Google si ricrede sul blocco dei contenuti in autoplay

Google posticipa il blocco dei contenuti in autoplay

Google decide di rimandare il blocco audio in autoplay durante la navigazione per problemi ai giochi sul web
Google posticipa il blocco dei contenuti in autoplay FASTWEB S.p.A.

Google ha annunciato di aver aggiornato il browser Chrome per rimuovere temporaneamente la modifica recente che aveva dato problemi con la riproduzione dell'audio di alcuni giochi sul web.

L'aggiornamento dell'inizio del mese aveva lo scopo di silenziare gli annunci che si aprono fastidiosamente all'avvio di alcuni siti, mettendoli in pausa. Il problema è che così facendo si silenziava anche l'audio dei giochi sul web.

Per correggere la cosa Google ha riferito, tramite un tweet di Myles Borins sviluppatore e avvocato della compagnia, che sta rimuovendo temporaneamente la policy di autoplay per l'API Web Audio da Chrome 66.

Il blocco dell'autoplay è un esempio di come i browser stiano più dalla parte degli utenti di fronte ai siti più invadenti. Il risultato è quello di un web meno fastidioso per chi naviga, ma questo porterà qualche difficoltà per quei siti che vivono di finanziamenti pubblicitari.

Non molto tempo dopo che gli sviluppatori dei giochi sul web si sono lamentati per il problema dell'audio, uno dei Product Manager di Chrome ha annunciato che il suo team stava elaborando il feedback e stava già cercando una soluzione."Il team sta lavorando sodo per migliorare le cose per quanto riguarda utenti e sviluppatori, ma forse in questo caso non è stato fatto un lavoro ottimale nel comunicare l'impatto della nuova policy di autoplay agli sviluppatori", ha scritto John Pallett in un forum per sviluppatori.

Con il rilascio di Chrome 66 in aprile, Google ha bloccato la riproduzione di numerosi video e audio su molti siti web, ma il browser non riesce a bloccare sempre la riproduzione automatica.

Chrome inizia con un elenco di oltre un migliaio di siti in cui Google ha rilevato che gli utenti in genere abbiano riprodotto contenuti con audio e, durante la navigazione, Chrome stesso aggiorna l'elenco man mano che identifica quali siano i siti in cui vengono riprodotti manualmente contenuti e quali no.

Per il resto Google non ha risposto ad altre domande in merito e non ha commentato in maniera ulteriore.

16 maggio 2018

Fonte: cnet.com
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