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Ex dipendenti di Facebbok e Google sfidano i giganti del tech

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Ex dipendenti di Facebbok e Google sfidano i giganti del tech FASTWEB S.p.A.
Facebook vs Google
Web & Digital
Roger McNamee, uno dei primi investitori di Facebook ha detto: "Con gli smartphone ci hanno rubato qualsiasi momento"

Un gruppo di tecnologi della Silicon Valley, in precedenza dipendenti di Facebook e Google, sono allarmati dagli effetti collaterali che gli smartphone e i social network stanno avendo sulle persone; si sono allora uniti per combattere le aziende che inizialmente hanno aiutato a costruire.

Il gruppo ha creato un'unione di esperti chiamata Center for Humane Technology. Insieme al media group Common Sense Media, pianificano uno sforzo contro la sudditanza dei social e una campagna in 55 mila scuole pubbliche negli Stati Uniti.

La campagna, intitolata "Truth About Tech", sarà finanziata con 7 milioni di dollari da Common Sense e dagli investimenti ottenuti da Center for Humane Technology. Common Sense ha inoltre donato 50 milioni  per pubblicità con partner come Comcast e DirecTV. Lo scopo sarà di educare gli studenti, i genitori e i professori sui pericoli della tecnologia, inclusa anche la depressione che può spingere chi abusa dei social.

"Noi eravamo all'interno" ha detto Tristan Harris, un ex-etico di Google che adesso gestisce il movimento. "Sappiamo che dati analizzano le aziende, sappiamo come parlano e come lavorano gli ingegneri".

Gli effetti della tecnologia, soprattutto sulla mente dei più piccoli, è diventato argomento di dibattito nei mesi scorsi. A Gennaio, due grandi investitori di Wall Street hanno chiesto ad Apple di studiare gli effetti dei suoi prodotti sulla salute e come limitare, in maniera semplice, l'uso di iPhone e iPad da parte dei bambini.

I pediatri e gli esperti mentali hanno fatto appello a Facebook nelle ultime settimane per far chiudere il servizio di messaggistica istantanea riservato ai bambini. Inoltre, diversi gruppi genitoriali si sono allarmati quando hanno sentito di YouTube Kids, un prodotto riservato agli utenti più piccoli.

"I più grandi supercomputer nel mondo sono in queste due aziende -Google e Facebook- e in che direzione sono? In quella dei più piccoli, per analizzare le attività dei bambini" ha detto Harris.

I dirigenti della Silicon Valley per anni hanno considerato le aziende come delle famiglie e raramente qualcuno parlava male di un'altra. Anche questo è cambiato. Chamath Palihapitiya, un venture capitalist, che è stato tra i primi dipendenti di Facebook, a Novembre ha detto che i social network "stanno lacerando il tessuto sociale di come funzione la società".

Il numero dei membri è in continuo aumento. Il loro primo progetto per riformare l'industria è quello di introdurre Ledger of Harms, un sito che ha lo scopo di guidare gli ingegneri che hanno paura rispetto a quello a cui stanno lavorando. Il sito includerà anche dati sugli effetti delle diverse tecnologie e sul modo per renderli meno invasivi.

Jim Steyer, chief executive e fondatore di Common Sense, ha detto che la campagna Truth About Tech è focalizzata sulle pulsioni antifumo e sulle vulnerabilità dei bambini. Questo potrebbe far cambiare idea agli amministratori delegati delle aziende. Tim Cook, AD Apple, il mese scorso ha detto al The Guardian che non permetterà ai suoi nipoti di iscriversi ai social e uno degli investitori di Facebook, Sean Parker, ha detto recentemente che "solo Dio sa quello che passa per la testa di un bimbo".

Mr. Steyer fa notare "il grado di ipocrisia di chi gestisce queste aziende nella Silicon Valley".

Il nuovo gruppo ha inoltre in programma di fare pressioni per ottenere leggi che riducano il potere delle grandi aziende tecnologiche. Inizialmente si concentrerà su due atti legislativi: un disegno di legge presentato dal senatore Edward J. Markey, democratico del Massachusetts, che commissionerebbe ricerche sull'impatto della tecnologia sulla salute dei bambini, e un disegno di legge in California, da parte del senatore dello stato Bob Hertzberg, un democratico, che proibirebbe l'uso di bot senza identificazione.

Il signore McNamee ha detto di essersi unito al Center for Humane Technology perché era inorridito da ciò che aveva contribuito a creare, dal momento che è stato uno dei primi investitori di Facebook.

"Facebook fa appello al tuo cervello: per prima cosa la paura e la fame -ha detto- senza contare che gli smartphone ci prendono ogni momento in cui siamo svegli".

Ha detto inoltre che le persone che hanno creato tutto questo dovrebbero fermarsi prima di creare altri danni.

"Questa è un'opportunità per correggere un errore del passato" ha affermato McNamee.

5 febbraio 2018

 

Fonte: nytimes.com

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