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Il Governo russo obbliga Wikipedia a chiudere

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Il Governo russo obbliga Wikipedia a chiudere FASTWEB S.p.A.
Il Governo russo obbliga Wikipedia a chiudere
Web & Digital
Richiesta la rimozione della pagina su un tipo di hashish. L'enciclopedia: non possiamo rimuovere solo quella, dobbiamo chiudere tutto

L'informazione libera non piace al governo russo: chiude la versione russa di Wikipedia, uno dei siti più visitati del Paese (1,5 milioni di collegamenti l'ora), per aver rifiutato di rimuovere una voce sul charas. Roskomnadzor, l'agenzia federale per i media, ha ordinato il blocco della pagina ma l'enciclopedia ha spiegato che il protocollo https non lo consente e sarà costretta a bloccare tutte le risorse.

Il caso di Wikipedia è solo l'ultimo di una serie in un Paese che conta decine di siti bloccati, tra cui quello degli oppositori Alexiei Navalni (su LiveJournal) e Garry Kasparov (Kasparov.ru) e Grani.ru.

Che alle autorità russe non piacesse l'enciclopedia online era già evidente alla fine del 2014 quando la Biblioteca presidenziale, intitolata al defunto presidente Boris Yeltsin, aveva annunciato il progetto di creare insieme alla Biblioteca nazionale di Russia e all'associazione russa delle biblioteche "un'alternativa a Wikipedia", ritenendo che quella attuale non contenga "sufficienti informazioni dettagliate e affidabili sulle regioni russe e sulla vita del Paese".

In estate è stata approvata la legge sul diritto all'oblio su internet, in base alla quale i motori di ricerca come Google, su richiesta degli interessati, sono obbligati a cancellare i link contenenti informazioni che li riguardano ritenute non più attuali o diffuse violando la legislazione. in primavera Roskomnadzor si era già scagliato contro contro Google, Facebook e Twitter minacciando multe se non avessero bloccato le pagine con "contenuti estremisti" e se non avessero condiviso le informazioni sul traffico online. Tempi duri anche per blogger come Navalni, l'oppositore numero uno di Putin: quelli con almeno 3.000 utenti al giorno, sono stati equiparati ai mass media e ai loro obblighi di verificare l'attendibilità delle informazioni diffuse, di non violare la privacy dei cittadini, di evitare pubblicazioni di carattere estremista. Dal febbraio 2016, invece, scatta il divieto per gli stranieri di detenere più del 20% in qualsiasi media russo: una mossa contro l'influsso della "propaganda occidentale". In compenso il Cremlino inietta finanziamenti sempre più ingenti nei media statali e promuove fabbriche di troll, come quella smascherata recentemente dalla giornalista freelance russa Liudmila Savchuk.

25 agosto 2015

La Redazione

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TAGS: #wikipedia #libertà di stampa

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