Google e l'ONU per monitorare i cambiamenti ambientali

Google e l'ONU per monitorare i cambiamenti ambientali

Le Nazioni Unite e Google collaborano per creare una piattaforma che fornisca dati riguardo l'impatto ambientale delle attività umane
Google e l'ONU per monitorare i cambiamenti ambientali FASTWEB S.p.A.

Google sta collaborando con le Nazioni Unite per misurare l'impatto ambientale delle attività umane sugli ecosistemi di tutto il mondo.

Il progetto, in partenza in quesi giorni, fornirà dati in tempo reale alle organizzazioni e ai paesi che puntano a pianificare e dirigere le loro mosse in base alle condizioni ambientali, spesso in rapida evoluzione.

L'obiettivo è che i vari paesi perseguano un percorso di sviluppo sostenibile grazie all'accesso a questi dati.

"Saremo in grado di affrontare le più grandi sfide ambientali del nostro tempo solo se avremo i dati giusti", ha dichiarato Erik Solheim, responsabile di ONU Environment. "Le Nazioni Unite sono entusiaste di collaborare con Google, così da disporre degli strumenti online più sofisticati per monitorare i progressi, individuare le aree prioritarie per la nostra azione e fare un passo avanti verso un mondo sostenibile".

Google si focalizzerà sugli ecosistemi di acqua dolce come montagne, foreste, zone umide, fiumi, falde acquifere e laghi. Big G produrrà mappe e dati geospaziali relativi a questi ecosistemi, grazie a una tecnologia parallela di "cloud computing"

I paesi e le organizzazioni interessati possono dunque fare affidamento sulle immagini satellitari e generare statistiche sul grado di cambiamento in queste aree.

Gli obiettivi a lungo termine riguardo al progetto sono che questo diventi una piattaforma per dati ambientali libera e open-source. Entrambe le organizzazioni sperano di usarla per valutare i progressi negli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

Questa non è la prima volta in cui vengono utilizzate delle immagini satellitari per determinare l'impatto dell'attività umana sull'ambiente, ma non era mai successo che l'accesso ai dati fosse gratuito.

17 luglio 2018

Fonte: engadget.com
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