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Spreco di cibo, come combatterlo con il web e le app

Generazione Z Web & Digital #generazione z #smartphone Generazione Z, chi sono, come si comportano online Nati con lo smartphone in mano, hanno nella Rete un punto di riferimento indissolubile. Ecco chi sono i ragazzi della Generazione Z
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Spreco di cibo, come combatterlo con il web e le app FASTWEB S.p.A.
Spreco alimentare
Web & Digital
La quantità di cibo ancora utilizzabile che finisce nelle pattumiere cresce di anno in anno. Ecco come arrestare questa tendenza grazie al web

Ogni anno circa 1,6 miliardi di tonnellate di cibo (equivalenti ad un terzo della produzione alimentare destinata al consumo) vengono gettate nella spazzatura senza essere consumate. Queste le cifre dello spreco alimentare mondiale che emergono dal Waste Watcher 2014, report annuale sullo spreco di cibo che certifica in tutta la sua crudezza un fenomeno che ha un impatto non solo alimentare, ma anche economico ed ecologico. Sempre dal Waste Watcher emerge che lo spreco alimentare domestico in Italia ha un costo di 8,1 miliardi di euro (quasi 7 euro a famiglia per ogni settimana dell'anno), mentre a livello mondiale si raggiunge la cifra-record di 750 miliardi di dollari (equivalente al PIL della Svizzera). A livello ambientale, se possibile, la situazione è addirittura peggiore: per produrre le 1,6 miliardi di tonnellate di cibo poi finite nella pattumiera sono necessari 250 miliardi di litri d'acqua, 1,4 miliardi di ettari di terreno e la produzione di 3,3 miliardi di tonnellate di anidride carbonica derivante dalla produzione, trasformazione, conservazione, trasporto del cibo sprecato.

Sembrerà strano a dirsi, ma un contributo alla lotta allo spreco può arrivare dagli smartphone.

Food sharing

Al fianco del social eating, il web e gli smartphone hanno fatto nascere un'altra tendenza che riguarda il cibo. Mentre per la prima il cibo è solamente un mezzo grazie al quale fare nuove conoscenze (e magari riuscire ad arrotondare lo stipendio grazie ad un home restaurant), nella seconda il cibo è l'elemento centrale. Il Food sharing (traducibile con “condivisione del cibo”) nasce come branca della sharing economy e permette, in tutto il mondo, di recuperare tonnellate di cibo e migliaia di pasti caldi altrimenti destinati alla pattumiera. Il funzionamento è piuttosto semplice: quando qualche alimento sta per avvicinarsi alla data di scadenza e si sa di non poterlo consumare, lo si condivide gratuitamente con altre persone, magari in difficoltà economiche. In questo modo si possono ottenere due obiettivi: si riduce lo spreco di cibo e si aiuta, in maniera diretta e fattiva, le persone in difficoltà.

La tendenza, nata negli Stati Uniti e nel Regno Unito, ha rapidamente preso piede anche nel resto d'Europa, Italia inclusa. Molte le piattaforme web e mobile che permettono di mettere in condivisione il proprio cibo ed evitare che si trasformi nell'ennesimo pasto cestinato.

Breading

 

Breading

 

Tra le ultime piattaforme italiane di food sharing ad essere state rilasciate, Breading nasce dall'idea di nove ragazzi milanesi e bergamaschi e si concentra sul recupero sul pane e gli altri prodotti da forno. Funzionante su dispositivi iOS, Android e su PC (qualunque sistema operativo, l'importante è che siano collegati al web), Breading si rivolge soprattutto a fornai, panettieri e bar dai quali ritirare il pane invenduto del giorno prima e metterlo a disposizione di associazioni territoriali che effettuano la raccolta di alimenti da destinare a persone in situazione di difficoltà.

S-Cambia Cibo

 

 

Nasce a Bologna questo portale che si prefigge il nobile scopo di ridurre lo spreco di cibo attraverso lo scambio diretto di alimenti che altrimenti diventerebbero spazzatura. S-Cambia cibo è una sorta di dispensa collettiva e virtuale dove chiunque può mettere in “vetrina” i propri ARS, alimenti a rischio scadenza: in questo modo se a qualcuno dovesse servire il burro che si ha in frigo e che scade nel giro di un paio di giorni, può prenotarlo grazie all'applicazione e passare a ritirarlo. Il funzionamento, d'altronde, è piuttosto semplice: si fa una foto a ciò che si vuole mettere in dispensa, si specificano le caratteristiche fondamentali (cosa è e quando scade) e si carica il tutto sulla piattaforma. In questo modo è possibile risparmiare, rafforzare le relazioni sociali e rispettare l'ambiente.

Ratatouille

 

Ratatouille

 

La prima app tutta italiana a sbarcare sul mercato del food sharing, Ratatouille nasce dall'idea di quattro ragazzi di Treviso nel corso della HACKathon101 del 2013. Al momento disponibile solo per piattafoma iOS, questa applicazione sfrutta la geolocalizzazione per dare un duro colpo allo spreco di cibo. Ogni utente iscritto può creare un proprio frigo virtuale (geolocalizzandolo), dove riporre quegli alimenti e quei pasti che si avvicinano alla scadenza e rischiano di diventare spazzatura. Dall'altro lato della barricata, invece, si potrà effettuare una ricerca in base alla propria posizione geografica, visualizzare le dispense più vicine e verificare se dovesse esserci qualche alimento che può tornarci utile a preparare la spesa.

Last minute sotto casa

 

 

Nasce nel giugno 2014 come iniziativa rivolta ai cittadini del quartiere Santa Rita di Torino, ma ha così tanto successo che nel giro di poche settimane si espande su tutto il territorio del capoluogo piemontese. Oggi Last minute sotto casa (abbreviato in LMSC) permette di abbattere lo spreco alimentare e, al contempo, di risparmiare: il negoziante potrà inserire nel database i prodotti freschi che ha in scadenza, mentre l'utente iscritto riceverà gli aggiornamenti in arrivo dagli esercenti della sua zona. In questo modo vinceranno tutti: il negoziante che non dovrà buttare la merce; il cliente che potrà comprare qualcosa di cui aveva bisogno a prezzi vantaggiosi; e l'ambiente.

Bring the food

 

Bring the food

 

Sviluppato dai ricercatori della Fondazione Bruno Kessler di Trentoin collaborazione con la Fondazione Banco Alimentare (specializzata nella raccolta e nella distribuzione delle eccedenze alimentari), il portale Bring the food si rivolge direttamente ai grandi nomi dell'industria alimentare, della grande distribuzione e delle catene di ristorazione. L'obiettivo è raccogliere gli alimenti invenduti o i pasti già pronti ma non consumati e fornirli poi ad enti caritatevoli che si occuperanno di distribuirli alle persone che ne hanno bisogno. L'applicazione, invece, si rivolge soprattutto a privati che vogliono scambiare tra di loro le eccedenze alimentari che hanno in frigo.

Equoevento

 

 

Nata a Roma su iniziativa di cinque ragazzi, Equoevento si occupa di recuperare le ecedenze alimentari dei buffet e delle cene legate ad eventi particolari (mostre, concerti, prime cinematografiche, matrimoni, compleanni e così via), evita che il cibo sia sprecato e lo ridistribuisce a mense, enti caritatevoli e case famiglia che li utilizzano per i propri ospiti. I volontari di Equoevento si muovono su invito degli organizzatori e attendono la fine della manifestazione per recuperare il cibo ancora utilizzabile e mettere così in moto la catena della solidarietà.

FameZero

 

FameZero

 

Nata con l'obiettivo di aiutare chi è in difficoltà, FameZero divide i propri utenti in tre differenti categorie: i donatori, gli angeli e i centri di raccolta. I primi (sia privati cittadini, sia mense aziendali, ristoranti e centri della grande distribuzione) mettono a disposizione le loro eccedenze alimentari per evitare lo spreco; i secondi si occupano della raccolta del cibo e dei pasti da consegnare ai centri di raccolta che, ultimo anello della catena, effettueranno la distribuzione vera e propria nei confronti di chi ne ha bisogno.

NextDoorHelp

 

NextDoorHelp

 

Per il cibo e non solo, NextDoorHelp è un portale web (un'app Android è in fase di realizzazione) che permette di mettere a disposizione delle altre persone ciò che non si utilizza più. Gli Helper potranno così sfruttare il loro profilo per condividere cibo prossimo alla scadenza, vestiario ed oggetti di qualunque tipo ormai non più utilizzati; i Finder, invece, sfrutteranno la funzione di geolocalizzazione per trovare ciò di cui hanno bisogno.

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TAGS: #cibo #smartphone #app

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