YouTube, bloccato in India il documentario shock sullo stupro

Il documentario shock sullo stupro su YouTube bloccato in India

Realizzato dalla BBC, contiene un'intervista con uno degli autori della violenza di gruppo su una studentessa indiana nel 2012 a New Delhi costatale la vita
Il documentario shock sullo stupro su YouTube bloccato in India FASTWEB S.p.A.

E’ stato bloccato in India il documentario BBC su YouTube India's Daughter della registra britannica Leslee Udwin, contenente un’intervista shock con uno degli autori dello stupro di gruppo di una studentessa indiana di 23 anni nel 2012 a New Delhi. Visibile per tutta la mattinata, il filmato aveva ottenuto fino al momento dell'interdizione 2.843 mi piace e 530 non mi piace. Ieri sera era già stato il canale 4 della BBC, non disponibile però sui servizi via cavo indiani. Il governo indiano ha ora chiesto di rimuovere il link dalla piattaforma di Google.

"Crediamo che l' accesso alle informazioni sia il fondamento di una società libera", ha spiegato un portavoce di Google, che controlla YouTube. "Continueramo a rimuovere contenuti illegali o che violano il regolamento della community, una volta che ci sia notificato", ha aggiunto. 

Le motivazioni del Governo indiano

La decisione di impedirne la trasmissione sotto qualsiasi forma, compreso Internet, in tutto il territorio indiano, è stata annunciata dal ministro dell'Interno Rajnath Singh sulla base di un’ordinanza giudiziaria in cui si sostiene che "siamo di fronte ad una plateale offesa alla dignità delle donne" e ad "un pericoloso incitamento alla violenza". In una dichiarazione alle due Camere del Parlamento in subbuglio, il ministro Singh ha sottolineato che "il governo condanna nel modo più vigoroso possibile" l'incidente di cui è stata vittima Nirbhaya, e "non permetterà tentativi di individui, gruppi o organizzazioni di trarre da esso beneficio commerciale".

Frasi shock

Realizzato con due anni di lavoro, il filmato ha al centro una conversazione nel carcere di Tihar con Mukesh Singh, condannato a morte al termine di un processo per direttissima. Senza minimamente scomporsi, il criminale ha ribadito che "una ragazza per bene non va in giro alle 9 di sera" e che "se c'è stupro, la donna è sempre più colpevole dell'uomo". Aggiungendo poi che "quando la violentavamo, non avrebbe dovuto reagire ma stare calma e lasciar fare. Dopo sarebbe stata lasciata viva da qualche parte".

5 marzo 2015

La Redazione
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