Vimeo - Paranormal Precarity

Vimeo e le webserie italiane

Amata da filmaker perch non commerciale, la piattaforma video ospita diverse webserie... precarie
Vimeo e le webserie italiane FASTWEB S.p.A.

 

Esiste un luogo del web attorno al quale, sin dal 2004, si riuniscono filmaker indipendenti, documentaristi, artisti, fotografi, certi che il loro lavoro non verrà sommerso di pubblicità e che la qualità dell'immagine dei loro sforzi creativi verrà il più possibile rispettata. Vimeo – anagramma di movie, film, ma anche video con al centro me, a testimoniare l'importanza dell'utente – è stato il primo sito di condivisone video, nel 2007, a supportare l'HD. I numeri dimostrano il bisogno che il mondo dell'audiovisivo ha di un luogo del genere: a dicembre 2011 si contavano 65 milioni di visitatori unici al mese, mentre gli utenti registrati erano 8 milioni (con un incremento di 6 milioni rispetto al 2009).

Inoltre, la creazione di Jake Lodwick e Zach Klein (che hanno abbandonato il progetto rispettivamente nel 2007 e nel 2008) si distingue dai concorrenti (YouTube, ma anche Facebook e Yahoo!) perché non consente la pubblicazione di video commerciali, videogiochi, pornografia e, soprattutto, di contenuti che non siano creati esplicitamente dall'utente che vuole caricarli. Filmati, video musicali, piccole opere d'arte; ma anche web serie.

Fra le quali vale la pena segnalare due progetti italiani molto diversi fra loro come intenti e linguaggio, ma entrambi con lo sguardo rivoltoal tema della precarietà nel lavoro. Paranormal Precarity è una serie ideata dal regista e attore Michele Coppini, scritta con l'aiuto di Paola Barile, Serena Tozzi e Massimiliano Manna, un viaggio in 5 puntate da 30 minuti l'una attraverso l'Italia del precariato. Firenze, Roma, Milano, Molise: il pellegrinaggio nella socioantropologia del disastro economico odierno compiuto da Paranormal Precarity assume le tinte fosche di un curioso reportage, dai toni ironici (vivaddio) e grotteschi (ovvero documentaristici), ben sostenuti dalla cinefila, esuberante ed empatica giovialità di Coppini, in veste di presentatore/protagonista.

Anche Michele Miele, detto Mike, attore spiantato con più di un problema con le donne, è un precario, sul lavoro e nella vita. Ma, a differenza dei Claudia, Francesco, Laura, Paolo e Maria di Paranormal Precarity, è un personaggio di finzione creato e interpretato da Vincenzo Alfieri, protagonista di Forse sono io, online dall'11/04. Una webserie dal titolo significativo, che esprime la paranoia principe di una generazione che non sa più dove sbattere la testa, non sa più fin dove sentirsi in colpa o fin dove accusare il destino beffardo, quanto incolpare la Fornero o i derivati e quanto fustigarsi ripetendosi «posso fare di più», se ridimensionare le proprie ambizioni o credere che basti essere affamati e folli. Alfieri, già molto attivo come attore nel mondo delle webserie (è stato Vince, l'avvocato sfigato di Stuck), produce e dirige una divertente commedia demenziale, compiuta e fresca, che fa delle idee la sua forza principale e trasmette energia e buonumore. Cose di cui c'è un disperato bisogno.

1 maggio 2013

Fonte: Chili Blog
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