Targhe elettroniche introdotte in California

Targhe automobilistiche elettroniche introdotte in California

I nuovi dispositivi presto disponibili anche in altri Stati consentono, tra le altre cose, di localizzare veicoli rubati o di riprodurre pubblicità
Targhe automobilistiche elettroniche introdotte in California FASTWEB S.p.A.

Era il 2010 quando lo Stato della California iniziava a pensare di introdurre le targhe elettroniche digitali; tutto ciò è da poco possibile, a partire dalla città di Sacramento,  grazie all'installazione del dispositivo noto come Rplate Pro sulla flotta di Chevrolet Bolt EV.

Il Rplate Pro è dotato di un display LCD eReader monocromatico coperto da un vetro protettivo e si alimenta grazie alla propria batteria che è comunque possibile sostituire.  Il dispositivo va quindi a sostituire la classica targa posteriore della vettura; per quanto riguarda invece la targa anteriore, essa per il momento è ancora tradizionale, perlomeno in California.

Il dispositivo, progettato per resistere a tutti i fattori atmosferici, essendo dotato di connessione Internet, permette l'accesso a vari servizi tra cui il rinnovo automatico della registrazione, la localizzazione del veicolo tramite GPS e la registrazione del chilometraggio in caso di furto. Mentre l'auto è parcheggiata è possibile proiettare sul dispositivo annunci riguardanti il servizio pubblico o pubblicità a pagamento. Proprio quest'ultima opzione si presenta come una nuova possibile fonte di guadagno per lo Stato e, allo stesso tempo, la produzione del dispositivo consente di portare al risparmio di denaro in quanto riduce la produzione e distribuzione di targhe metalliche.  L'unico modo per automobilisti e aziende di entrarne in possesso  è quello di acquistarlo presso uno dei concessionari aderenti al costo di 699$ dollari più un canone mensile di circa 7dollari.

Attualmente, nella città di Sacramento, sono 24 le automobili dotate di targa elettronica. Il dispositivo Rplate Pro è stato reso disponibile sul mercato a partire dal 1° giugno ed è in corso di sperimentazione in Arizona grazie a un progetto pilota. Analoghi progetti potrebbero presto venir lanciati anche in Texas, in Florida e nello Stato di Washington e, in un momento successivo, anche a Dubai negli Emirati Arabi Uniti.

7 giugno 2018

Fonte: newatlas.com
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