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Dopo la quarantena ci sarà il revenge spending: cos'è e come funziona

Secondo diverse statistiche, non appena usciremo da casa dopo la quarantena, ci daremo allo shopping sfrenato. Ecco le categorie che saranno interessate
Dopo la quarantena ci sarà il revenge spending: cos'è e come funziona FASTWEB S.p.A.

Durante la quarantena imposta per la pandemia da coronavirus c'è stato un boom di acquisti di dispositivi elettronici, ma durante la "fase 2" tutto cambierà: sta per arrivare il "revenge spending", lo shopping compulsivo di tutto ciò che non abbiamo potuto acquistare durante l'isolamento forzato. Finanze personali permettendo, quindi, quando torneremo alla normalità molto probabilmente spenderemo molto di più per cose futili che per i famigerati "beni di prima necessità" che, insieme al materiale informatico di cui ci siamo dovuti dotare per lo smartworking e l'e-learning, sono state le uniche cose realmente utili da comprare per lungo tempo.

Ecco, allora, cosa abbiamo acquistato da marzo ad oggi e cosa acquisteremo quando potremo tornare alla nostra vita quotidiana di sempre: ce lo dicono due interessanti sondaggi eseguiti da Idealo e Wiko, rispettivamente uno dei più grandi siti di comparazione prezzi d'Europa e uno dei pochi brand europei di telefonia rimasti.

Acquisti in quarantena: cibo, fitness ed elettronica

Secondo i sondaggi, durante la quarantena ben l'85% degli italiani ha ridotto per cautela le sue spese, anche in maniera significativa, concentrandosi sui beni di prima necessità come i prodotti alimentari (82%). Il restante 18% ha speso anche per libri ed e-book, per combattere la noia da lock down. È stato il supermercato il canale di vendita preferito dagli italiani (54%), seguito dalla bottega di quartiere (46%).

Spese per l'elettronica durante la quarantena

Ma concentrarsi sui beni di prima necessità non vuol dire dimenticare l'elettronica che, anzi, in questo periodo è diventata realmente necessaria per lavorare e studiare da casa. I dispositivi più cercati su Idealo in quarantena, infatti, sono quelli per l'home office: webcam (+96053,4%), speaker per pc (+1137,8%), tavolette grafiche e accessori simili (+296,9%), laptop (+219,0%), mouse (+187,7%), tastiere per PC (+183,6%), pennini capacitivi (+179,5%), tablet (+174,2%), ebook-reader (+164,6%), powerline per potenziare la rete domestica, (+109,6%), pc all-in-one (+102,4%), monitor (+89,0%), PC classici (+80,2%). A quanto pare, quindi, il PC desktop non morirà neanche quest'anno.

Spese in fitness durante la quarantena

C'è poi da registrare un boom anche per i prodotti legati al fitness (+3909,4% nelle ricerche), visto che a lungo è stata vietata persino la corsetta in solitaria al parco: l'interesse verso questi prodotti è esploso soprattutto nel periodo 9-21 marzo 2020. In rigoroso ordine di ricerche, i prodotti per il fitness più ricercati sono: tapis roulant, pesi, cyclette, ellittica, attrezzi da palestra, panche fitness, vogatori, stepper, prodotti per ginnastica e aerobica, yoga & pilates, allenamento funzionale, tappeti elastici.

Acquisti post quarantena: il revenge spending

Ma come spenderemo i soldi dopo la quarantena? Secondo il sondaggio di Wiko per fare tutto quello di cui ci siamo privati fino ad ora, e la fine del lock down sarà celebrata dal 66% degli intervistati con una bella uscita in compagnia degli amici, per festeggiare. La seconda cosa, invece, sarà lo shopping "di rivincita": prodotti e servizi tutt'altro che essenziali, ma che ci danno soddisfazione.

Acquisto in boutique

Non siamo gli unici al mondo che faremo revenge spending: in Cina lo stanno già facendo e, nel solo primo giorno di riapertura dopo il lock down, la boutique di Hermès a Canton ha incassato 2,7 milioni di dollari. Trend simili per la ristorazione e l'intrattenimento (seppur con le limitazioni per il distanziamento sociale ancora presenti, anche in Cina). Secondo il sondaggio di Wiko ben il 70% degli italiani non vede l'ora di tornare in un teatro, al cinema, a vedere un concerto o un festival.

Molta, moltissima, prudenza in più, invece, per i viaggi: solo il 45% degli intervistati afferma di essere già all'opera per organizzarne uno, mentre il restante 55% crede sia meglio aspettare. Trend identico è stato registrato in altri Paesi che sono già in fase 2.

Uscita al ristorante

L'elettronica in fase 2: sarà crisi?

Dalla lettura dei dati sulle vendite, l'interesse all'acquisto e dalle risposte ai sondaggi emerge un grande dubbio: come sarà il mercato dell'elettronica nei mesi successivi alla fine del lock down? La domanda non è affatto da poco, visto che tanti prodotti (in particolare smartphone) non sono stati ancora presentati dai brand globali per timore che, di fatto, non esista un mercato dell'elettronica nella fase 2.

Se i soldi verranno spesi per lusso e intrattenimento, e molti ne sono stati spesi per elettronica da lavoro e non da svago, cosa si venderà domani? Il sondaggio di Wiko rivela che solo il 38% degli intervistati ha intenzione di cambiare smartphone a fine lock down, mentre il 62% preferisce aspettare.

E, infine, una domanda nasce spontanea: quanti tra i milioni di abbonamenti a Netflix, Amazon Prime Video, Disney+ e Apple TV+ stipulati in queste settimane verranno rinnovati mese per mese quando la gente non sarà più costretta a stare sul divano davanti a uno schermo?

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