Vino

Vino e web, connubio in forte crescita

Sempre più spesso cantine e produttori sfruttano il web come vetrina per i loro vini. Accade anche in Italia, dove tre startup provano a colmare il gap digitale del settore
Vino e web, connubio in forte crescita FASTWEB S.p.A.

Un'arte antica. Una tradizione che affonda le proprie radici nell'antico Egitto ed è arrivata a noi attraverso secoli di tentativi, sperimentazioni, fallimenti e miglioramenti di ogni genere e tipo. La viticoltura è tra le forme di agricoltura più antiche mai praticate dall'uomo: nata nella mezzaluna fertile tra Tigri e Eufrate (nell'antica Mesopotamia), può vantare una storia ultramillenaria. Ciò non vuol dire, naturalmente, che non è capace di innovarsi e restare al passo con i tempi: il web è diventato un'immensa vetrina dove le cantine e produttori mettono in mostra le loro migliori bottiglie e gli appassionati di vino si scambiano informazioni, opinioni e consigli su cosa bere, quando bere e come bere.

Il vino online

Un esempio – anzi tre – di come il web può cambiare (e sta effettivamente cambiando) l'enologia e tutto ciò che ruota attorno a viti, filari e acini è dato da alcune startup non a caso italiane. Il nostro Paese è tra i primi produttori mondiali, con un mercato capace di produrre quasi 54 milioni di ettolitri di vino (dati riferiti alla vendemmia 2013) e di generare un fatturato di circa 4 miliardi di euro. Startup come Tannico, Vinix e MyTailoredWine nascono con lo scopo di coniugare vino, viticoltura e hi-tech in un connubio unico che permetta di ridurre il gap tecnologico che caratterizza il mondo enologico italiano.

  • Tannico. Nonostante il fatturato a nove zeri, il mercato del vino italiano fatica a sfondare online: con il suo giro d'affari di 30 milioni di euro, l'e-commerce vale poco meno dell'1% del totale. Tannico, piattaforma di vendite online ideata e sviluppata da un investitore seriale come Marco Magnocavallo, vuole replicare il modello economico delle vendite private a tempo e a sconto anche nel settore enologico. Se il buongiorno si vede dal mattino, la “giornata” per Tannico promette benissimo: sulla piattaforma son presenti circa 400 cantine per oltre 1.200 etichette, il giro d'affari è già milionario (e a breve saranno avviate le vendite anche in Germania), mentre nell'ultimo giro di finanziamenti sono stati raccolti oltre due milioni di euro. Insomma, l'idea di Magnocavallo sembra aver dato nuova linfa alle vendite di vino online e con il lancio del “Club del vino” (una sorta di abbonamento mensile con prezzo variabile tra i 39 euro e i 69 euro) il giro d'affari dovrebbe crescere ulteriormente

 

Vinix

 

  • Vinix. Nato come una sorta di piazza virtuale dove gli appassionati di vino potessero scambiare opinioni e consigli sulle loro cantine e bottiglie preferite. E, ovviamente, organizzare delle serate “a tema” nel corso delle quali degustare del buon vino in compagnia. Oggi Vinix è tra i maggiori social network dedicati al vino presenti in Rete e uno dei più grandi gruppi d'acquisto virtuali italiani. Il funzionamento è semplice e intuitivo: un utente (il “capocordata”) lancia una “campagna acquisti” per i vini di una delle cantine presenti nella piattaforma social e tenta di coinvolgere il maggior numero di persone nella compravendita. Più alto il numero di acquirenti, maggiore lo sconto che la cantina sarà disposta a concendere. Nato nel 2013, Vinix conta oggi più di 12mila appassionati iscritti e un giro d'affari di svariate migliaia di bottiglie acquistate ogni anno

 

MyTailoredWine

 

  • MyTailoredWine. Il mio vino su misura. Questa, più o meno, la traduzione del nome di questo servizio web ideato da due giovani piemontesi con il pallino della viticoltura e dell'enologia. Con MyTailoredWine si potrà diventare winemaker (o viticoltori, per dirlo nella lingua di Dante) per pochi giorni e creare da sé il proprio vino. Un'esperienza, quella del viticoltore 2.0, che si compone di cinque diverse fasi: si parte con la scelta del terroir, del territorio dove far crescere il proprio vino, per proseguire poi con la scelta del vitigno (Nebiolo, Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Syrah e Merlot) e la visita presso l'azienda enologica scelta. Si conosceranno, de visu, i viticoltori che si occuperanno della coltivazione della propria uva e del vigneto “affittato”, scegliendo e gestendo con loro le fasi della cura e della maturazione degli acini. Si passa successivamente alla vendemmia e alla fermentazione del mosto, seguendone da vicino le fasi che determinano le caratteristiche organolettiche e il carattere del vino. Nella quinta e ultima fase si passerà all'imbottigliamento e packaging del proprio nettare

Il vino sui social network

Di vino si parla diffusamente anche sui social. Diverse ricerche sociologiche ed etnografiche hanno tentato di analizzare il fenomeno da molteplici punti vista: quello del produttore, quello del distributore, quello dell'appassionato (winelover) e quello del semplice consumatore. Molto interessante, ad esempio, l'indagine netnografica (ricerca qualitativa di matrice etnografica, che intende studiare la cultura di consumo sul web, sia per fini sociologici sia di marketing) condotta dal “Centro studi etnografia digitale”.

 

 

La ricerca, condotta su oltre 7.000 tra post e interventi di varia natura su Facebook, Twitter, Instagram, forum e blog, mostra come i winelovers abbiano trovato nel web 2.0 il luogo ideale dove discutere e scambiarsi opinioni su vini, etichette, cantine e tutto ciò che riguarda il mondo enologico. Twitter, Instagram e le varie piattaforme di blogging sono i “luoghi di ritrovo abituali” della comunità di appassionati ed esperti enologi. Su queste piattaforme il vino è visto come conviviale, territoriale e rilassante. Tra gli argomenti più discussi, invece, troviamo l'enogastronomia (presente nel 51% degli interventi) seguita dal business (17%) e dalle news (15%), chiudono il turismo (3%), l’agricoltura (2%) e la sostenibilità (2%). Sui social, inoltre, non esiste sentiment negativo nei confronti delle cantine: ci si esprime sempre in termini positivi o neutri, senza mai “affondare il colpo” nei confronti di questo o quel produttore.

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