Salvare dati sul DNA, Microsoft ci sta pensando

Microsoft lavora sulla possibilità di salvare dati in una sequenza DNA

La nuova tecnologia mostra un modo interessante di conservare grossi dati in un piccolo spazio e per un lasso di tempo davvero enorme
Microsoft lavora sulla possibilità di salvare dati in una sequenza DNA FASTWEB S.p.A.

Twist Bioscience è una startup che utilizza un DNA sintetico per immagazzinare dati digitali. In questi giorni, questa azienda, ha stipulato un accordo con Microsoft e l'Università di Washington per codificare una serie di informazioni e importanti su dei geni sintetici.

I dati digitali immagazzinati in un "media" come il Cloud hanno comunque uno spazio vitale limitato. I ricercatori, però, hanno scoperto nuovi modi per racchiudere informazioni digitali in uno spazio enorme e con una "aspettativa di vita" che può durare migliaia di anni.

Quanti dati si possono salvare sui geni? Secondo gli scienziati di Harvard, circa 700 terabytes per ogni grammo di DNA. O, per dirla con un esempio da profani, come ha spiegato la CEO di Twist Bioscience Emily Leproust, "è possibile salvare tutta la conoscenza dell'umanità nel bagagliaio di una macchina".

Il costo di una sequenza genetica, oggi, è decisamente crollato. Si è passati, infatti, dai 2,7 miliardi di dollari che nel 2003 sono serviti per mappare il genoma umano, ad oggi che per mappare il proprio intero genoma su uno smartphone basterebbero circa 1000 dollari.

Ancora non ci è concesso sapere esattamente cosa Microsoft intenda salvare, su una stringa di DNA, ma la nuova tecnologia mostra un modo interessante di conservare grossi dati in un piccolo spazio e per un lasso di tempo davvero enorme.

La Twist Bioscience ha recentemente acquisito l'israeliana Genome Compiler Corporation e ha annunciato un aumento di capitale di circa 2,6 milioni di dollari entro aprile 2016, da aggiungere ai circa 81 milioni guadagnati con un crowdfunding da gennaio, per costruire una piattaforma di "fabbricazione" di DNA sintetici.

In questa fase, la startup ha continuato a svilupparsi internamente, e sebbene l'idea di rendere commerciale l'immagazzinaggio di dati nel DNA sembra ancora prematura, i test hanno dimostrato che è tutt'altro che impossibile realizzarla.

29 aprile 2016

Fonte: techcrunch.com
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