Gli algoritmi di Google per la lotta contro i tumori

Google, gli algoritmi per la lotta contro il cancro

Un gruppo di ricercatori ha utilizzato l'algoritmo alla base del motore di ricerca virtuale per calcolare la probabilità di diffusione tra la popolazione della neoplasia al polmone
Google, gli algoritmi per la lotta contro il cancro FASTWEB S.p.A.

 

Usare il modello matematico alla base del sistema di ricerca più diffuso su Internet, Google, per prevenire il tumore al polmone. E' l'obiettivo dello studio dell'University of Southern California (Usa) pubblicato sulla rivista Cancer Research. I ricercatori hanno utilizzato l'algoritmo alla base del motore di ricerca virtuale per calcolare la probabilità di diffusione tra la popolazione della neoplasia al polmone. "Questa ricerca dimostra come Internet è simile ad un organismo vivente - afferma Paul Newton, autore dello studio - gli stessi strumenti che ci aiutano a capire la diffusione delle informazioni attraverso il web possono aiutarci a capire come il cancro si diffonde attraverso l'organismo".

La ricerca ha utilizzato un complicato sistema di equazioni matematiche, il processo di Markov, uno strumento algebrico utilizzato nel progetto di reti di telecomunicazioni ma che trova applicazione anche in altri ambiti come teoria delle code (ad esempio come la fila alle poste o i pacchetti di informazioni in coda in un router). Il team di ricerca ha quindi scoperto che il cancro del polmone non progredisce in una sola direzione dal sito del tumore primario in luoghi distanti, come stabilito fino ad oggi, ma il movimento delle cellule cancerogene avviene in tutto il corpo in più di una direzione. I ricercatori hanno anche stabilito che ci sono alcune parti dove avviene una concentrazione di queste cellule 'killer', la ghiandola surrenale e renale. Mentre altre come i linfonodi, ossa e fegato sono meno coinvolte. Insomma, una mappa di come la neoplasia 'viaggia' nell'organismo.

Per il loro studio i ricercatori hanno applicato il modello di Google ai dati dei reperti autoptici di 163 pazienti con cancro del polmone residenti nella zona del New England dal 1914 al 1943, quando non era ancora possibile l'uso di radiazioni e della chemioterapia così da fornire una visione chiara di come il cancro progredisce se non viene trattato. Ebbene gli scienziati hanno tracciato gli schemi di avanzamento di 619 diverse metastasi in 27 distinti siti del corpo.

Questi risultati potrebbero avere un impatto sull'assistenza clinica e aiutare i medici in cure personalizzate in grado di ridurre la diffusione del cancro ai polmoni. 

25 marzo 2013

La Redazione
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