Shuttle...fritto

Le stampanti 3D per produrre cibo per astronauti...

Tra qualche decennio potrebbero essere utilizzate persino per riprodurre le cellule
Le stampanti 3D per produrre cibo per astronauti... FASTWEB S.p.A.

 

Potrebbe sembrare una storia degna di un romanzo di Asimov o Philip Dick, ma tra qualche anno le stampanti 3D potrebbero davvero riprodurre cellule, quindi cibi e altre forme organiche commestibili da consumare nello spazio.

"In questo momento, gli astronauti mangiano gli stessi cibi a rotazione di due o tre settimane", ha detto l’ingegnere Michelle Terfansky, che studia le potenzialità di riprodurre cibi in 3-D alla University of Southern California. "E ciò che mangiano non è esattamente ciò che mangiano sulla Terra."

Tra i progetti in fase di sperimentazione c’è Modern Meadow finanziato dal fondatore di Paypal, che cerca di riprodurre cibi attraverso l’utilizzo di film di cellule (dalle quali possono addirittura ricavare una bistecca), e quello della Fab@Home della Cornell University, che ha sviluppato gel chiamati idrocolloidi, che, mescolati con agenti aromatizzanti, possono produrre una vasta gamma di prodotti commestibili. Il team della Cornell ha sperimentato l’utilizzo delle stampanti 3D con diversi prodotti come banane, funghi e mozzarella, tutti con una forma piuttosto fedele a quella reale e con lo stesso sapore.

I dispositivi potrebbero richiedere meno spazio di una riserva di cibo e ogni elemento costruito su misura contribuirebbe a ridurre gli sprechi.

"In un primo momento ho pensato fosse una cosa ridicola e difficile", ha sottolineato Boris Fritz ingegnere spaziale della Northrop Grumman, che lavora su stampanti 3-D che producono macchinari ad altissima precisione. "Ma ora mi sembra ovvio e quasi inevitabile che nel giro di circa cinque anni qualcosa di simile potrebbe diventare realtà e una singola stampante potrebbe produrre un sacco di pietanze differenti.”

Nel giro di 10 anni dunque, potremmo assistere a uno scenario fedele a quello di Gattaca, e vedere le stampanti 3D impiegate in ospedali e basi spaziali, dove probabilmente è più importante prolungare la scadenza dei cibi. Ma sarà poi vero che il sapore del 3D Food possa eguagliare quello della controparte che tutti conosciamo? Per ora c’è ancora tanto tempo su cui rifletterci. 

7 febbraio 2013

Fonte: wired.com
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