati in rete si scambiavano in cui erano registrate le corrispondenze tra gli indirizzi IP ed  i nomi dei domini. Ogni volta cambiava un indirizzo o ne venivano inseriti di nuovi ogni computer in rete doveva aggiornare il file hosts.txt.

La curiosità è che questo file è tuttora presente nei nostri pc ed è ancora utilizzato dal browser,  cercate il file di “hosts” ed aprite il file con notepad, all’interno trovate uno sotto l’altro prima l’indirizzo IP e poi il nome di dominio.

Quando digitate l’indirizzo (es. http://www.wired.com) il browser, prima di contattare il DNS server, cerca nel file di hosts se esiste un riferimento al dominio inserito.

Un effetto divertente di questo funzionamento è che potremmo inserire una riga nel file contenente l’indirizzo IP del nostro blog ed il dominio www.wired.com, il risultato sarà che digitando http://www.wired.com il browser mostrerà il blog invece del sito originario.

Qui di seguito l’elenco dei principali servizi DNS italiani:

 - DNS Fastweb

 - DNS Alice Telecom Italia

 - DNS Infostrada/Libero

 - DNS Tiscali

 - DNS Vodafone

 - DNS TeleTu

 - DNS Google

 - OpenDNS

La Redazione

Ti piace
questo
articolo?
Iscriviti alla nostra Newsletter

Riceverai settimanalmente le notizie più
interessanti sul mondo della tecnologia!

Autorizzo il trattamento dei dati di contatto per l’iscrizione alla newsletter e per la ricezione di mail di carattere informativo e commerciale. Informativa e condizioni di utilizzo.
TAGS: #dns #ip #indirizzo ip #internet #dominio

© Fastweb SpA 2017 - P.IVA 12878470157
ChiudiChiudi Questo sito usa cookies di profilazione, propri e di terzi, per adeguare la pubblicità alle tue preferenze.
Clicca qui per maggiori informazioni o per conoscere come negare il consenso. Se chiudi questo banner o accedi ad altri elementi della pagina acconsenti all'uso dei cookies.