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Cos'è una CDN? Caratteristiche, vantaggi e storia del Content Delivery Network

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Una CDN, o Content Delivery Network, permette di distribuire contenuti online in modo più veloce e stabile. Ecco come funziona

Content Delivery Network Shutterstock

In Breve (TL;DR)

  • Una CDN (Content Delivery Network) è una rete di server distribuiti in diverse aree del mondo che permette di diffondere contenuti digitali in modo più rapido ed efficiente agli utenti.
  • Questa tecnologia riduce i tempi di caricamento dei siti web indirizzando le richieste verso il server più vicino alla posizione dell’utente, migliorando velocità e stabilità della connessione.
  • Le CDN sono utilizzate da piattaforme di streaming, servizi online e siti ad alto traffico per gestire grandi quantità di dati e garantire prestazioni più affidabili.

Internet permette di accedere in pochi secondi a siti web, video in streaming, servizi cloud e applicazioni online utilizzate ogni giorno da milioni di persone. Per rendere possibile questa esperienza veloce e stabile è necessario che i contenuti digitali vengano distribuiti in modo efficiente agli utenti, indipendentemente da dove si trovino nel mondo.

È proprio qui che entrano in gioco le Content Delivery Network, spesso abbreviate con la sigla CDN. Si tratta di infrastrutture di rete composte da numerosi server distribuiti geograficamente che hanno il compito di consegnare dati e contenuti online nel modo più rapido possibile.

Grazie alle CDN le piattaforme digitali possono ridurre i tempi di caricamento, gestire grandi volumi di traffico e garantire un’esperienza più fluida agli utenti.

Cos'è un Content Delivery Network o CDN

Credits Shutterstock

I Content Delivery Network sono una rete nella Rete, composti da centinaia di server sparsi nei cinque continenti che ospitano gli stessi contenuti (solitamente file multimediali, elementi di siti web o risorse utilizzate da applicazioni online), rendendoli disponibili ai computer di tutto il mondo.

Lo scopo è ottimizzare il processo di consegna dei contenuti ai vari nodi della Rete garantendo che eventuali picchi di richieste non abbiano effetti negativi sulle prestazioni del server.

Soprattutto quando si ha a che fare con file multimediali, come ad esempio lo streaming live di eventi televisivi o di film, sistemi centralizzati basati su un singolo server di distribuzione possono subire un notevole degrado delle prestazioni.

Ciò ha inevitabilmente delle ripercussioni sulla qualità audio e video dei contenuti distribuiti: grazie al CDN è possibile ovviare a questo problema deviando il traffico su altri server, copia perfetta dell’originale, mantenendo inalterate le prestazioni della Rete e la qualità dei contenuti distribuiti.

Come funziona il CDN

Credits Shutterstock

Il Content Delivery Network ha un funzionamento per alcuni versi elementare. In sintesi, potremmo dire che riproduce “in sedicesimi” ciò che Internet fa su larga scala. Internet è stato progettato e realizzato secondo il principio dell'end-to-end (da estremità a estremità). Alla base di questa scelta, la volontà di rendere il funzionamento della Rete il più funzionale e lineare possibile, affidando ai due nodi estremi della catena (l'host da una parte e l'utente dall'altra) il compito di scegliere come regolare il traffico dati.

Ne risulta una struttura che, sostanzialmente, si occupa solo di far transitare le informazioni tra i due nodi, mentre il resto viene appunto affidato agli attori principali (host e utente finale).

Il Content Delivery Network riproduce in piccolo questo principio, moltiplicando i nodi-server a cui i nodi-utenti possono fare riferimento per la richiesta dei dati. Ciò permette, tra le altre cose, di ridurre la distanza tra i due nodi estremi: se in una Rete basata su un solo server l'utente è costretto a utilizzare quell'unico nodo distante magari migliaia di chilometri, grazie al CDN il traffico dell'utente viene indirizzato verso l’host presente nella rete a lui più vicina e con maggior disponibilità di banda. Il risultato è una navigazione più spedita e fluida.

Per rendere possibile e funzionante questa architettura di rete, nel tempo sono stati sviluppati tutta una serie di protocolli ad hoc. L'Internet Content Adaptation Protocol (ICAP) garantisce ad esempio la connessione tra i vari server dello stesso CDN, anche se negli ultimi anni è stato sostituito dall'Open Pluggable Edge Services (OPES); grazie all'ESI (edge side includes), un piccolo linguaggio di markup affine allo HTML, invece, è garantita la scalabilità del sistema.

Le moderne CDN utilizzano soprattutto sistemi di caching distribuito, routing intelligente e infrastrutture edge che permettono di memorizzare copie dei contenuti su server vicini agli utenti.

Un sistema si definisce scalabile quando ha la capacità di “crescere” o “decrescere”, ossia di aumentare o diminuire le sue dimensioni, in funzione delle necessità e delle disponibilità.

Qual è la storia del CDN

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La rete per la consegna di contenuti è piuttosto giovane. I primi esperimenti di tal genere vennero portati avanti a metà anni '90 dalla NEXUS International Broadcasting Association, un incubatore di imprese in ambito informatico senza scopo di lucro con sede a Milano. La prima versione commerciale del Content Delivery Network venne lanciata nel 1995 dalla stessa NEXUS e immediatamente se ne compresero le potenzialità tecnologiche e finanziarie.

Negli anni successivi il sistema venne esportato anche negli Stati Uniti e in altri Paesi occidentali ma è proprio nella patria di Internet che trovò applicazioni più interessanti e maggiori margini di sviluppo. Nel 1998 un ex-studente del Massachusetts Institute of Technology fondò Akamai, azienda leader mondiale nella fornitura di servizi CDN.

Akamai, che fornisce le sue prestazioni a giganti del calibro di Adobe, Audi, Apple, IBM, Nintendo, IKEA, Reuters e molti altri, effettua una copia mirror del contenuto dei server dell'azienda committente e ne salva varie copie su diversi server del suo network.

Sebbene l'URL resti lo stesso, l'utente viene automaticamente reindirizzato verso uno dei server Akamai, selezionato a seconda della tipologia di file richiesto e della collocazione geografica dell'utente.

Tutto ciò accade in maniera trasparente, ovvero senza che l'utente se ne accorga e, soprattutto, senza che la qualità dei servizi di cui vuole usufruire ne risenta.

Oggi il mercato delle CDN include anche altri grandi operatori globali come Cloudflare, Amazon CloudFront, Google Cloud CDN, Fastly e Microsoft Azure CDN

I vantaggi dei Content Delivery Network

Credits Shutterstock

Le reti per la consegna dei contenuti garantiscono generalmente un caricamento delle pagine web più veloci, perché possono indirizzare il traffico verso server geograficamente più vicini al nodo da cui la richiesta è partita. Minimizzano la perdita di pacchetti dati nel corso del trasferimento.

Possono contribuire a migliorare le prestazioni dei siti web e quindi indirettamente anche alcuni fattori tecnici considerati dai motori di ricerca, come la velocità di caricamento delle pagine.

Garantiscono ridondanza e scalabilità. La prima è assicurata dalla presenza dello stesso contenuto su diverse decine di server; la seconda dalla possibilità di aggiungere nuovi server o eliminarne di vecchi e non più funzionanti (o funzionali) senza che le prestazioni generali del sistema ne risentano.

Grazie alla distribuzione dei contenuti su server geograficamente vicini agli utenti, le CDN riducono i tempi di risposta del server e migliorano la velocità di caricamento delle pagine. Questo aspetto è particolarmente rilevante non solo per la user experience, ma anche per la SEO, perché è un parametro importante per ottimizzare alcuni indicatori tecnici come i Core Web Vitals.

CDN: cosa sono, come funzionano e perché migliorano le performance dei siti web

Scopri cos’è un Content Delivery Network, come funziona e perché migliora velocità, sicurezza e SEO di siti, e-commerce e piattaforme digitali

Domande frequenti (FAQ)

  • Cos'è un Content Delivery Network o CDN?
    Un Content Delivery Network è una rete composta da server distribuiti globalmente che consegnano dati e contenuti online in modo rapido agli utenti.
  • Come funziona il CDN?
    Il CDN moltiplica i server a cui gli utenti possono fare riferimento, riducendo la distanza tra loro e migliorando la velocità di navigazione online.
  • Qual è la storia del CDN?
    Il CDN è nato negli anni '90 con esperimenti della NEXUS International Broadcasting Association e ha visto il successo commerciale con aziende come Akamai.
  • Quali sono i vantaggi dei Content Delivery Network?
    I CDN offrono caricamenti più veloci delle pagine web, ridondanza, scalabilità e migliorano le prestazioni dei siti, influenzando positivamente anche la SEO.
A cura di Cultur-e
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