Shopping online, molti utenti temono per la propria privacy

Privacy nemica dello shopping online?

Alcune impostazioni sulla privacy scoraggiano gli utenti a fare acquisti sul web
Privacy nemica dello shopping online? FASTWEB S.p.A.

Secondo una recente ricerca, quasi metà delle famiglie americane si sentono scoraggiate nell'effettuare acquisti online da alcune restrizioni sulla privacy.

Il loro interesse viene spesso bloccato nella fase del pagamento e dell'inserimento dei dati bancari, secondo quanto affermato dal Dipartimento del Commercio americano. Lo studio è stato effettuato su 41 mila famiglie nel periodo di un anno.

Il rapporto, basato sui dati collezionati dall'Ufficio Censimenti americano nel 2015 dice che il 45% delle famiglie prese in esame ha bloccato la propria sessione di acquisto una volta, mentre il 30% ha abbandonato l'acquisto almeno due volte.
Interrogati sulle varie attività che ritengono bloccanti, il 29% ha risposto che preferiscono evitare di condurre transazioni finanziarie online, il 26% preferisce evitare l'acquisto di beni e servizi, un altro 26% ha risposto che preferisce non postare su Facebook il proprio acquisto, il 19% ha detto che si sente bloccato a causa della privacy. Quando è stato chiesto loro quale fosse la più grande paura riscontrata il 63% ha risposto che ha temuto il furto di identità o la clonazione delle proprie carte.

"Per la crescita di internet è bene che gli utenti continuino a sentirsi protetti nelle informazioni personali", ha detto Rafi Goldberg, analista della privacy della NTIA in un post allegato alla ricerca. "L'analisi ha evidenziato un dato interessante e deve essere un monito per chi crea queste policy di realizzarle in un modo più chiaro e comprensibile, in modo da non spaventare l'utente medio."

Andy Mulcahy, editore di IMRG, un'associazione di rivenditori online, sostiene che la trasparenza sia la chiave per aumentare la partecipazione online. "Spesso un affare sposta il focus dell'attenzione dal fatto che chi inserisce i propri dati li rilascia all'interno di un meccanismo di tracciamento enorme, e questo è scoraggiante. Quello che bisogna fare è creare una base di fiducia e di trasparenza con l'utente, in modo che ci si senta più tranquilli di spendere online".

16 maggio 2016

Fonte: bbc.com
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