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Secondo Elon Musk siamo vicini a sensori digitali impiantati direttamente nel cervello

open ai Web & Digital #open ai #intelligenza artificiale OpenAI, cos'è e perché è pericoloso Open AI è un'azienda creata da Elon Musk per realizzare tecnologie per l'intelligenza artificiale. Ma i primi risultati ottenuti evidenziano tutti i pericoli di questa tecnologia
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Secondo Elon Musk siamo vicini a sensori digitali impiantati direttamente nel cervello FASTWEB S.p.A.
Sensori nel cervello umano in un prossimo futuro?
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Con il progetto Neuralink, Elon Musk spera di riuscire a riparare alcune connessioni cerebrali attraverso una specie di "macchina da cucire" neurale

Mentre il mondo aspettava notizie sullo stato di avanzamento del progetto Neuralink, il New York Times e Bloomberg hanno pubblicato informazioni di un briefing e sembra che si stia rasentando la fantascienza. L'azienda di Elon Musk sostiene, infatti, che il suo robot "simile ad una macchina da cucire" sarà in grado di impiantare "fili" in profondità nel cervello umano.

I risultati finora provengono da test effettuati su cavie da laboratorio a cui sono stati impiantai circa 1500 elettrodi potenzialmente trasferibili senza particolari intoppi nel cervello umano. Dovesse funzionare, Neuralink potrebbe riuscire a riparare gravi danni neurali, ripristinando ad esempio la vista o la capacità di parlare o sentire.

Secondo quanto affermato da lui stesso, Elon Musk crede che connettere il cervello ad un computer potrebbe essere l'unico modo per mantenere vivi i progressi sull'intelligenza artificiale, riuscendo a progettare cose sempre più potenti.

Una grande rivelazione è che Musk "spera" di iniziare a lavorare su soggetti umani entro il secondo trimestre del prossimo anno.

Secondo l'articolo, i fili flessibili sono circa un quarto del diametro di un capello umano, impiantati utilizzando speciali aghi in grado di evitare i vasi sanguigni sulla superficie del cervello. Questi sensori incorporati acquisirebbero, quindi, le informazioni e le invierebbero ad un ricevitore sulla superficie del cranio. Da lì trasmetterebbe in modalità wireless - secondo Elon Musk il sistema potrebbe trasmettere le informazioni al cranio via Bluetooth. Al momento l'impianto richiede fori di perforazione, ma i ricercatori sperano che in futuro si possano usare laser per evitare vibrazioni "spiacevoli".

Il pod ricevitore sarebbe posizionato dietro l'orecchio e includerebbe il modulo wireless, la batteria ed altri componenti hardware.

Se questo sistema possa o meno funzionare nell'uomo è, ancora, non dimostrato, così come se i fili possano resistere nel tempo o meno. Quando inizierà l'evento di presentazione presso l'Accademia delle Scienze della California, speriamo di avere ulteriori risposte.

Secondo Musk, l'attuale chip v1 misura 4x4 millimetri e presenta circa 10 milioni di elettrodi in grado di "leggere e scrivere", il che sembrerebbe essere circa 1000 volte in più delle attuali migliori interfacce utilizzate per il trattamento del Parkinson.

Il presidente di Neuralink, Max Hodak, ha spiegato perché incorpora i sensori direttamente nel cervello, vicino ma non nei neuroni. Semplicemente, è l'unico modo per inviare e ricevere le informazioni necessarie, da "picchi" di attività. Anche un neurochirurgo farà parte della presentazione, e mostrerà alcuni video della tecnologia di impianto e il modo in cui un robot può installare migliaia di fili direttamente nel cervello evitando danni ai tessuti e sanguinamento. Alla fine, l'obiettivo è riuscire a farlo senza nemmeno radere la testa del paziente, anche se ha riconosciuto che le prime operazioni saranno più simili agli attuali impianti cerebrali profondi.

A breve verrà pubblicato un documento che spiegherà più nel dettaglio questo tipo di tecnologia, con tutti i risultati ottenuti finora. In una nota Musk avrebbe rivelato che "una scimmia è stata in grado di controllare il computer con il suo cervello", aprendo ad alcune preoccupazioni sull'utilizzo della sperimentazione sugli animali. Meno sorprendente è stata la sua affermazione secondo cui due persone con gli impianti potrebbero essere in grado di comunicare telepaticamente, una volta che la tecnologia sarà a regime.

In questo video lo streaming della presentazione di Neuralink:

17 luglio 2019

Fonte: engadget.com

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