Il linguaggio segreto dei bot

Il linguaggio segreto dei bot

Facebook ha scoperto per caso che due bot creati dalla sua divisione per l'intelligenza artificiale avevano creato un linguaggio segreto per comunicare tra loro
Il linguaggio segreto dei bot FASTWEB S.p.A.

Due chatbot hanno recentemente fatto quello che i bambini fanno spesso: creare un linguaggio segreto.
Lo scorso mese, i ricercatori di Facebook hanno scoperto che due bot sviluppati dalla divisione AI dell'azienda avevano iniziato a comunicare tra loro in un modo inaspettato. I bot, che rispondevano ai nomi di Bob e Alice, avevano generato un loro personalissimo linguaggio.

Questo tipo di linguaggio può sembrare privo di senso, o magari generato da un errore, ma i ricercatori hanno provato che si tratterebbe di una sorta di messaggio in codice. Ecco com'è andata: a giugno, Facebook ha annunciato un'iniziativa al FAIR (Facebook Artificial Intelligence Research), secondo la quale l'azienda avrebbe sviluppato dei bot in grado di negoziare.

I bots sono software in grado di comunicare sia con gli umani che con i computer per svolgere compiti come fissare appuntamenti o raccomandare ristoranti.
I bot di Facebook sono stati lasciati da soli a comunicare tra loro di quello che preferivano, senza che i ricercatori dessero loro particolari direttive, nemmeno sulla lingua da utilizzare. Di conseguenza i bot hanno iniziato ad andare a braccio col solo scopo di diventare più funzionali nel chiudere accordi.

Il fenomeno non è affatto nuovo. I ricercatori della OpenAI, il laboratorio avviato dal fondatore della Tesla, Elon Musk e dal presidente della Y Combinator Sam Altman, avevano avviato lo stesso tipo di progetto. AlphaGo, l'intelligenza artificiale sviluppata da Deepmind, una divisione di Alphabet, funziona con il medesimo principio.
La prospettiva che l'intelligenza artificiale sviluppi un suo proprio linguaggio solleva una serie di interessanti domande: la cosa ci sta bene o i ricercatori dovrebbero fermarla in tempo? Che tipo di benefici potremmo trarne? Che vincoli di sicurezza dovremmo adottare in merito?
Facebook intanto ha evitato di commentare l'accaduto.

Il problema, però, potrebbe essere solo all'inizio. Facebook ha dato una spinta enorme, nella realizzazione di chatbot per l'app Messenger. L'azienda vuole che l'1.2 miliardi di persone che utilizzano ogni giorno l'applicazione possano utilizzarla per qualsiasi scopo, dallo shopping alla consegna di cibo. Facebook ha inoltre il sogno che l'app diventi un servizio vero e proprio, con l'utente che possa messaggiare direttamente col bot, anziché dover chiamare aziende al telefono.

Intanto, un altro gigante della tecnologia come Amazon, che ha realizzato l'assistente virtuale "rivale" di Google, ovvero Alexa, sta investendo in un software di machine learning per l'intelligenza artificiale.

Al momento, Facebook ha messo in stand-by la capacità dei suoi bot di creare linguaggi, perché ufficialmente non si tratterebbe dell'argomento principale della ricerca: è stato sospeso perché faceva cose che al team di ricercatori non interessavano  e non perché si sia presentato un rischio derivante dalla creazione di un linguaggio che gli umani non avrebbero potuto comprendere.

1 agosto 2017

Fonte: cnet.com
Condividi
Ebook
Sicurezza in Rete: ne sai abbastanza?
Strumenti utili, suggerimenti pratici e tutto quello che devi assolutamente sapere per proteggere davvero i tuoi dispositivi e i tuoi dati personali quando sei connesso
scarica l'ebook
ChiudiChiudi Questo sito usa cookies di profilazione, propri e di terzi, per adeguare la pubblicità alle tue preferenze.
Clicca qui per maggiori informazioni o per conoscere come negare il consenso. Se chiudi questo banner o accedi ad altri elementi della pagina acconsenti all'uso dei cookies.

Iscriviti alla
newsletter del
Digital Magazine di
Fastweb

Riceverai ogni settimana le notizie più interessanti sul mondo della tecnologia!
Iscriviti

Grazie per esserti iscritto!

Abbiamo inviato una mail all'indirizzo che hai indicato: per completare l'iscrizione alla newsletter del Digital Magazine di FASTWEB clicca sul link all'interno della mail