Honda e le auto connesse in 5G

Honda e le auto connesse in 5G

Le automobili elettriche con intelligenza artificiale saranno in grado di comunicare tra loro grazie ad una rete 5G
Honda e le auto connesse in 5G FASTWEB S.p.A.

Quando non è impegnata a realizzare acquisizioni da miliardi di dollari per espandere la sua linea di robotica, la compagnia di telefonia mobile giapponese SoftBank si dedica ad un altro hobby: le auto intelligenti. Attività svolta con un'azienda partner molto importante e ormai lanciata verso questo tipo di industria, ovvero Honda. Lo scorso anno le due aziende hanno annunciato un piano per rendere le automobili comunicanti, mediante l'utilizzo di una tecnologia cloud basata sul robot Pepper di SoftBank (una sorta di KITT di Supercar). I frutti di questa collaborazione tra le due aziende stanno cominciando ad emergere, con i progetti di auto con intelligenza artificiale NeuV e SportEV. Entro il 2025, secondo Honda, le automobili senza conducente dovranno essere una realtà, quindi è giusto iniziare a ragionare sul passo successivo, ossia una connessione tra le vetture con una rete 5G.

Così come i suoi rivali NTT Docomo e KDDI, SoftBank sta già testando la rete 5G in Giappone, con la previsione di iniziare ad utilizzare questa rete entro il 2020. Prima di quel momento, il vettore verificherà quanto bene le auto Honda possano comunicare tra loro utilizzando la connettività 5G. A partire dal 2018, SoftBank installerà le stazioni base 5G in un circuito di prova chiuso in Hokkaido (Giappone). Il percorso di 6,8 km servirà come test drive alle auto intelligenti di Honda, che potranno comunicare tra loro.

Per tutto il tempo, le due aziende monitoreranno i risultati al fine di sviluppare la tecnologia e le antenne a bordo dei veicoli. L'esperimento, inoltre, consentirà a SoftBank di testare il suo segnale 5G in un ambiente rurale – finora i test si sono limitati principalmente ad aree urbane.

Il progetto più ampio potrebbe comprendere gli investimenti di ridersharing di SoftBank, tra cui Singapore Grab (che conta anche Honda come sostenitore), l'indiana Ola, la cinese Didi ed ora anche Uber.

Sappiamo che anche Uber sta testando le auto senza conducente negli Stati Uniti. Le auto intelligenti che operano su reti wireless più veloci miglioreranno di molto i propri servizi e, a loro volta, rimpingueranno le casse di SoftBank.

16 novembre 2017

Fonte: engadget.com
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