Impronta di colore di Avatar

Spotmaps, quando il film si riassume in una JPG

Un sistema per contenere tutti i fotogrammi in sequenza e realizzare una sorta di impronta digitale di colore
Spotmaps, quando il film si riassume in una JPG FASTWEB S.p.A.

 

Un sistema per trasformare un intero film in un unico blocco di colore.Si chiama Spotmaps e riesce a contenere un intero film in un unica immagine statica: ogni fotogramma viene infatti compresso in un colore, in base a quello predominante. Questi blocchi vengono poi disposti in ordine cronologico per ogni film, 60 in ogni riga (che rappresenta un minuto di tempo sullo schermo). Il risultato è una sequenza di pixel che visualizza i contorni cromatici di un film, in un solo colpo d’occhio.

Spotmaps, ideato dal programmatore Andy Wallis, esperto nel linguaggio Python,all’apparenza non sembra avere nessuno scopo se non quello di generare curiosità e far parlare di sé. Ma a guardarlo bene, il risultato può avere diversi utilizzi, pratici e teorici. La JPG di un film, infatti, dice molto del film, a volte anche sorprendendoci. Se infatti è facile intuire che il colore blu sia predominante in Avatar, più strano è accorgersi che il beige sia l’impronta più forte di Se mi lasci ti cancello, o addirittura notare che nei film d’animazione la tavolozza sembra più varia e reale che nella fiction. Uno spunto davvero nuovo per critici cinematografici e studiosi accademici di cinema.

Ma c’è di più. Una tecnologia di questo tipo, infatti, può essere utilizzata per creare un’impronta digitale di un film, unica e irriproducibile. Sarebbe quindi possibile, utilizzando dei pixel frame di controllo, utilizzare Spotmaps per il controllo antipirateria o per la verifica su download legali di contenuti.

Finora, Willis ha caricato su Spotmaps quasi 300 film: nel sito è possibile “navigarli” per titolo, genere, o regista. 

1 febbraio 2013

Fonte: Chili, la videoteca online
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