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L'AI può riconoscere l'omosessualità da un'immagine?

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L'AI può riconoscere l'omosessualità da un'immagine? FASTWEB S.p.A.
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Un nuovo studio sfrutta il riconoscimento facciale per capire l'orientamento sessuale di una persona

Un studio pubblicato da due ricercatori della Stanford University, ha causato molto clamore in tutto il mondo. Il duo ha sviluppato una rete neurale che può rilevare l'orientamento sessuale di una persona solo studiando la sua faccia. Il sorprendente grado di accuratezza raggiunto dall'algoritmo ha provocato parecchie discussioni e polemiche.

Per il controverso studio, i ricercatori hanno provato la rete neurale su 35 mila immagini facciali, egualmente divise tra eterosessuali e omosessuali. L'algoritmo ha tracciato dei lineamenti che, oltre a essere momentanei come un'espressione del viso, potrebbero anche essere stati modificati geneticamente o in seguito a cure ormonali.

Una delle chiavi di ricerca è la cosidetta "teoria dell'ormone prenatale" (PHT) dell'orientamento sessuale. L'idea che c'è dietro è che l'eccessiva -o la poca- esposizione nell'utero all'ormone androgeno sarebbe respondabile dell'orientamento sessuale futuro. La ricerca ha anche notato che questo ormone agisce sul volto, il che lega alcuni tratti del viso all'orientamento sessuale.

"Normalmente, gli uomini eterosessuali hanno una grande mascella, naso piccolo e una fronte piccola. Le persone omosessuali tendono ad avere mascelle strette, nasi lunghi e fronti ampie e pochi peli sul viso" scrive uno degli autori della ricerca, Michal Kosinski, in una nota per difendere il suo lavoro.
"Al contrario, le donne omosessuali tendono ad avere dei volti più mascolini (fronte piccola e mascella grande) rispetto alle donne eterosessuali".

Quando sono state presentate diverse coppie di immagini, una con un volto di un uomo etero e un omosessuale, il programma ha riconosciuto l'orientamento sessuale di ogni soggetto con una percentuale del 81%. L'accuratezza sale al 91% quando vengono presentate 5 foto per ogni singola persona. Per le donne, il tasso di predizione, si abbassa al 71% con un'immagine e al 83% con 5.

Gli autori dello studio sono consapevoli delle problematiche che una ricerca del genere comporta. Nelle note a supporto del loro lavoro, i ricercatori spiegano che l'obiettivo del lavoro è dimostrare quali implicazioni potranno avere gli strumenti che sfruttino gli algoritmi basati sui volti.

La GLADD, l'organizzazione a difesa de LGBTQ, e la HRC (Human Rights Campaign) immediatamente hanno mostrato il loro risentimento per la ricerca. Sono state poste domande riguardo alla metodologia dello studio, ai limiti degli scopi: tutti i soggetti erano bianchi, le immagini sono pescate da siti di incontri negli Stati Uniti e non c'erano distinzioni tra orientamento sessuale, attività sessuale o identità bisessuale.

Indipendentemente dalla precisione della scienza attuale, ai ricercatori sono state poste domande di tipo morale. Perché questo è stato il primo studio? Dove si vuole arrivare?

"Immaginate per un momento le potenziali conseguenze se questa ricerca errata fosse usata come supporto a un regime brutale per identificare o perseguire persone che potrebbero essere omosessuali" dice Ashland Johnson, il Director of Public Education alla HRC. "La Stanford dovrebbe tenersi a distanza da questa scienza-spazzatura che può ledere il suo nome e la credibilità in tutto il mondo".

È stato innegabile fare ricorso alla fisiognomica, campo precedentemente deriso da tutti; questa idea, che circola da centinaia di anni, consiste nella connessione tra tratti fisici e caratteristiche delle personalità. Spesso, questa storia, insieme alla frenologia, è stata usata per giustificare comportamenti razzisti o pregiudiziali, mascherati da un velo di scienza oggettiva.

Nella pubblicazione della ricerca, Kosinski difende alcune delle classiche affermazioni fisionomiste facendo la distinzione che, se storicamente la gente non ha avuto successo nel valutare accuratamente altre persone basandosi sui lineamenti del volto, questo non vuol dire che quegli stessi tratti non siano effettivamente presenti. La conclusione dunque è che nessuno ha mai avuto la tecnologia per elaborare, in modo preciso, queste distinzioni.

Continua Kosinski: "il fatto che molti fisionomisti abbiano sbagliato su molte cose non invalida automaticamente tutto il loro lavoro; gli stessi studi dimostrano che la gente non può fare esattamente quello che i fisionomisti hanno affermato perché, ovviamente, esiste il libero arbitrio. Nonostante questo, l'affermazione che un personaggio è, in qualche modo, legato al suo aspetto, potrebbe rivelarsi esatta".

La scienza non è per niente certa del lavoro di Kosinski e del suo compagno di ricerca; il PHT è generalmente considerato solo uno dei tanti fattori che potrebbe determinare l'orientamento sessuale di una persona. Le altre misure, non così precise, che vengono monitorate dall'algoritmo sembrano abbastanza arbitrarie.

2 ottobre 2017

 

Fonte: newatlas.com

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TAGS: #intelligenza artificiale #riconoscimento facciale

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