I cinque virus più buoni della storia di Internet

I cinque virus più buoni della storia di Internet

Da Creeper del 1971 a Prank del 1998, passando per Stoned e Welchia, gli worm più buoni e a volte utili
I cinque virus più buoni della storia di Internet FASTWEB S.p.A.

Non tutti i virus vengono per nuocere. In occasione della giornata dedicata al pesce d’aprile, Kaspersky Lab ha deciso di ricordare gli worm “benigni” che sono stati diffusi in Internet .

Il primo virus informatico della storia era un esemplare del tutto innocuo. Con il nome di Creeper è apparso nel 1971 ed è stato scritto da un dipendente dell’agenzia governativa ‘Defense Advanced Research Projects Agency’del Ministero della Difesa degli Stati Uniti. Questo worm cercava altri computer della rete locale ed era in grado di copiarsi automaticamente e infettare il sistema ricevente. Sugli schermi dei computer infettati si leggeva: "I’M THE CREEPER: CATCH ME IF YOU CAN".

Nel 1988 fu la volta di Stoned. La versione originale di questo virus si inseriva in un sistema informatico tramite i floppy disk e, proprio come Creeper, non causava alcun danno al computer. Veniva visualizzato semplicemente un messaggio sullo schermo che recitava: "Your computer is now stoned. Legalise Marijuana".

Il merito della creazione del virus Prank è di HPS, un programma creato appositamente per il sistema operativo Windows 98, anche se in realtà fu diffuso mesi prima che il sistema venisse rilasciato. Una delle cose strane di questo virus è che si attivava solo di sabato: una volta alla settimana, infatti, invertiva oggetti grafici bitmap non compressi come fosse uno specchio.

Anche Cruncher si rivelò assolutamente innocuo e anzi utile. Utilizzava un algoritmo per comprimere i dati e imballare il file infetto, in modo che quest’ultimo fosse ridotto rispetto all'originale e liberasse dello spazio sul disco rigido dell'utente. Inoltre, si è scoperto che Cruncher utilizzava l’algoritmo di compressione della popolare utility DIET 1.10, quindi l’utente avrebbe potuto utilizzare questo programma in modo del tutto legale  per decomprimere i file infettati dal virus e riguadagnare l'accesso ai dati pur godendo dello spazio extra creato sul disco rigido.

Welchia divenne famoso per le sue buone azioni. Questo fu uno dei worm più insoliti della storia delle minacce informatiche. Anche se i suoi creatori lo progettarono perché fosse dannoso, Welchia non causò alcun danno. Al contrario, contribuì a rimuovere dal sistema il pericoloso worm Lovesan, noto anche come Blaster. Imitando il comportamento di questo programma nocivo, Welchia penetrava un computer utilizzando le vulnerabilità presenti nel software legale. Una volta controllato che Blaster fosse presente nella memoria del processore ne arrestava il funzionamento cancellando l'intero file dannoso dal disco. Non solo: dopo aver eliminato il malware, il virus controllava che ci fosse un aggiornamento nel sistema per correggere la vulnerabilità attraverso la quale il worm penetrava all’interno del sistema. In caso contrario, il virus avviava un download dal sito del produttore. Welchia  si distruggeva subito dopo aver completato tutte queste operazioni.

1 aprile 2014

La Redazione
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